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L’incauto uso del sarcasmo retorico nel web 2.0

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Non molto tempo fa abbiamo pubblicato un articolo dal titolo Soluzioni praticabili al problema dell’immigrazione attirando alcune critiche. Poche, per la verità, ma non sempre i critici hanno voglia di esprimersi con una protesta esplicita e quindi potremmo avere urtato la suscettibilità di più persone. L’oggetto del contendere – per chi non avesse letto il testo – è che le “soluzioni” da me proposte appaiono eccessive e ciniche: o un lassismo cieco che consenta agli emigrati una miserabile vita di carità pubblica o un’azione muscolare con ferreo presidio delle coste, respingimenti in mare e, qualora servisse, l’uso delle armi.

Soluzioni praticabili al problema dell’immigrazione

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Il quadro: Mancanza di solidarietà europea; problema ormai da considerare endemico e non eccezionale; aumento dell’emergenza in un Paese che – a differenza di altri – annega in un bicchier d’acqua, figuriamoci di fronte a questi sbarchi continui; leggi vergognose che aggravano i problemi (la Bossi-Fini) e comunque incapacità di applicarle con rigore; allarme sociale crescente con massiccio posizionamento di un elettorato spaventato verso partiti lepenisti e fascisti; conflitti fra istituzioni (per esempio fra Regioni che non vogliono ospitare i migranti e lo Stato) che non fanno il bene di nessuno; che altro? Costi, sprechi, morti in mare, alimentazione di una tratta umana che oltre a essere vergognosa è infiltrata da malavita organizzata e signori della guerra… Ho dimenticato qualcosa?

Le gang giovanili in Italia

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Se avete una certa età sapete di cosa parlo se cito West Side Story, grande musical e poi grande film (1961) che riproponeva una specie di Giulietta e Romeo tra gang giovanili, una americana (i Jets) e una portoricana (gli Sharks); se avete un po’ meno di quell’età non potete non conoscere I guerrieri della notte (The warriors, 1979, di Walter Hill), notte da incubo per i membri della gang newyorkese dei Warrior che dovranno sfuggire alla caccia da parte di tutte le altre gang della città. Se siete proprio pivelli non conoscete questi titoli ma certamente altri, poiché la cinematografia americana ha frequentato spesso il tema passando da un canone romantico a uno più violento. Se della cinematografia americana non vi importa nulla pazienza, ormai il fenomeno è ampiamente presente in Italia anche se diventa raramente fenomeno da prima pagina, come nel recente caso del capotreno milanese a cui membri di una gang di salvadoregni hanno quasi staccato un braccio a colpi di machete.