Hellzapoppin’ è qui. Ma non fa ridere

lettori di giornali

Mi scuso se userò esempi non di oggi: il tipo di discorso che vi voglio fare si presterebbe bene a essere fatto in tempo reale prendendo adesso una pagina di giornale ed esaminandola con disincanto. Non posso farlo e userò quindi la home page de La Stampa (scelta casuale) del 22 Ottobre 2015. Guardandola come insieme (come il famoso quadro che va capito facendo due passi indietro) mi ha colto un turbamento, un senso di allucinazione, non so bene come spiegarmi. Allora vediamo un po’ di cosa si parla:

  • La Stampa 22-10-2015i “furbetti” di Sanremo che hanno truffato lo Stato timbrando falsamente i cartellini; oh mamma! Una discreta quantità di impiegati e dirigenti della ridente cittadina nordica fingevano di andare al lavoro e invece passeggiavano, si facevano timbrare il cartellino così gli era risparmiato anche questo sforzo e così via. Poiché ne abbiamo parlato da pochissimo non faccio altri commenti.
  • Blitz nel bar di Chiomonte: perché le ragioni dei NoTAV escono a volte dall’ambito della legittimità, plausibilità, argomentabilità e sono entrate da molto tempo, per causa di pochi, nel regno dell’intolleranza fascista, e se anche hai un bar dove vanno a bere il caffè gli operai che costruiscono la linea sei un cane, un venduto, un infame e devi essere sanzionato.
  • Il marito della Mussolini patteggia un anno per quelle che l’articolo chiama “prostitute minorenni” e che all’epoca cronisti deficienti chiamarono baby-squillo, senza pietà per le giovani vittime di questi stupri, che altri non erano. E fra gli stupratori di minorenni tanti buoni mariti e pilastri della società come Mauro Florani, la cui moglie è strenua difenditrice della morale borghese e cattolica su temi sessuali e familiari. Ma si sa che si tratta di doppia morale, di ipocrisia, di infingimento.
  • Tangenti Anas, in manette dirigenti e una politica; dopo anni, e anni, e anni, lo stupore è: “ancora?” “Malgrado tutto, malgrado ogni giorno ne finisca qualcuno agli arresti, malgrado questi reati siano sovente scoperti e l’opinione pubblica esasperata… ancora?
  • Ancora guasti alla metro romana; ovviamente questa è una non notizia: la notizia vera, a Roma, sarebbe: “Tutto funziona nei trasporti romani”;
  • la falsa (?) malattia del Papa; la papologia è diventata, negli ultimi anni, oggetto per un romanzo di Dan Brown; poteri che si scontrano con gruppi che si confrontano con lobby che attaccano consorterie…
  • Formati dallo stato e lasciati a casa, l’ennesimo spreco dei mille e mille che abbiamo più volte documentato anche qui su HR; giustamente siamo a informazioni ormai di taglio basso perché gli sprechi non fanno notizia, non c’è sufficiente percezione del fatto che si disperdono energie e risorse di ciascuno di noi.

E taccio sulle ammazzatine, il dissesto del territorio, l’ultima stupidata del calciatore troppo pagato rispetto al cervello che possiede, la tratta dei migranti bambini, eccetera eccetera.

Insomma, al di là del merito di ciascuna notizia, ognuna delle quali si presterebbe a trattati di psicopatologia della vita quotidiana, l’insieme delle notizie del giorno non vi fa girare la testa? Un groviglio di follia e malaffare, scandali e ipocrisie, sfascio morale e materiale dell’Italia. Certo i giornali non vivono delle buone azioni che decine di migliaia di cittadini compiono ogni giorno, anche semplicemente facendo con fatica il proprio dovere. Ma lo sguardo circolare a questa pagina elettronica della Stampa, lo sguardo due passi indietro, per cogliere lo scenario, è frastornante. L’impressione di degrado totale è forte. La sensazione di essere dentro un Hellzapoppin’ improvvisamente reale ma che non fa ridere, un quadro surreale che ha preso vita, un sogno folle che corre su binari propri senza possibilità di fermarsi…

Schermata 2015-10-22 alle 15.10.04La domanda cruciale è: “è il mondo che va a rotoli o siamo noi italiani?”. Sono andato di corsa a vedere pagine di giornali stranieri: il New York Times apre con molta politica americana e sport e con opinioni su tematiche molto generali; seguono, poco sotto, la politica estera e temi che potremmo definire sociologici (per esempio lo svantaggio di genere nella scuola che colpirebbe più i maschi) e svariate corrispondenze estere; c’è molto “estero” nel NYT… L’inglese Telegraph (ma scelgo abbastanza a caso, sempre nelle edizioni on line del 22 Ottobre) apre con politica e opinioni; cronaca non solo britannica, poco sport. Il francese Le Monde apre con Néthanyaou e prosegue con moltissima politica estera… Insomma: anche a uno sguardo superficiale, comparando le pagine dei giornali, si comprende come:

  1. Schermata 2015-10-22 alle 15.21.17l’Italia sia un disastro immane

e/o

  1. i quotidiani italiani sono pessimi.

Credo che la realtà riguardi entrambi questi punti. Su molti argomenti fra quelli elencati inizialmente HR ha già avuto modo di prendere posizione: sprechi continui di denaro pubblico, consumo del suolo, corruzione, mala-politica… Credo che siamo davvero messi abbastanza male. Ma ho anche qualcosa più di un sospetto in merito alla scarsa “vocazione pedagogica” dei quotidiani nel nostro paese. Che sono nettamente schierati con specifiche parti politiche o che – anche se indipendenti – indulgono alla notizia sensazionale, allo scandalo, al pettegolezzo. Si cercano forsennatamente lettori (e clic sul Web per placare la fame degli sponsor) e quindi eccovi serviti:

Mi fermo, ma questi splendidi esempi di giornalismo parlano da soli.

Schermata 2015-10-22 alle 15.24.48La conclusione, oggi, non riguarda l’Italia (cosa volete mai che vi dica dell’Italia…?) ma la stampa. Già afflitti da una televisione mediocre e dalle miriadi di bufale su Internet non troviamo troppo conforto neppure nei quotidiani; certo, non sono tutti uguali e anzi alcuni sono peggio che pessimi, altri mediocri e qualcuno (pochissimi) tutto sommato si salvano; ma è una fatica, e non tutti gli utenti sono in grado di districarsi fra buone e cattive monete. Il ruolo dei quotidiani dovrebbe essere quello di fornire notizie e opinioni (le prime separate dalle seconde) in una dimensione globalizzata, dove i litigi in casa PD, le dichiarazioni di Casaleggio, i pruriti di Salvini e il ruolo politico di Verdini saranno pure importanti ma, insomma, molto relativamente rispetto alle enormi questioni del Medio Oriente, delle migrazioni, delle elezioni americane, dell’inquinamento globale, della politica economica cinese e via discorrendo, tutti temi che in un modo o nell’altro impatteranno profondamente con la nostra vita quotidiana e di cui gli italiani sanno generalmente poco o nulla. La conclusione, insomma, è che la debolezza della democrazia italiana ha tanti volti; uno dei quali (forse uno dei più importanti) è la mancanza di una forte e solida e informata opinione pubblica.

2 commenti

  • Dico una ovvietà ma mi parrebbe che i vari media sono una piccola finestra sulla realtà che puoi orientare nella direzione voluta. Puoi fare una sorta di cherry picking di ciò che accade, in funzione del pubblico che ti segue (o che pensi ti segua). La valutazione delle edizioni sul web dei giornali é, a mio parere, altra cosa rispetto alla qualità dell’edizione cartacea che si rivolge ad un pubblico diverso. Il lettore di rete é mediamente meno disposto a spendere il suo tempo su letture approfondite e si cercano temi e presentazioni degli stessi che suscitino il famoso “click”. Mi sorprende peró vedere che, nelle testate web estere, questo meccanismo non sussiste, almeno nella stessa misura. Forse i respnsabili di quelle italiane conoscono il loro pubblico o lo sottovalutano o proiettano il proprio sentire sugli utenti. Cari saluti.

  • Francesco Vitellini

    Un paese in cui gente come Fabio Volo viene presentato come il non plus ultra della narrativa non potrebbe mai avere una stampa che informi veramente.

    Un giorno un amico mi disse (sono Calabrese): “La ndrangheta sul territorio non si vede perché vuole la gente ignorante. La ndrangheta ha paura della gente che pensa.”

    Ecco, sostituisci l’organizzazione criminale con “Stato” e più o meno siamo lì

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