Category: Economia e Lavoro

Discorsi attorno alle teorie economiche e loro applicazione
– Politiche economiche
– Politiche industriali (per esempio la fusione Fiat Chrysler)
– Lavoro, politiche del lavoro, occupazione…
– Previdenza;
[NOTA – “Euro” va in altra categoria]
[NOTA – “Disuguaglianza” va in altra categoria]

Il Dieselgate Volkswagen e la nuova era dell’automobile

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Vignetta di Daryl Cagle, http://www.cagle.com/

Ormai, tutti sappiamo che la Volkswagen ha frodato i controlli USA sulle emissioni inquinanti, e che le automobili “truccate”, se in USA sono meno di mezzo milione, in Europa sono molte di più, mentre in Italia dovrebbero essere più di un milione. Le conseguenze sulla casa tedesca e sui mercati sono impossibili da prevedere appieno, e le notizie sull’argomento si susseguono di ora in ora, a un ritmo che un blog come il nostro non può aver la pretesa di seguire.

Noi qui su Hic Rhodus vorremmo invece prendere spunto da questa complessa situazione per ipotizzare cosa potrebbe accadere nei prossimi anni.

Le tasse (sulla casa) sono una cosa bellissima

property-tax-euroA settembre, ci sono alcuni riti che ci ricordano che l’estate è terminata: le città tornano all’abituale condizione caotica, le scuole (buone o cattive) riaprono, il nostro colorito lentamente sbiadisce, e il Governo annuncia i contenuti della prossima Legge di Stabilità, che saranno ovviamente un balsamo per l’economia italiana e per i bilanci delle famiglie.

Quest’anno, a tener banco è stata l’anticipazione di Renzi sull’abolizione di IMU e TASI sulla prima casa, secondo un copione già visto. Si tratta di un’operazione benefica per i tanti piccoli proprietari italiani, o di una mossa di facciata che ai cittadini costerà più di quanto faccia risparmiare? Per tornare alle abitudini autunnali, non poteva mancare il commento di Hic Rhodus…

Siamo tutti meridionali, che ci piaccia o no

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Qualche settimana fa, la Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) ha diffuso i dati relativi al suo rapporto 2015 sull’economia del Mezzogiorno, delineando un panorama talmente sconfortante che i principali mezzi di comunicazione hanno all’unisono fatto ricorso a titoli come “Il Sud sta peggio della Grecia”, sottolineando l’ampliarsi del divario tra il Mezzogiorno e il Centro-Nord, fino a riproporre l’ormai consueta immagine del “Sud zavorra d’Italia”, una specie di freno a mano tirato che impastoia la “locomotiva” del Settentrione.

Ma è proprio così? E quali sono le cause di questa situazione?

In tutta Europa, il precariato è una trappola per i giovani. Li salverà il Jobs Act?

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“Continua a lavorare, è l’unico modo per venirne fuori!” – vignetta di Mike Konopaki

Pochi giorni fa, l’INPS ha pubblicato il rapporto dell’Osservatorio sul Precariato relativo al primo semestre 2015. Secondo il rapporto, nel 2015 in Italia c’è stato un marcato incremento dei contratti a tempo indeterminato, e ovviamente il Presidente del Consiglio non ha mancato di sottolineare queste evidenze affermando che si tratta della dimostrazione che «siamo sulla strada giusta contro il precariato e che il Jobs Act è una occasione da non perdere».

Davvero possiamo ritenere che il Jobs Act sia la pietra filosofale che consentirà di alleviare la gravissima situazione occupazionale dei giovani in Italia? Come al solito, proviamo a guardare i dati con attenzione.

Expo sì, Expo no

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I deficienti neri di Milano hanno fatto un gigantesco piacere a quel potere capitalistico che dicono di voler combattere oscurando completamente le ragioni dei No Expo. Alla luce delle mie ultime conclusioni sul diritto di tribuna delle minoranze antagoniste propongo qui le ragioni del No Expo per indicare poi quelle del Sì Expo. È bene chiarire che entrambe queste categorie di ragioni le traggo da siti e documenti altrui (che come al solito citerò) mentre le sole conclusioni finali sono mie opinioni.

Economia: una rondine non fa primavera, ma è sempre meglio di un gufo…

rondineIn questo inizio di 2015, abbiamo assistito a un insolito fenomeno: il manifestarsi di alcuni segnali positivi per l’economia italiana. Da un lato la Banca d’Italia ha comunicato che prevede per il 2015 una crescita del PIL “significativamente superiore” delle sue stesse precedenti proiezioni; dall’altro lo stesso annuncio è stato dato dal Centro Studi di Confindustria. Infine, l’Istat ha comunicato che, finalmente, ci sono segni di ripresa dell’occupazione, e che a dicembre il numero degli occupati è cresciuto di circa 93.000 unità.

Si tratta di segnali di un reale miglioramento, o di un fenomeno statistico magari stagionale, come qualcuno ha suggerito?

Farmaci, qual è il prezzo giusto?

Closeup Money rolled up with pills falling out, high cost, expensive healthcareRecentemente, ho ricevuto una mail da parte di un’associazione internazionale di attivisti che attirava la mia attenzione sulla visita che Barack Obama ha appena compiuto in India. Uno dei temi che dovevano essere in discussione, infatti, è la questione relativa alla normativa indiana sulla proprietà intellettuale, che attualmente impedisce alle multinazionali del farmaco di brevettare in India una serie di farmaci “salvavita” per i quali aziende farmaceutiche locali producono “generici” sostitutivi che hanno un costo enormemente inferiore. Non è facile dire se i colloqui si siano incentrati anche su questo argomento (alcuni resoconti parlano genericamente di un impegno del Premier indiano Modi a facilitare gli investimenti esteri e a offrire un contesto di mercato “più aperto”, che potrebbe voler dire diverse cose).

Ma qual è il prezzo “giusto” dei farmaci?

L’Italia e la difesa dei posti di (non) lavoro

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Recentemente, è tornata all’attenzione dei media la questione dello stabilimento FIAT di Termini Imerese, o, meglio, lo stabilimento chiuso dalla FIAT a fine 2011. A quella data risale l’accordo in base al quale ai dipendenti fu erogata, fino a oggi, la Cassa Integrazione Straordinaria. Adesso, precisamente a fine 2014, sarebbe terminato il periodo coperto dalla CIGS, e per circa 760 lavoratori (più circa 300 del cosiddetto “indotto”, posto che una fabbrica inattiva abbia un indotto) si sarebbe aperta la prospettiva della definitiva perdita del “posto di lavoro”. Quest’esito è stato evitato, ma è davvero una buona notizia?

Se la Cina investe in Italia è un bene o un male?

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Nello scorso giugno, il nostro Primo Ministro Matteo Renzi è stato in visita ufficiale in Cina, e in quell’occasione è stata definita una serie di accordi bilaterali soprattutto relativamente a collaborazioni industriali e commerciali, ed è stato adottato un “Piano d’azione triennale per il rafforzamento della cooperazione economica tra Italia e Cina”. A ottobre, il Primo Ministro cinese Li Keqiang ha restituito la visita, confermando i buoni rapporti tra Cina e Italia, e va detto che il 2014 ha visto un’impennata degli investimenti cinesi in Italia. Tutto bene quindi? Vediamo.