Tag: complottismo

la verità è che lo spettacolo a cui sta assistendo l’Italia oggi è tipico di un paese che ha scelto di trasformare la scorciatoia del complottismo – è sempre colpa degli altri, è sempre colpa di quelli che ci stavano prima, è sempre colpa dei tecnici, è sempre colpa dei burocrati, è sempre colpa dei francesi, è sempre colpa dei Savi di Sion – nel vero collante del cambiamento populista.

Claudio Cerasa, C’è un'ideologia dietro alla tempesta perfetta, "il Foglio", 8 feb 2018.

Con la risibile mossa della denuncia e con la successiva argomentazione che lo ha di fatto reso un reo confesso [Di Maio] si è infilato in un imbuto di accuse di inesperienza, nel migliore dei casi, o di incompetenza, nel peggiore, da cui è complicato adesso uscire.

Pietro Salvatori, Perché Di Maio ha confessato a Vespa che sul decreto fiscale e sulla denuncia ha combinato un pasticcio, "HuffPost", 18 ott 2018

L’implosione a cinque stelle? Non per oggi

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Un articolo di Giuseppe Turani di un paio di settimane fa racconta del crollo prossimo venturo (molto prossimo, secondo lui) del M5S e ne spiega le ragioni. È un tipico articolo dietrologico e può essere molto vero, abbastanza vero o solo vericchio, e si inscrive nel filone dei molti che, disprezzando il Movimento e i loro improbabili padroni, e ritenendolo una sciagura per la democrazia, ne osservano attentamente le miserie che, essendo continue, lasciano intendere un’imminente sfracello. Ho aperto con Turani perché è circostanziato, ma credo che tutti abbiate lette critiche, anche puntuali, credibili da parte di molti autori, tanto più recentemente dopo il caso di Quarto o – meno dirompente – Civitavecchia. Anche perché è fuori di dubbio che il M5S sia un partito padronale, senza alcuna democrazia interna, con personale politico improvvisato e spesso patetico, capace di far cagnara e di costruire poco e niente, con un programma politico che fa ridere i polli e idee sulla democrazia che fanno accapponare la pelle.

Ciò detto, non sono d’accordo con Turani, De Angelis 

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La Rete ci rende stupidi e cattivi


Chi va su Twitter o crea un blog deve avere la pelle dura, prepararsi a tutto
(John Suller docente di cyber-psicologia alla Rider University)

Un popolo di mostri si aggira fra noi; gente spietata e senza cuore, incapace di riflettere, poco intelligente come si conviene a chi ha il cuore di pietra. Non poche persone, non una banda ma una folla, una moltitudine. Questa legione di decerebrati abita il web. Sì, effettivamente molti di loro hanno un domicilio reale e vivono fisicamente fra noi, sono gli arroganti, gli stalker, i violenti, gli ottusi… Pericolosi ma facilmente identificabili e in numero, tutto sommato, limitato. A differenza di quelli che abitano il web. Moltitudini di utenti Facebook e Twitter (e altri social, ma ovviamente questi sono i più rilevanti) che sfruttano questo potente filtro per predicare odio, insensatezza, catastrofismo, razzismo.