L’Ebola come metafora

L’epidemia di Ebola comincia a spaventare o, quanto meno, a preoccupare. Conosciuta da alcuni decenni è sempre rimasto un problema lontano, con pochi morti in remoti villaggi dell’Africa “nera”, buono per una frettolosa compassione o per spaventarsi in qualche disaster movie. Ma adesso le cose sono improvvisamente cambiate: circa 1.000 morti al momento in cui scrivo, un numero mai raggiunto nelle precedenti epidemie (solitamente di poche decine di casi e, raramente, alcune centinaia); 100 operatori sanitari (tutti locali) contagiati, di cui 50 morti; un morto in Arabia; un caso sospetto in America (non è però Ebola); primo caso in Europa! (ma ce l’abbiamo portato noi, rimpatriandolo in Spagna); tre casi a Lampedusa!! (ma è un falso, denunciato l’autore). Infine, ad alimentare l’incipiente psicosi, l’allarme lanciato dall’OMS e titolato “La peggiore epidemia da quarant’anni MA si può battere”, con quel “ma” micidiale, ipotetico (dubitativo?).

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La morte della famiglia

Titolo di un libro-cult della mia generazione che rubo spavaldamente per fare una riflessione molto al limite, forse discutibile per alcuni di voi che leggete. Siete avvertiti. Tutto nasce da un senso di stucchevole ipocrisia che percepisco quando si parla di famiglia con scopi politici, in particolare da certi settori cattolici che si affannano ad essere più papisti del Papa e, quel che è peggio, da settori per nulla cattolici che pensano di guadagnare voti strizzando l’occhio a categorie (ingenue) di credenti. In Italia abbiamo alcuni politici attivissimi in favore della famiglia, sostenuti da una fittissima rete di associazioni cattoliche che, in conclusione, propongono una visione stridente coi comportamenti sociali più diffusi, come vi mostrerò anche con cifre documentate. Naturalmente ognuno crede in ciò che vuole ma quando le credenze religiose si sovrappongono all’azione politica che agirà su tutti, credenti e laici, allora qualcosa non funziona, e un non credente come il sottoscritto ha qualcosa da ridire.

La spesa pubblica alla riscossa: si salvi chi può!

scared woman

Nelle ultime settimane, l’attenzione dei commentatori politici è stata catturata dalle sciabolate che sono volate in Parlamento nella discussione sulla riforma del Senato. Molta meno attenzione hanno riscosso le esternazioni del Commissario alla spending review Cottarelli che, sul suo blog, ha garbatamente criticato la prassi che il Governo ha più d’una volta applicato di usare riduzioni di spesa (future) per finanziare nuove spese. Dato che Hic Rhodus considera la spesa pubblica un argomento centrale, è il caso di fare il punto su come stiano davvero le cose qualche mese dopo i nostri post sull’argomento.

Il linguaggio poetico non può mentire

nulla si compie se non s’apre bocca.

(Euripide, Supplici)

In questo post vorrei sostenere che, a differenza del linguaggio ordinario, quello poetico non può mentire. Ciò significa, naturalmente, che quello ordinario può farlo, è adatto, è quasi programmato per la menzogna e la simulazione, e devo necessariamente prima argomentare quest’affermazione così radicale. Anche per discutere sulla mendacità del linguaggio dovrei spiegare molte cose su come funziona, e in particolare su quella che si chiama funzione perlocutoria, ma fortunatamente su questo ho già scritto diverse cose cui rinvio gli interessati:

Lo scontro di civiltà prossimo venturo, anzi già attuale

Anche se famoso come titolo, e per ciò stesso equivocato e spesso ridotto a slogan, il testo di Huntington presenta elementi di attualità importanti. In questo post non voglio fare l’esegesi di Clash of Civilizations, e i lettori interessati troveranno in coda il testo originale dell’articolo del 1993; l’idea dell’Autore ha ricevute diverse e corrette critiche a svariate semplificazioni ed errori che – secondo alcuni commentatori – non ne minano però l’apparato concettuale fondamentale. È a partire dalle intuizione di Huntington che vorrei osservare come il binario storico imboccato dalla “civiltà” (permettetemi di utilizzare il termine di Huntington, anche se discutibile) islamica sia ormai decisamente in rotta di collisione con quello Occidentale.

Il libro ha un magnifico passato davanti a sé

Qualche sera fa, sono andato a passare un paio d’ore a una manifestazione estiva il cui nucleo è costituito da un mercatino di libri. La manifestazione è ormai un “classico” e si ripete da decenni, ma la qualità delle proposte nel corso degli anni è purtroppo calata, e da luogo dove si trovavano interessanti pubblicazioni di editori minori si è arrivati a una prevalenza indiscussa dei remainders e dei libri a bassissimo costo. Addirittura c’erano cestoni di libri a 99 cent con la scritta “costo meno di un e-book”. Come spesso mi capita in questi casi, mi è venuto da pormi la classica domanda da nostalgico del secolo scorso: forse davvero il destino del libro è segnato?

Prostituzione, l’ipocrisia che alimenta il business

Parlare (seriamente) di prostituzione significa parlare almeno di questi due argomenti:

  1. il significato simbolico e culturale della prostituzione, il suo ruolo nell’organizzazione sociale, la sua necessità nel contesto di un’ipocrisia diffusa che la nega e contemporaneamente l’alimenta;
  2. il significato economico malavitoso, il problema giuridico, l’eventuale ipotesi risolutiva del problema.

Non credo di dover rammentare, prima di iniziare il post, che l’argomento è delicato sotto molteplici profili: quasi sempre le prostitute sono persone sofferenti, sfruttate, a volte schiave; la prostituzione, riguardando la sfera sessuale, è argomento per molti urtante e coinvolge credenze morali profonde; i dati, infine, e le conseguenti analisi, sono vaghi, incerti, ipotetici (e anche datati come vedrete). Tutto ciò premesso il tema della prostituzione ha valore paradigmatico, metaforico quasi, ed è utile per una riflessione politica, vorrei dire di politica della morale.

Cosa ci regalerà la scienza entro il 2025?

In questo periodo non siamo certo sommersi da ragioni per essere ottimisti, e Hic Rhodus riflette a suo modo questa situazione. Tuttavia, questa volta voglio sganciarmi dalla rappresentazione della realtà che ci circonda e lasciarmi trascinare in uno scenario futuribile, quello descritto nello studio The World in 2025, pubblicato dallo ScienceWatch dalla Thomson Reuters, una grande multinazionale che, tra le altre cose, è uno dei leader nell’analisi finanziaria e nella tutela di brevetti e proprietà intellettuale. È proprio basandosi sull’analisi proiettiva dei dati relativi a brevetti e pubblicazioni scientifiche che lo ScienceWatch ha tentato di individuare le dieci grandi innovazioni che la scienza ci offrirà entro il 2025.

Condannato se rubi ma assolto se Ruby

Ci lamentiamo, e con qualche ragione, della giustizia sportiva, ma almeno quella consente il pareggio e, se necessario, si va ai rigori, ma se una partita finisce 1 a 1 nessuno si sogna di darla vinta a chi ha segnato il goal nel secondo tempo!

Nella Giustizia con la G maiuscola invece funziona così. Naturalmente avviene spesso che il tempo intercorrente consenta davvero una valutazione più approfondita, ma quando si tratta di “interpretare” fatti che appaiono esattamente gli stessi il repentino passaggio dal bianco al nero (o viceversa come nella fattispecie) lascia ragionevolmente dubbiosi.

Il conflitto israelo-palestinese, che non finirà mai

Parlare oggi – a conflitto aperto e morti per le strade – del conflitto israelo-palestinese è di una pericolosità estrema. Foto atroci circolano in rete; ingiustizie decennali sono rinvigorite; ideologie solleticate, religioni scomodate e soprattutto, soprattutto, sono scomparse le verità, le possibilità stesse di una verità. E con essa di una giustizia. Credo sia facile la pietà per le vittime, e doverosa, e giusta. Per tutte le vittime. Credo sia ovvia l’indignazione per i soprusi e la loro pubblica denuncia. Per tutti i soprusi. Perché la situazione mediorientale è molto più intricata e contorta di quanto appaia a facili semplificazioni, e credo che simpatie a parte, ideologie a parte, sentimenti a parte, valga sempre la pena ragionare e cercare di capire, e Hic Rhodus vuole appunto essere uno spazio di ragionamento e approfondimento, per quanto scomodo. Prima di tutto di ragionamento e argomentazione, e per poter ragionare occorre approfondire e informarsi. Sono consapevole che anche approfondendo non può esistere una sola verità (l’ho detto più volte e così esplicitamente!) non perché oscura o dissimulata ma perché molteplice. Anche un’ipotetica “verità” in questo conflitto è molteplice; troppi fattori, eventi, circostanze, attori internazionali coinvolti; troppi torti subiti da ciascuna parte; troppi interessi evidenti e moltissimi oscuri… Mi limito quindi a proporre un po’ di storia e un po’ di sociologia per comprendere le ragioni del conflitto.

In questi sei mesi, su Hic Rhodus abbiamo toccato molti temi, spesso complessi, e non abbiamo certo la pretesa di averli esauriti nei nostri post. Chi ci segue sa che citiamo molte fonti e siti esterni di approfondimento, e in alcuni casi abbiamo cercato di tenervi aggiornati con le nostre note intitolate “Ne avevamo parlato”; tuttavia, in questa occasione abbiamo pensato di elencare alcuni temi di cui ci siamo occupati e su cui esistono valide risorse in Rete.

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I nostri ragazzi non capiscono nulla di economia. È solo colpa loro?

[I dati qui presentati sono stati aggiornati con un post del 21 Marzo 2018]

Qualche giorno fa, sono stati resi noti i risultati di un’indagine condotta in 18 paesi nell’ambito del PISA (il programma OCSE per la valutazione degli studenti) sulle competenze di base in ambito economico-finanziario degli studenti quindicenni.

I risultati, come non di rado accade, sono particolarmente poco lusinghieri per i ragazzi italiani (che sono risultati complessivamente al 17° posto seguiti solo dai coetanei colombiani), e vale la pena di analizzarli più da vicino, chiedendoci anche se in questo caso quella emersa sia una lacuna imputabile principalmente ai ragazzi stessi, alla qualità dell’istruzione che ricevono, o ad altre ragioni.

Viva la pornografia

Guai postare un seno su Facebook, neppure di un’opera d’arte o il nudo artistico di una maternità. Adesso anche Google decide di applicare filtri pudibondi e la logica censoria sui social network è in preda a una discreta anarchia (bigottismo feroce su Facebook e libertà assoluta su Tumblr, che dispone di filtri applicabili a discrezione dell’utente); va bene. Ma possiamo parlarne? Possiamo parlarne nello stile HicRhodusiano?

Non vaccinare tuo figlio se non vuoi che diventi gay

È stata recentemente depositata dal M5S la proposta di legge 2077 del 12 febbraio per consentire al

dipendente pubblico militare o civile, ad eccezione del personale medico o paramedico e del personale addetto alla cucina o alla mensa, [il] diritto di opporre rifiuto alla richiesta di vaccinazione motivandolo in forma scritta (Art. 2).