Perché crediamo ai Pesci d’Aprile?

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Oggi, come tutti sappiamo, è il giorno in cui vengono inventate e diffuse le più ingegnose e scherzose “bufale” che spesso, o perché ci crediamo o perché ci piacciono, contribuiamo a far circolare, magari commentandole come se fossero vere.

Forse qualcuno di noi se ne vergogna, ma credo di non sbagliare se affermo che a tutti è capitato, almeno una volta, di cascare clamorosamente vittima di un Pesce d’Aprile; è quindi lecita, se non inevitabile, la domanda “Ma come mai la gente ci crede?”

Insomma, la ripresa c’è o non c’è?

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Ormai ci siamo abituati: ogni volta che si parla di argomenti che dovrebbero essere oggetto di una valutazione basata sui dati di fatto, si finisce in una querelle tutta dialettica, come se bastasse una buona o cattiva comunicazione a indirizzare i problemi in un senso o nell’altro.

Stavolta, e non per la prima volta, la discussione si è accesa sui dati relativi all’embrione di ripresa economica in cui l’Italia si trova, e in particolare sugli effetti del Jobs Act sull’occupazione. Addirittura, il Presidente del Consiglio Renzi ha annunciato un piano “antibufala” per contrastare la disinformazione che a suo dire viene fatta sull’operato del Governo. Ma è davvero così?

Ansia per il futuro? Allora NON leggete cosa vi aspetta. 1 – Demografia, alimentazione, clima e guerre

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Astrologia a parte, che non interessa Hic Rhodus, c’è un serio filone di studi che cerca di prevedere il futuro. Una previsione probabilistica, ovviamente, basata sui dati disponibili al momento e loro proiezioni; una previsione quindi orientativa che nulla ha di deterministico.

L’impossibilità del dialogo politico entro il PD (e non solo)

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Leggo le dichiarazioni di eminenti politici del PD che “si parlano” attraverso post ospitati sull’Huffington Post; l’interessante intervento di Vannino Chiti che spiega che la sinistra interna sbaglia strategia; Matteo Mauri che si appella a Cuperlo affinché non regali l’ennesimo successo agli avversari e la garbata risposta di Cuperlo che argomenta le ragioni del disagio della minoranza dem.

Non omologatevi!

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La verità è dentro di noi. La verità siamo noi. Poiché guardiamo il mondo dall’interno verso l’esterno (dall’interno del nostro “io” verso il mondo fuori di noi) tutto ciò che è prossimo a “noi” (le nostre idee, i nostri valori…) riverbera di luce chiarissima e ci sembra illuminare l’oscurità selvaggia della jungla di stupidità in cui siamo immersi. Noi sappiamo; capiamo; vediamo. Gli altri sono sciocchi o, peggio, in malafede. Noi sappiamo le cose, conosciamo la verità. Dobbiamo necessariamente dirla al mondo. Urlargliela. E insultare coloro che diabolicamente si mettono di traverso, perché se lo meritano.

SuperTrump

super_trump__by_gaudog-d9hu0fvCon il cosiddetto Supermartedì, che ha assegnato i delegati di undici Stati, le primarie in USA hanno fornito indicazioni che, se non definitive, sono ormai certamente nette, e lasciano profilare uno scontro per la Presidenza tra Hillary Clinton e Donald Trump, due candidati diversissimi, tanto da non sembrare davvero il prodotto di uno stesso sistema politico. Mentre Hillary Clinton è una “predestinata”, legata a doppio filo a tutti i “poteri forti”, Trump è un outsider che corre contro l’establishment del suo stesso partito, un’anomalia tanto evidente da sollecitare una riflessione sul perché e sul come sia potuto arrivare così vicino alla poltrona più ambita del mondo (e, chissà, sedervisi?).

Due o tre cose che ho capito dopo Masterchef

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Masterchef, come X Factor, Ballando con le stelle e molti programmi di successo della televisione, sono definiti ‘talent’ (QUI una carrellata di quelli più noti) creando confusione nel pubblico. La natura di tale confusione è interessante e meritevole di un piccolo post come questo che si cala nel filone – abbastanza praticato qui su HR – della riflessione sui mass media e i social, e di come questi condizionino in qualche modo il nostro pensiero e il nostro agire.

La sopravvalutazione della fedeltà coniugale

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La fedeltà è per la vita sentimentale ciò che la coerenza è per la vita intellettuale: semplicemente la confessione di un fallimento (Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray).

Una delle questioni controverse del ddl Cirinnà recentemente approvato al Senato è l’espunzione dal testo originario dell’obbligo di fedeltà fra i contraenti l’unione civile. I commenti sono stati – come sempre – di diversissima natura: