Letta o non Letta il PD è morto. Quali alternative possibili per una sinistra moderna?
Letta o non Letta il PD è morto. Quali alternative possibili per una sinistra moderna?
Zingaretti scappa. Comunque finisca, il suo bilancio è pessimo e mostra di essere stato uno dei peggiori leader politici degli ultimi anni.
Grandi manovre nel M5S per nominare Conte capo politico. Certamente l’ometto giusto nel partitino giusto.
Perché Renzi sostiene Draghi, e perché c’è poco da stare tranquilli.
Arriva Draghi. Non vi piace? Lo capisco, ma forse potevate pensarci prima…
Zingaretti tira un sospiro di sollievo, i 5 Stelle esultano per il referendum, la spallata non c’è stata e il governo durerà. Guardiamo però oltre la nebbia…
Zingaretti e il PD. Di riformismo, di centro-sinistra, di liberalsocialismo, non c’è rimasto più nulla. Il nuovo partito populista di massa è nato lasciandosi alle spalle una voragine.
E’ tutto così assurdo. Si va di corsa verso la vittoria dei Sì, verso la perdita del governo di altre regioni, verso l’assenza di riforme, senza un’idea… Ma dove stiamo andando?
All’improvviso si è acceso il dibattito sul taglio dei parlamentari. Peccato che – oltre che inutile – sia sostanzialmente finto.
Arriva il referendum sul taglio dei parlamentari, fra la totale assenza di un dibattito decente e la vergogna di chi ci ha condotti a questo punto.
Pare si vada strutturando, con reciproca soddisfazione, l’alleanza PD-M5S. Quindi: siamo fritti!
Con tutte le cautele del caso: i sondaggi testimoniano i tempi bui, buissimi, nei quali ci troviamo. All’orizzonte poche e tremule luci…
Calabria. Non basta un brav’uomo per cambiare un’organizzazione incancrenita in decenni. Questa è solo una trovata populista e di corto respiro.
Senonché una volta che Di Maio ha incassato da Grillo la conferma dell’investitura ha subito cambiato spalla al suo fucile. Già Di Maio non controlla comunque i gruppi, in più egli è sempre stato la destra del movimento tant’è che si è lasciato letteralmente spolpare da Salvini perché condivideva quasi tutte le sue posizioni politiche [...]. Sta di fatto che tutta l’area del Pd che aveva costruito, Cacciari in testa, la teoria secondo la quale il grillino è un “buon selvaggio” di estrema sinistra da acculturare e guidare da parte della superiore sapienza del gruppo dirigente del Pd, si trova invece di fronte a un selvaggio tutt’altro che buono, anzi a un cannibale, che tende ad azzannare, dopo averlo tramortito nel sonno, chi gli si avvicina troppo. Finora i piddini già ci hanno rimesso un braccio e una gamba, adesso sono a rischio gli altri due arti, ma anche la testa. (Fabrizio Cicchitto, sull'HuffPost del 2 dic 2019)