Tag: economia

Regeni e quei pessimi mediorientali nostri alleati

sacha-baron-cohen-il-dittatore_mid.jpg

Il caso Regeni occupa giustamente le pagine dei nostri giornali e il tempo di moltissimi commentatori per la totale non credibilità delle autorità del Cairo e l’inaccettabilità delle diverse sciocche ricostruzioni finora date alla morte del giovane ricercatore italiano. Siamo sconcertati, anche come redazione HR, e come tutti i cittadini italiani vogliamo la verità, non una generica e inattendibile verità di comodo per mettere la parola “Fine” alla vicenda. Il nostro è un cordoglio sincero che si accompagna all’invito, alle autorità italiane, a fare di tutto, e poi ancora di più, per difendere quanto meno la memoria del povero ragazzo.

Ciò detto, questo non è un post sul caso Regeni.

Expo sì, Expo no

expo

I deficienti neri di Milano hanno fatto un gigantesco piacere a quel potere capitalistico che dicono di voler combattere oscurando completamente le ragioni dei No Expo. Alla luce delle mie ultime conclusioni sul diritto di tribuna delle minoranze antagoniste propongo qui le ragioni del No Expo per indicare poi quelle del Sì Expo. È bene chiarire che entrambe queste categorie di ragioni le traggo da siti e documenti altrui (che come al solito citerò) mentre le sole conclusioni finali sono mie opinioni.

I sociologi ci raccontano il destino dell’Europa

Europa-sociologi

Questo è il primo di una serie di tre articoli molto particolari; abbiamo chiesto a un gruppo abbastanza ampio di sociologi italiani (tutti piuttosto noti in ambito accademico e professionale) di rispondere a una serie di domande sull’Italia, l’Europa e il mondo: quali siano i problemi principali, quale la loro origine, quali le possibili soluzioni. I sociologi intervistati non sono tutti necessariamente esperti di geopolitica, di questioni europee, etc. (alcuni sì) e sono stati chiamati ad esprimere il loro parere in virtù dello sguardo particolare che i sociologi sanno dare alla complessità del mondo, ai movimenti, alle organizzazioni, al procedere evolutivo del nostro mondo complicato. Persone di cultura, in gran parte accademici, con l’occhio addestrato a cogliere elementi chiave per dare un’interpretazione (non necessariamente univoca) al caos attorno a noi.

Chi se ne frega dell’Africa

DSCN7497

Due indicatori: esplode l’epidemia di Ebola in Africa e i giornali hanno punte di panico solo fino a quando non diventa chiaro che da noi non sarebbe successo nulla e degli oltre 10.000 deceduti africani (a Marzo 2015) non ci importa; lo stesso volontario italiano contagiato e curato in Italia ha fatto notizia lì per lì, fin quando stavamo a vedere se le nostre strutture sanitarie tenevano, poi ce lo siamo dimenticati fino a Natale quando, tutti più buoni, abbiamo seguito la sua conferenza stampa di guarigione. Poco fa poi c’è stato il terribile attentato a Parigi, con i palinsesti zeppi del sangue parigino. Di quello dei 2.000 ammazzati da Boko Haram negli stessi giorni solo tardivi trafiletti con taglio basso. Non vorrei essere troppo cinico, ma dell’Africa non ce ne importa un fico secco. Ci preoccupano i barconi pieni di gente nera che arrivano da noi perché disturbano e – complice l’inettitudine istituzionale e una legislazione discutibile – creano oggettivi problemi (ma non quelli urlati da Salvini), ci preoccupano i disordini islamisti che ci impediscono di andare in vacanza a Sharm el-Sheik (ma adesso ci pensa il nuovo regime militare egiziano a sistemare le cose!) ma per il resto, siamo sinceri, ci importa qualcosa dell’Africa?