Il populismo avanza proponendo, e anzi imponendo, una sua etica massimalista. Pericolosissimo!
– Religioni e chiese;
– Ideologie, credenze assolute;
– Senso identitario, appartenenze politiche forti.
Il populismo avanza proponendo, e anzi imponendo, una sua etica massimalista. Pericolosissimo!
La discussione sulla statua dedicata a Montanelli non fa altro che evidenziare il pensiero illiberale che si nasconde dietro la “superiorità morale” dei critici
Abbattuta la statua di Colston, schiavista di 4 secoli fa, con una pericolosa operazione “politica” guidata dalla morale estemporanea.
Teorie e filosofie funzionano così: fanno diventare o sembrare mostruosamente intelligente chiunque se ne serva senza aver mai pensato di persona alla cosa teorizzata. Ne so qualcosa, purtroppo. Appartengo a una generazione che di questo ha fatto esperienza in gioventù. Negli anni Sessanta-Settanta, ai quali non penso affatto con indulgenza, bastava parlare da marxisti e da strutturalisti per spiegare tutto e apparire geniali. In questo, soprattutto il marxismo (meglio se coerente all’estremo) è stato fondamentale e ha fatto scuola. Infatti qualunque teoria risulta perentoriamente autorevole, nonché ricattatoria e minacciosa, se viene presentata con un carattere di urgenza morale e politica. (Alfonso Berardinelli, “Il Foglio”, 31 maggio 2020)
La gente non può andare in chiesa e la CEI protesta. Ma lo fa in un modo curioso, affermando qualcosa che, forse, non doveva affermare…
Una proposta di rilettura degli ultimi due secoli alla luce dello scontro tra populismi e liberalismo.
Il fanatismo è anche un nemico interno che dobbiamo combattere, perché trasfigura il riformismo, la democrazia, il liberalismo, nelle brutte copie del salvinismo e del grillismo.
Occorre fare i conti con la crescente marea nera dell’intolleranza, del razzismo, sovranismo, fascismo. Che fare?
Un lettore del Fatto ringrazia il Direttore per aver ricordato quanto sia sana e giusta la gogna mediatica.
L’invasione degli ultracorpi
Renzi rottama, vince, stravince! Tutti renziani.
Gentiloni, un altro stile, un gran signore, ottimo Gentiloni.
Salvini, un grande, mio Capitano!
Conte 2, uno statista, viva Conte!
(to be continued…)
Anziché spiegare la propria posizione con “Sai, sono renziano…” (o qualcun-ano), cerchiamo di argomentare le nostre idee politiche.
Non basta essere intelligenti per non essere stupidi.
La sinistra divisa sull’ennesima quisquilia: al Salone del libro c’è un editore fascista. E’ giusto oppure no? Anche la redazione di HR è divisa, e qui ne rende conto…
Viviamo di contrapposizioni: renziani e antirenziani, carnivori e vegani, romanisti e laziali… Impossibile diversamente?
È ora di porre fine a questo sciagurato “comunismo capitalistico”, con cui si privatizzano gli utili e si rendono pubbliche le perdite, addossando alla collettività l’onere del salvataggio. Occorre nazionalizzare gli assetti fondamentali di questo Paese, dalle banche alla Fiat, reagendo alla “bestia selvatica” (Hegel) del mercato deregolamentato.
Diego Fusaro sul Fatto Quotidiano dell'8 dic 2019. [Non è un fake!]