Continuano a proporre leggi particolaristiche, inseguendo l’emotività del momento. Leggi inutili, sbagliate, e a volte dannose.
Continuano a proporre leggi particolaristiche, inseguendo l’emotività del momento. Leggi inutili, sbagliate, e a volte dannose.
Sono stato al mare e ho fatto alcune osservazioni per la nostra rubrica sulle stranezze italiche.
Cerco disperatamente notizie politiche. E invece trovo solo rappresentazioni meschine di personaggi problematici.
Di fronte al male del mondo la risposta più intelligente è razionalistica, e non etica.
Dobbiamo fare i conti con l’enorme diffusa sofferenza psicologica e sociale. È necessario non per dovere morale, ma per intraprendere qualunque azione politica.
I violenti, i bulli, i vili e tutti gli infelici. Di chi è la colpa, se sono diventati così?
Costo del lavoro, scarsa produttività, rigidità del mercato del lavoro sono mali italiani ineliminabili, perché tutti, da Confindustria ai sindacati, hanno interesse a mantenere le cose come stanno.
Una bella fetta della pubblica amministrazione non funziona. Ma potrebbe esserci una formidabile soluzione…
Se gli stagionali vengono pagati poco e assunti al nero non è solo colpa dell’avidità degli imprenditori.
Le distrazioni digitali minacciano le nostre capacità cognitive e creative: c’è chi ha ideato singolari soluzioni per contrastarle.
Risolte le beghe fra M5S e Casaleggio si prefigura la morte del vecchio M5S, destinato a un futuro più moderato. Ma dietro la fine di questo capitolo inglorioso resta una grande verità: il populismo non solo non è morto ma è vivo e vegeto, ed è al potere.
Facebook combatte le centrali di fake news, ma quanto efficacemente?
Il cambiamento velocissimo del mondo non è solo tecnologico, ma anche sociale e culturale, e necessita l’adeguamento dei nostri concetti novecenteschi.
Il mondo è diviso in tribù in feroce lotta una contro l’altra. Non appartenere ad alcuna tribù può davvero essere dura…
C’è ancora amore per la discussione e l’argomentazione? Ovvero la capacità, l’urgenza e il senso della necessità per il dibattito non partigiano, non fazioso, non ideologico?