Desiderare Trump?

Sì, va bene: facciamo il tifo per Clinton che è democratica, competente e, per la miseria, donna! Onestamente non vediamo molte altre qualità e, per carità, ce n’è d’avanzo. Intanto tifare per i democratici è sostanzialmente un obbligo per qualunque sedicente intellettuale, e qui a Hic Rhodus siamo tutti sedicenti. Poi essere donna è un fatto storico, perdinci, la prima donna presidente (vabbé, dopo il primo nero…) e questo è un valore aggiunto per chi intende essere politicamente corretto (e già qui noi di HR non siamo proprio sempre allineati), infine la competenza: innegabile. Noi tifiamo Clinton malgrado la valanga imbarazzante di difetti che ha e che abbiamo già denunciato tempo fa; meno di Trump, direte voi. Non ne sono mica sicuro, risponderei io. E quindi hicrhodusianamente mi spiego partendo da un interrogativo niente affatto banale. Ma perché mai a noi italiani, o se preferite europei, dovrebbe fregarci qualcosa di chi vince le elezioni oltre Oceano? Ma perché quel presidente è di fatto la persona più strapotente del mondo, mica parliamo di San Marino (abbiamo lettori a San Marino? Oops…), e quel che farà nei prossimi quattro anni, se poi non diventano otto, inciderà sulle nostre vite, forse con benefici ma forse con danni duraturi. Giusto. Ma allora dovremmo vedere quali idee di politica internazionale hanno Clinton e Trump e capire, con semplice e cinico opportunismo, quale dei due candidati potrebbe (teoricamente) fare meno danni all’Europa.

Allora vado a spulciare nei giornali americani (certamente ben informati) per capire qualcosa di più e, al di là degli stereotipi politicamente corretti, cercare di rispondere a questa domanda: chi conviene all’Europa? Clinton o Trump? Premessa metodologica: anche se azioni di politica interna (per esempio in materia economico-finanziaria) degli Stati Uniti hanno sempre e subito riflessi nel mondo, mi limiterò a questioni di geopolitica e di rapporti Usa-Europa. Non farò un lavoro completo ma un’idea più solida su questioni assai rilevanti ce la faremo. Inoltre è noto che un conto è fare dichiarazioni roboanti (o tacere) su determinati argomenti quando si è in un’infuocata campagna elettorale, altra cosa sono poi i reali comportamenti quando ci si siede nello studio ovale e si devono prendere decisioni vere. Questo altererà specialmente il giudizio su Trump, che fa della sparata la cifra della propria retorica comunicativa.

Uno dei punti cruciali di qualunque politica estera americana passa per la Nato e il confronto con la Russia. E qui vediamo una delle maggiori differenze fra i due candidati: secondo Hillary la Nato è “uno dei migliori investimenti che l’America abbia mai fatto”, che grazie all’Alleanza riesce a contenere l’aggressione russa (e il bullismo di Putin, più volte apostrofato in termini assolutamente negativi) e gli alleati devono ricevere dagli USA la stessa solidarietà e assistenza ricevuta dopo l’attacco dell’11 Settembre (fonte qui e più avanti); all’opposto The Donald pensa che la Nato sia obsoleta, che gli alleati dovrebbero pagare più per la protezione che ricevono e se non lo faranno l’America dovrebbe lasciare l’Alleanza, anche perché ritiene che sia prioritaria la lotta al terrorismo e non il contenimento della Russia, con la quale anzi occorre stabilire una nuova era amichevole per risolvere la questione siriana.

A questo punto confrontatevi con la vostra opinione sulla Nato e sulla Russia. Io l’ho fatto cercando di liberarmi di vecchie idee (o ideologie) e ragionando su cosa convenga realmente, oggi, all’Europa: contenere la Russia ammassando truppe e testate nucleari ai suoi confini, imponendole sanzioni, o essere amichevoli con la Russia e cercare di risolvere diverse controversie presenti nel nostro continente e ai suoi confini? Risolvendo per esempio il problema delle minoranze russofone perseguitate in diversi paesi dell’Est, risolvendo la crisi siriana, riconsiderando il ruolo della Turchia nello scacchiere e così via? Non pensate se vi sta simpatico Putin, che certamente non lo è, che certamente è un oligarca spietato, che certamente si è macchiato di non poche colpe; pensate cosa ci conviene: una sorta di guerra fredda permanente, sempre col rischio di surriscaldarsi per compiacere Washington, o una prospettiva di convivenza dove le questioni possono essere affrontate e risolte in un contesto di cooperazione? Avrete capito che io opto per la seconda ipotesi, a sostegno della quale ho scritto altri articoli ai quali rimando:

Un compendio recente delle posizioni di Trump sulla Nato potete leggerle su Bloomberg Politics, mentre il diversissimo atteggiamento dei due candidati riguardo a Putin lo trovate su The Atlantic.

Un altro elemento cruciale è la lotta al terrorismo e, più in generale, lo scacchiere mediorientale. Le proposte di Trump sono poco più di slogan sensazionalistici e muscolari, mentre quelle di Clinton riflettono con tutta evidenza una maggior sagacia e visione d’insieme. Ma se – come ci siamo detti – cerchiamo di guardare oltre le parole, immaginando quali potrebbero essere le vere strategie d’intervento dei due, capiamo comunque che il repubblicano vuole intervenire, battere militarmente ISIS (Daesh) anche con l’uso di truppe, mentre la democratica sembra più intenzionata a continuare, in Medio Oriente, la partita a scacchi che da anni gli americano giocano contro la Russia:

The biggest difference between Mrs. Clinton and President Obama in this area is her push to create a no-fly zone over Syria, a move that would likely put the U.S. in direct conflict with Russia, which has bombed anti-Assad forces in the area (fonte).

Trump critica l’accordo sul nucleare con l’Iran, che Clinton difende, mentre su Israele la posizione del primo è stata abbastanza ondivaga e poco chiara, mentre Clinton si è molto fermamente schierata con Israele.

Adesso a voi lettori: cosa ne pensate? Io personalmente credo che senza il supporto russo non si risolverà la crisi siriana, e che se l’accordo con Putin imponesse di salvare il collo ad Assad sarei personalmente disponibile; Assad vivo, ma Siria pacificata, mi pare un buon avvio alla risoluzione dei problemi dell’area, incluso quello palestinese, mentre il Daesh non può che essere sconfitto militarmente per dare respiro a tutto il quadrante. Questi alcuni articoli su Hic Rhodus:

L’atteggiamento verso l’Europa è coerente con l’atteggiamento rispetto alla Nato, e non possiamo aspettarci grande considerazione da Trump, sostanzialmente un isolazionista, mentre Clinton sa che deve lisciare gli alleati europei per il verso giusto. Proprio in conseguenza a questi diversi atteggiamenti i due candidati hanno opinioni opposte circa il famoso/famigerato TTIP (Trans-Atlantic Trade and Investment Partnership); Trump lo detesta e Clinton lo sostiene con entusiasmo (fonte).

Come sanno i nostri lettori noi di Hic Rhodus (come, in realtà, moltissimi cittadini europei) siamo contrari al TTIP per ragioni che abbiamo già spiegato QUI. Anche se le ragioni addotte da Trump sono meschine e piuttosto ridicole, come dire? Se facesse fallire definitivamente questo accordo, per la verità in stato comatoso, non potremmo che esserne lieti.

Abbiamo affrontato pochissimi elementi, e molti altri depongono a favore di Clinton (la sola idea che Trump abbia accesso all’arsenale nucleare fa morire di spavento), ma quello che volevo mostrare era una realtà più sfaccettata di quanto può apparire a un’analisi superficiale; Trump è volgare, impreparato, mentitore, xenofobo e molto altro ancora, propugna idee inaccettabili riguardo islamici, messicani etc., ma non sarebbe il primo presidente del genere negli Stati Uniti. Se non siete troppo giovani potete richiamare alla mente i deliri ottusi di Bush jr., e se poi siete un po’ anziani tremerete ancora al ricordo delle posizioni di Reagan in politica estera. Insomma: di Obama ne nasce uno ogni generazione, mentre di presidenti poco equilibrati, bugiardi, imperialisti guerrafondai o inetti ne abbiamo visti decine. Ciò detto, però, attenti: il rozzo isolazionismo di Trump potrebbe favorire l’Europa, consentendoci una politica più attenta a quel che succede a casa nostra senza seguire servilmente gli interessi Nato e americani; mentre la scaltra Clinton, con la sua storica avversione per Putin, potrebbe contribuire a trascinarci in una spirale antagonista con la Russia che potrebbe non essere proprio nei nostri interessi.