Mi scuso se userò esempi non di oggi: il tipo di discorso che vi voglio fare si presterebbe bene a essere fatto in tempo reale prendendo adesso una pagina di giornale ed esaminandola con disincanto. Non posso farlo e userò quindi la home page de La Stampa (scelta casuale) del 22 Ottobre 2015. Guardandola come insieme (come il famoso quadro che va capito facendo due passi indietro) mi ha colto un turbamento, un senso di allucinazione, non so bene come spiegarmi.
Autore: Claudio Bezzi
La schizofrenia degli indignati
Se n’è già parlato sui giornali ma vale la pena approfondire; ne abbiamo anche già ripetutamente trattato su Hic Rhodus ma repetita iuvant e il caso è troppo clamoroso per non proporre almeno una sottolineatura. Mi riferisco agli assenteisti di Sanremo (quasi la metà degli impiegati comunali) che andavano a spasso (o a vogare) segnandosi gli straordinari, che facevano marcare il cartellino ai colleghi e via di questo passo. Al di là degli aspetti morali e penali di questi comportamenti la cosa che colpisce è che sui profili social di molti di questi truffatori dello Stato (e quindi di tutti e ciascuno di noi) c’erano commenti indignatissimi sulle brutture della politica, stati Facebook arrabbiatissimi per i politici ladri, mascalzoni, corrotti e truffatori, battute lapidarie sulla casta, anzi, scusate: LA CASTAAA!!!
Sì al finanziamento pubblico dei partiti. Ma non oggi. E non così
Il tema deve essere presentato per il groviglio che è, e quindi vi dico subito che:
- io sono favorevole al finanziamento pubblico dei partiti in generale;
- io sono assolutamente contrario al finanziamento dei partiti ora, così, in queste condizioni.
Scopo di questo post è spiegare l’apparente contraddizione, anche se probabilmente molti dei lettori già ne hanno colta la sostanza.
Il redde rationem della politica tradizionale
La vicenda del sindaco di Roma Marino, oltre a quanto già scritto qui da Ottonieri mi fornisce una suggestione ulteriore che riguarda lo stato di salute generale della politica italiana e del popolo che da quella politica si fa rappresentare. Ho l’impressione che dopo tante, troppe disillusioni, la vicenda di Marino rappresenti un giro di boa, un punto di non ritorno che va molto al di là della vicenda specifica
Attenzione agli stereotipi di genere. Ma diamoci anche una calmata
Premesso che nelle mie email di lavoro a gruppi misti, di maschi e femmine, io scrivo di regola “Car* collegh*” (con gli asterischi) per evitare un linguaggio sessista e che, naturalmente, mi sforzo in diversi campi e in forme differenti di rispettare una minima parità di genere anche in forme più sostanziali, ciò premesso sono infastidito dalla corsa a un anti-sessismo estremista e, permettetemi, un po’ cretino.
Il redde rationem della Chiesa tradizionale
Se tanti piccoli (e crescenti) indizi cominciano ad essere una prova, allora stiamo assistendo a un giro di boa epocale nella Chiesa cattolica. Un giro di boa che impiegherà tempo per essere ultimato, che non sarà privo di contraddizioni e colpi di coda, che probabilmente vedrà il permanere di residui del vecchio assieme a forme – che si intravvedono – del nuovo.
Ciò che dite è ciò che siete
L’ennesima volgarità in Parlamento mi ha fatto cadere le braccia. Il fatto è noto: nella concitazione della discussione sull’art. 2 del ddl Boschi il senatore Barani ha rivolto il volgare gesto del rapporto orale all’indirizzo della grillina Lezzi. La senatrice Taverna, per protestare verso il gestaccio segnalandolo al presidente Grasso l’ha a sua volta platealmente mimato (e mi stupisce che tutti i senatori in coro, chi per dileggio e chi per protesta, non si siano messi a replicare centinaia di volte quella simbolica fellazio, come un’ola divertente ma più moderna, più parlamentare).
E a Cesare cosa resta?
Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio (Mc 12,13-17)
Durante la visita americana il Papa avrebbe incontrato Kim Davis incoraggiandola per la sua posizione oltranzista contro i gay. Per gli smemorati: Kim Davis è un’impiegata pubblica della contea di Rowan, Kentucky, USA, che per numerose volte si è rifiutata di concedere la licenza matrimoniale a coppie omosessuali che in quello Stato possono legalmente sposarsi.
L’opzione militare per fermare i migranti – Lo scenario libico
Il capitolo più spinoso del dossier migrazione riguarda l’opzione militare. Che piaccia o no questa resta una delle possibili e forse inevitabili (ed è di questi giorni la notizia dell’inizio di offensive in Siria). Poiché una grandissima parte dei migranti fugge da zone di guerra e terrorismo (Libia, Siria, Irak…), pacificare quelle zone ed estirpare il terrorismo significherebbe ripristinare una normalità che non imporrebbe più la fuga riducendo drasticamente i flussi migratori.
La continua ricerca di una stella al crepuscolo
Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo. E guardavi il crepuscolo tutte le volte che lo volevi… (Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe).
Un sarcastico Mattia Feltri commenta gli entusiasmi della sinistra italiana per il successo di Jeremy Corbyn con un breve commento seguito da un discretamente lungo florilegio di citazioni, da Veltroni a Fassina e Civati, passando per D’Alema e Bersani (ché nessuno si chiami fuori…), di lodi ai vari leader della sinistra che all’estero, per periodi più o meno lunghi, hanno illuso sulla rivincita di una sinistra internazionale nuovamente arrembante, da Zapatero a Corbyn, appunto, passando per Lula, Tsipras etc. I commentatori italiani sono ovviamente, e piuttosto banalmente, appiattiti nelle loro posizioni rituali: chi critica o addirittura irride, e chi approva o addirittura si entusiasma.
Rotte dei migranti e cambiamenti geopolitici
I migranti che bussano alle porte d’Europa seguono rotte diverse che stanno mutando in questi mesi. Se i media italiani si concentrano sui barconi e gli sbarchi in Sicilia e Calabria, il quadro complessivo è più ampio e – recentemente – l’attraversamento precario del Mediterraneo non si presenta come il problema principale dell’Europa (dall’osservatorio italiano resta un incubo, ovviamente).
Arriva l’Apocalisse. Siete preparati per sopravvivere?
Li avrete visti in dozzine di film americani, o in serie televisive come Walking Dead: lo scenario è apocalittico (c’è stata la terza guerra mondiale, c’è un’epidemia di zombie, c’è stata una catastrofe cosmica…) e un gruppetto di coraggiosi sopravvive non solo combattendo il male ma, specialmente, cavandosela in un mondo dove l’acqua è inquinata, l’energia elettrica non c’è più, di Internet e dei telefonini non parliamone neppure!
Il populismo alla conquista del mondo
Tutto il mondo è strapaese, e mentre noi inorridiamo per le sparate di Salvini, in America se la devono vedere con quelle di Trump. Come nota Fineman probabilmente Trump non la spunterà alla corsa delle primarie repubblicane ma il trumpismo ha già vinto, nel senso che le sue parole d’ordine estreme e le sue idee becere sono diventate necessariamente parte del dibattito repubblicano e anche i suoi più moderati avversari hanno dovuto tenerne conto. Esattamente come Salvini che difficilmente potrà diventare Presidente del consiglio ma ha imposto agenda e lessico alla destra, di fatto egemonizzandola.
Che giubilo!
Il Giubileo (o Anno Santo) è una pratica cattolica che ricorre ogni 50 anni (ma ci sono state differenze ed eccezioni da quando fu indetto per la prima volta nel 1300) in cui il Papa concede l’indulgenza plenaria ai fedeli che si recano in preghiera a Roma
Quando tutto il lavoro lo faranno le macchine, noi come passeremo il tempo?
Qualche mese fa Ottonieri ci ha fatto intravvedere un futuro dominato da robot intelligenti per trattare poi alcuni problemi di etica robotica. L’articolo è interessantissimo e vi invito a (ri)leggerlo perché presenta inizialmente alcuni dati importanti. Ne fornirò qualcuno anch’io principalmente per discutere un’altra questione: quando tutto il lavoro sarà svolto dalle macchine, noi cosa faremo?











