Categoria: Economia e Lavoro

Discorsi attorno alle teorie economiche e loro applicazione
– Politiche economiche
– Politiche industriali (per esempio la fusione Fiat Chrysler)
– Lavoro, politiche del lavoro, occupazione…
– Previdenza;
[NOTA – “Euro” va in altra categoria]
[NOTA – “Disuguaglianza” va in altra categoria]

L’Italia e l’eccellenza possibile

Per una volta, in questo post non mi addentrerò in un’analisi di numeri e statistiche, anche se qua e là non potrò evitare di inframmezzare il discorso con qualche cifra. L’argomento di questo post infatti è ispirato ad alcune trasmissioni radiofoniche e televisive degli ultimi mesi, in cui ho ascoltato Brunello Cucinelli esporre la sua filosofia imprenditoriale.

Per chi, come me, ha una competenza sottozero nel settore del fashion, Cucinelli può essere un emerito sconosciuto. In realtà è un imprenditore di notevole successo, azionista di maggioranza dell’impresa che porta il suo nome e che produce capi di lusso principalmente in cashmere. Per quanto si possa considerarla una produzione di nicchia, fatto sta che la valutazione di Borsa dell’azienda colloca Cucinelli, secondo Bloomberg, nel ristretto novero dei miliardari. Buon per lui, direte, ma cosa c’è da imparare da un simile caso di successo in un Paese in cui la crisi investe settori con centinaia di migliaia di addetti? Li mettiamo tutti a fare maglioni da duemila Euro l’uno?

Le pensioni: chi ha versato tanto, chi poco, chi niente

Nell’ultimo post pubblicato dal nostro autore ospite Alba, si parlava esplicitamente delle differenze di equità nella gestione delle pensioni che derivano dal diverso livello di contribuzione sul quale le pensioni stesse si basano. Quando leggiamo proposte di “contributi di solidarietà” (verso chi?) a carico delle pensioni più elevate, o dichiarazioni sibilline come quelle di Padoan secondo cui “le pensioni non si toccano, ma i dettagli andranno discussi”, l’unico elemento che viene preso in considerazione come parametro è l’importo della pensione stessa, e mai quanto quell’importo sia commisurato a quanto effettivamente versato dai lavoratori e dalle imprese. In questo post cerchiamo di riprendere le indicazioni proposte appunto da Alba, e portare avanti il ragionamento sul rapporto tra i ricorrenti “interventi” sulle pensioni (inclusi i tagli all’adeguamento all’inflazione) e la “copertura” contributiva che le pensioni stesse hanno. Al momento, ahimè, questo rapporto è inesistente.

Pensioni: tagli e regali

Sono d’accordo con il giudizio di Ottonieri sulla spending review pubblicato qui. Nel complesso, il lavoro di Cottarelli è deludente. Anche a un lettore distratto dei quotidiani è evidente che, dopo la riforma Fornero del 2011, negli ultimi venti anni le spese pubbliche (e le imposte) sono lievitate anzitutto tra gli enti locali. Lì doveva anzitutto dirigersi l’analisi e la proposta di riduzione della spesa pubblica.

Per quanto riguarda le pensioni, Ottonieri afferma che non si tratta di un taglio di spesa, ma di una nuova imposta. Concordo. E’ la proposta di un’imposta selettiva, addossata cioè solo a uno specifico gruppo di contribuenti. Costoro non sono degli evasori;  pagano già tutte le imposte dovute, pur se salate. In altri paesi le pensioni sono tassate più lievemente.

La proposta di Cottarelli è abnorme e ingiustificata per molte ragioni:

Bitcoin, l’alba delle criptovalute

Bitcoin dawnUna moneta senza banche centrali

Il 3 gennaio 2009, The Times riportò in prima pagina una notizia divenuta consueta nel corso della profonda crisi dell’anno precedente e destinata a riproporsi negli anni successivi: “Il cancelliere sull’orlo del secondo salvataggio delle banche” .

Questa notizia, altrimenti destinata a perdersi nel turbine dei tentativi di arginare la recessione, fu trascritta nel “genesis block” , la prima vertebra di Bitcoin, una moneta distribuita creata sulla rete per togliere alle banche centrali il potere di creare denaro ed agli stati la sovranità della politica monetaria. Questo almeno è quanto traspare da questa annotazione.

Il risultato è che Bitcoin non ha una emittente centrale, ma lascia l’emissione e lo scambio del denaro agli utilizzatori attraverso un insieme di regole che garantisce l’autenticità e la liceità delle transazioni, sostanzialmente che il denaro sia trasferito solo da chi ne è titolare e che non possa essere speso due volte.

Allo scopo può essere utilizzato qualsiasi software che rispetti il protocollo, in quanto ogni transazione che lo violi è respinta dalla rete Bitcoin.