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L’implosione a cinque stelle? Non per oggi

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Un articolo di Giuseppe Turani di un paio di settimane fa racconta del crollo prossimo venturo (molto prossimo, secondo lui) del M5S e ne spiega le ragioni. È un tipico articolo dietrologico e può essere molto vero, abbastanza vero o solo vericchio, e si inscrive nel filone dei molti che, disprezzando il Movimento e i loro improbabili padroni, e ritenendolo una sciagura per la democrazia, ne osservano attentamente le miserie che, essendo continue, lasciano intendere un’imminente sfracello. Ho aperto con Turani perché è circostanziato, ma credo che tutti abbiate lette critiche, anche puntuali, credibili da parte di molti autori, tanto più recentemente dopo il caso di Quarto o – meno dirompente – Civitavecchia. Anche perché è fuori di dubbio che il M5S sia un partito padronale, senza alcuna democrazia interna, con personale politico improvvisato e spesso patetico, capace di far cagnara e di costruire poco e niente, con un programma politico che fa ridere i polli e idee sulla democrazia che fanno accapponare la pelle.

Ciò detto, non sono d’accordo con Turani, De Angelis 

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La Rete ci rende stupidi e cattivi


Chi va su Twitter o crea un blog deve avere la pelle dura, prepararsi a tutto
(John Suller docente di cyber-psicologia alla Rider University)

Un popolo di mostri si aggira fra noi; gente spietata e senza cuore, incapace di riflettere, poco intelligente come si conviene a chi ha il cuore di pietra. Non poche persone, non una banda ma una folla, una moltitudine. Questa legione di decerebrati abita il web. Sì, effettivamente molti di loro hanno un domicilio reale e vivono fisicamente fra noi, sono gli arroganti, gli stalker, i violenti, gli ottusi… Pericolosi ma facilmente identificabili e in numero, tutto sommato, limitato. A differenza di quelli che abitano il web. Moltitudini di utenti Facebook e Twitter (e altri social, ma ovviamente questi sono i più rilevanti) che sfruttano questo potente filtro per predicare odio, insensatezza, catastrofismo, razzismo.

Le scie chimiche distruggono i neuroni cerebrali. Ecco le prove

99 Le scie chimiche

Le scie chimiche come elemento di allarme sociale e di denuncia complottista rappresentano un banco di prova ideale per studiare da vicino come si costruiscono e sostengono le bufale più assurde. In questo articolo spero di fornirvi una ragionevole documentazione per mostrarvi non tanto l’inconsistenza dell’argomento (che spero sia una tesi già chiara per voi) ma l’intricata architettura logico-argomentativa che i sostenitori del complotto delle scie adducono a loro sostegno; un’architettura assolutamente inconsistente a un’analisi appena più approfondita ma difficile da cogliere con immediatezza per un pubblico più disinformato, poco incline all’analisi delle fonti e tendenzialmente credulo, che quindi si lascia facilmente sedurre da tesi fantasiose ritenendole vere per poi, a sua volta, diventarne propagatore. Deve essere chiaro che parlo di scie chimiche come esempio, e che l’approccio qui suggerito vale per tutte le notizie assurde, inquietanti, allarmistiche che ogni giorno incontriamo su Facebook o su Twitter.

Come smascherare i mistificatori su Internet

“E’ confuso quello che dici.”

“Perché è vero”

(Daniel Pennac, Ecco la storia)

Sulla questione della verità e dintorni sono intervenuto più volte qui su Hic Rhodus, ma la lettera di un utente mi sollecita a mettere un po’ d’ordine su questioni davvero complicate.

Prima di tutto devo riportarvi la lettera, che fa riferimento a un mio post sul complottismo.

Posto che la realtà è complessa e consente la coesistenza di diverse “province di significato”, sta di fatto che talora il confine tra complottismo e “informazione libera da condizionamenti” mi appare di difficile discernimento. A tal proposito le allego le affermazioni di un amico per le quali non riesco a capire dove finisce uno degli aspetti sopra citati e comincia l’altro. Parliamo di un marxista antiamericano. Le chiederei un commento sull’insieme e, se le va, anche su singoli punti. La ringrazio in ogni caso e cortesi saluti.