Tag: Etica

Piccoli slittamenti amorali

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Gli uomini fanno il male come le api il miele (Golding)

Con un certa sofferenza personale devo esplicitare – prima di tutti a me stesso – questa consapevolezza che prende forma nella mia coscienza: l’impossibilità di perseguire una verità, se volete utilizzare subito categorie importanti, o anche solo l’impossibilità della linearità della condotta, quella della semplicità della conciliazione fra pensiero e azione. Noi – questo il succo della mia riflessione – non solo non pensiamo sempre le stesse cose, non professiamo sempre gli stessi valori, cambiandoli invece con impressionante velocità in base alle circostanze e convenienze ma, di più, riteniamo di difendere valori fondamentali che sono costantemente traditi dai nostri comportamenti.

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Noi robot domineremo la Terra

Qualche giorno fa, il direttore delle Risorse Umane della Volkswagen ha annunciato che gli operai che in futuro andranno in pensione non saranno sostituiti da nuovi assunti, ma da robot, che quindi progressivamente rimpiazzeranno integralmente la manodopera umana nelle fabbriche di auto del marchio tedesco. Il lavoro di un robot già oggi costerebbe infatti un ottavo di quello di un metalmeccanico tedesco.

Può fare un certo effetto pensare che tra pochi anni l’intera categoria degli operai automobilistici possa essere (in Germania e altrove) solo un ricordo, ma in fondo non dovrebbe sorprenderci troppo. Sono decenni che si dice che i robot sostituiranno l’uomo nel lavoro manuale; tuttavia, a ben guardare, il futuro in un mondo popolato da robot potrebbe riservarci delle sorprese rispetto agli scenari futuribili che la maggioranza di noi ha in mente.

Cominciamo dalla domanda fondamentale: è vero che stiamo per assistere a un’impressionante proliferazione dei robot? La risposta è certamente sì, a patto di non attenderci che il tipico robot sia un robot antropomorfo.

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Essere buoni. Un dovere, una necessità o una scelta?

Mi interrogo periodicamente sul perché mai occorra essere buoni. In realtà ne ho parlato già qui su Hic Rhodus, sia nell’articolo intitolato Il bene come astrazione, dove relativizzo e cerco di smontare il valore assoluto solitamente associato a questo concetto, sia nel più recente Dei diritti e dei doveri dove in realtà il tema è solo sfiorato. Ora accade che leggo l’amico Comandante Nebbia che nel suo MenteCritica scrive un post dal titolo Migranti: Non agire ci rende assassini, che argomenta sulla necessità di smettere di assistere in mare i migranti e di intervenire militarmente sui luoghi di imbarco per distruggere i barconi, non essendo questi Paesi in grado di far rispettare la legge. Vi rimando al testo originale per un’argomentazione più precisa ricordando che in molti post il Comandante Nebbia ha assunto posizioni analoghe che potremmo sintetizzare così: l’azione umana deve seguire un percorso razionale, anche se giudicato “cattivo” secondo una certa morale, e non uno “buono” (sempre secondo una certa morale) ma irrazionale o chiaramente dannoso.