Soluzioni praticabili al problema dell’immigrazione

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Il quadro: Mancanza di solidarietà europea; problema ormai da considerare endemico e non eccezionale; aumento dell’emergenza in un Paese che – a differenza di altri – annega in un bicchier d’acqua, figuriamoci di fronte a questi sbarchi continui; leggi vergognose che aggravano i problemi (la Bossi-Fini) e comunque incapacità di applicarle con rigore; allarme sociale crescente con massiccio posizionamento di un elettorato spaventato verso partiti lepenisti e fascisti; conflitti fra istituzioni (per esempio fra Regioni che non vogliono ospitare i migranti e lo Stato) che non fanno il bene di nessuno; che altro? Costi, sprechi, morti in mare, alimentazione di una tratta umana che oltre a essere vergognosa è infiltrata da malavita organizzata e signori della guerra… Ho dimenticato qualcosa? Comunque, per farla breve: problema crescente, che continuerà a crescere, e che non si risolverà da solo. I volontari, la Croce Rossa, le brave persone che finiscono sul giornale per avere ospitato qualche profugo, i sindaci con buona volontà che cercano di fare il meglio possibile… non serve a niente. Qualche anno fa serviva. Ora non serve a niente, salvo testimoniare una buona volontà; come svuotare l’oceano con un secchiello. Arrivano a migliaia. Arriveranno a decine di migliaia. I paesi confinanti li respingono e noi li vediamo bivaccare disperati fin quando qualcuno riesce a sfuggire alle maglie imperfettissime del sistema italiano e si dilegua, per lasciare il posto ad altri due, ad altri tre. Bisogna trovare una soluzione radicale, strutturale, possibilmente definitiva.

Prima di tutto qualche dato aggiornato: il sito governativo http://www.interno.gov.it/it/notizie/line-dati-e-statistiche-sui-migranti-italia, che promette dati aggiornati mensilmente, è in realtà fermo a Marzo di quest’anno. Comunque verifichiamo che l’esplosione del fenomeno è reale:

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Poiché ai primi di Giugno si calcolavano già 55.000 sbarcati in Italia (fonte) è chiaro che un po’ meno o un po’ più sarà un anno critico anche questo. Quanti siano poi in totale gli stranieri irregolari in Italia (sbarcati, arrivati per altre vie, rimasti in Italia in questi anni) è davvero difficile da calcolare: ma se solo fra le badanti si calcolano 216.000 straniere irregolari (che quindi lavorano in nero – fonte) mi chiedo quanto sia l’ammontare totale e invisibile di stiratori cinesi, raccoglitori di pomodoro nigeriani, rumene nelle serre, manovali edili dell’Est Europa e chissà quanti altri clandestini (un’etichetta orrenda per definire questi irregolari) che lavorano in nero, privi di diritti, sottoposti a sfruttamento inimmaginabile, sostenendo in qualche modo il nostro PIL.

A questo punto il piano europeo per distribuire fra i diversi paesi membri i 40.000 all’epoca dell’accordo sbarcati in Italia (26.000) e Grecia (14.000 – perché non arrivano solo da noi) e già messo in discussione da vari partner non solo è ridicolo ma poco più che inutile. Per questa strada non arriviamo da nessuna parte, che è poi la destinazione dove diversi nostri alleati e amici europei vogliono davvero arrivare. Insisto quindi: bisogna prendere il toro per le corna e trovare una soluzione definitiva.

imagesSoluzione buonista (che grosso modo corrisponde al piano B di Renzi): ce li teniamo. Allestiamo centri e campi (tutti schifosi stando alle numerose esperienze che abbiamo già maturato nel settore), possibilmente lontani dai centri delle città (almeno un po’ di furbizia, cribbio!); noi li mettiamo tutti lì, sparsi sul territorio nazionale; diamo loro qualche soldo e giriamo lo sguardo. Quelli meno intraprendenti vivacchieranno in questi ghetti, semmai integrando con qualche furtarello la nostra carità, mentre quelli più furbi pian piano usciranno dai nostri confini nazionali (e non saremo certo noi ad impedirlo!) e raggiungeranno le loro mete in Nord Europa. E se non si danno una mossa basterà peggiorare un tantino le loro condizioni di vita (un po’ meno acqua da bere; latrine intasate; pasti immangiabili) e vedrete che capiscono l’antifona. Fa parte di questa stessa soluzione ogni proposta geniale che implichi l’accordo di parti terze che hanno da tempo mostrato di non volerne sapere, come quella di Toninelli (M5S) che ragionevolmente dichiara che la soluzione è sparpagliare tutti gli immigrati per i vari paesi europei (che è giusto e sacrosanto e che sottoscrivo; ma se quelli dicono di no non ho poi capito cosa si debba fare; ci torno più avanti). Questa soluzione ha diversi meriti, come l’accumulo di crediti per l’Aldilà, e qualche problema pratico e politico (nel giro di un paio d’anni la Lega arriverebbe da sola al 60%) ma è certamente la soluzione meno difficile.

Soluzione muscolare: impediamo fisicamente loro di raggiungere l’Italia. Naturalmente questa soluzione può essere addolcita dalla retorica del “li aiutiamo a casa loro”, può essere giustificata da dichiarazioni tipo “in mezzo ai clandestini ci sono infiltrati jihadisti” e anche “portano la scabbia”, così zittiamo qualche pervicace buonista, dopodiché l’unico vero problema è il seguente: in che modo intendiamo evitare che raggiungano le nostre coste? Voglio essere chiaro: per essere tecnicamente possibile è possibile, se siamo disposti ad alcuni sacrifici e alcune forzature; per esempio:

  • fl_image_457_linfrangere leggi nazionali, a partire dalla Costituzione;
  • infrangere leggi e trattati europei: fra diritto all’asilo politico, carta dei diritti fondamentali, libera circolazione (Schengen) e un sacco d’altre stupidaggini stabilite con incoscienza quando non avevamo problemi e non erano collassati Medio Oriente e Nord Africa, ci siamo legate le mani per benino e rischiamo infrazioni, denunce alla Corte di Strasburgo e altre questioni antipatiche;
  • infrangere leggi e trattati internazionali (extra europei): dal diritto marittimo internazionale sul soccorso in mare (fonte) alla Convenzione di Ginevra e altre assurde riduzioni del nostro legittimo diritto a limitare l’invasione;
  • accettare un’assurda campagna denigratoria di movimenti ultra cattolici, prelati e gerarchie vaticane semmai sostenuti da patetici comunisti internazionalisti; questo forse è il problema minore perché ci scassano i cabasisi da decenni e ormai – diciamolo – non se li fila più nessuno;
  • spendere una valanga di soldi: se l’operazione Mare Nostrum è costata all’Italia 9,5 milioni di Euro al mese per salvare qualche barcone (ma c’è chi ha calcolato una cifra assai maggiore) direi che una costante sorveglianza della sterminata frontiera marittima per impedire accessi indesiderati potrebbe costare assai di più, e per molti anni; a questi interventi andrebbero aggiunte misure per presidiare i confini terrestri (e qui ci starebbe bene un bel muro) e infine i costi per l’immediato rimpatrio di clandestini malauguratamente sfuggiti al nostro controllo (un problema delicato, vedi punto successivo);
  • basta-clandestiniil consenso politico all’utilizzo di vie brevi per risolvere non pochi problemi: dove rimpatriamo esattamente i clandestini scovati in Italia? Vattelapesca di quale nazionalità siano, questi arabi si somigliano tutti… e poi non è che si può arrivare con un aereo pieno di questa gente, atterrare a Rabat o Tunisi e lasciarli lì nell’aeroporto; per non parlare poi dell’aeroporto di Damasco o Baghdad dove ci impallinerebbero ancora in quota. Quindi occorrerà usare sistemi spicci, pagare qualche predone libico o qualche capo tribù somalo perché se li pigli e poi saprà lui che fare. O sbatterli in prigioni così fetide da far passare la voglia agli altri di provarci; perché ovvio che se quelli che ce la fanno li trattiamo pure bene diventa una lotteria rischiosa ma interessante per i più disperati e il problema continuerebbe. Insomma, bisognerà sporcarsi un pochino le mani e occorre che – rompiscatole paladini dell’etica a parte – ci sia una maggioranza forte e fortemente sostenuta dal popolo;
  • infine: prima o poi si dovrà sparare; abbiamo già visto barconi armati, e specie se vogliamo andare arditamente ad affondare i barconi nei porti di partenza, incrociare acque territoriale di quelle pseudo nazioni incapaci di controllare i propri porti, rimandare indietro con la forza i barconi intercettati, insomma, se vogliamo fare queste cose, qualche pallottola dobbiamo usarla. Ci scapperanno dei morti, è inevitabile, e finche sono “loro” pazienza, si tratterà di questioni già trattate al punto precedente ma, quando capiterà che siano “nostri” non devono esserci manifestazioni disfattiste ma solo virili manifestazioni di lutto composto. Patti chiari e amicizia lunga.

MIGRANTIPotreste rilevare, erroneamente, che manca una terza opzione, quella diplomatica. Il perché appare ovvio: una soluzione diplomatica può riguardare solo l’equa distribuzione dei migranti fra tutti i paesi europei, l’azione politica nelle zone di partenza per aiutarli veramente a casa loro, e svariate altre cose che funzionerebbero in un contesto di interesse di ogni parte coinvolta al negoziato. Tale interesse non c’è e l’abbiamo ben visto in questi mesi e specialmente negli ultimi giorni con l’irrigidimento dei nostri confinanti. Né l’Italia possiede la capacità di minacciare o di compensare chicchessia. L’azione diplomatica – come ha sostenuto Toninelli – non pare al momento un opzione capace di dare risposte certe e soddisfacenti (qualche pannicello caldo sì, ma nulla di più).

VILLETTA-DI-LUSSO-PER-I-CLANDESTINI-DI-MARE-NOSTRUMQualora qualche lettore non avesse del tutto colto il triste sarcasmo di questo articolo finirò con qualcosa di più serio. Siamo in un’epoca che corre, dove a crisi (economica, sociale, politica) succede una nuova crisi (internazionale, etica, tecnologica), dove non ci sono previsioni attendibili, neppure all’ingrosso, di quello che succederà fra un mese, dove agli innumerevoli conflitti lontani si aggiungono i potenziali conflitti troppo vicini, dove l’incertezza sviluppa gli egoismi e le paure. Come scrivevo all’inizio il problema continuerà e si aggraverà, ma attenzione: si aggraverà assieme a tutti gli altri. Dovremo capire cosa fare degli immigrati mentre cercheremo di uscire definitivamente dalla crisi mentre cercheremo di evitare una guerra devastante in Europa fra Russia e Nato mentre occorrerà trovare una strada europea accettabile dagli europei eccetera. Quindi non troveremo mai il bandolo di una matassa sempre più aggrovigliata da emergenze sempre nuove; l’unico bandolo si trova con uno sguardo superiore, d’insieme e di respiro, che assuma una nuova etica, che indichi nuovi orizzonti, che proponga un ruolo (e un’organizzazione) diverso per l’Europa. In una parola la risposta non può che essere politica, e per costruire una proposta politica occorre una nuova generazione di idealisti – razza considerata estinta – capaci di educare una nuova generazione di europei.

In attesa di questa palingenesi restate in casa e bevete molta acqua.

Risorse:

6 commenti

  • Non c’è un minimo di senso pratico, più di mille parole per non dire niente.
    Le do un aiuto: ha dimenticato che c’è un genocidio in atto, che è tutta colpa delle crociate e dei sionisti e tra le soluzioni dare a tutti 1300 euro e un appartamentino, a tutti i poveri del mondo, non solo a quelli che riescono ad arrivare.

  • Ottimo articolo anche se la sintesi mi getta in depressione acuta. Una domanda che vado ripetendo su tw da mesi,posta la mia ignoranza, perché nn si favoriscono i ricongiungimenti? Dubito che donne in cinta con bambini piccoli al seguito affrontino tanto pericolo se nn per riunirsi. Sarebbe un primo passo è andrebbe fatto già dai paesi di provenienza senza far spendere loro così tanto il biglietto aereo costa meno pare, mi pare una cosa di buon senso, ma forse nn più di moda. Impossibile?

    • I ricongiungimenti familiari sono possibili per stranieri regolari, con permesso di soggiorno, lavoro etc. (vedi normativa). Moltissimi uomini e donne in arrivo coi barconi si vogliono ricongiungere a familiari che non possiedono tali requisiti, moltissimi a familiari che risiedono in altri paesi del Nord Europa (e chiedono solo di transitare per l’Italia). Sui ricongiungimenti ci sarebbe moltissimo da dire, in realtà, perché consentono forme di abuso che sarebbero da controllare.

  • Bartolomeo Pascarella

    Comprendo il sarcasmo, condivido l’analisi, ma mi sfugge il suo contributo all’individuazione di una via d’uscita. La soluzione “politica” ipotizzata non viene precisata. Intuisco che essa si basa su un ruolo diverso dell’Europa previa formazione di una nuova generazione di idealisti. MA NE AVREMO LA FORZA? Ne avremo il tempo? E nel frattempo cosa facciamo, continueremo a discuterne con sarcasmo?

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