Categoria: Società

– Commenti a eventi “sociali” non compresi nei precedenti;
– Televisione; gossip; personaggi…
– Costumi sociali; mode; comportamenti (p.es. il bullismo giovanile).

Non omologatevi!

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La verità è dentro di noi. La verità siamo noi. Poiché guardiamo il mondo dall’interno verso l’esterno (dall’interno del nostro “io” verso il mondo fuori di noi) tutto ciò che è prossimo a “noi” (le nostre idee, i nostri valori…) riverbera di luce chiarissima e ci sembra illuminare l’oscurità selvaggia della jungla di stupidità in cui siamo immersi. Noi sappiamo; capiamo; vediamo. Gli altri sono sciocchi o, peggio, in malafede. Noi sappiamo le cose, conosciamo la verità. Dobbiamo necessariamente dirla al mondo. Urlargliela. E insultare coloro che diabolicamente si mettono di traverso, perché se lo meritano.

Moriremo ammazzati come cani?

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L’ennesimo omicidio di massa negli Stati Uniti, con l’esasperazione di Obama e l’apparente inutilità degli appelli liberali a un maggior controllo sulla vendita delle armi, non può non scuoterci. Una volta assistevamo alla follia omicida americana con sdegno e pietà, giudicandola una stortura nella grande democrazia di oltre Oceano ma ora, dopo Parigi, l’esodo massiccio di immigrati di cui si sussurra di infiltrazioni jihadiste, con i continui furti in villa e le reazioni estreme delle vittime che sparano prima di dare il “chi va là?”, insomma, oggi com’è noto l’allarme sociale è cresciuto e offusca anche l’ottimismo economico che pare in crescita anche da noi. Diciamolo: siamo preoccupati; abbiamo un po’ paura; la violenza si diffonde attorno a noi; chi può si prepara al peggio e chi non sa come difendersi si barrica in casa. Moriremo ammazzati come cani?

È giusto disubbidire?

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Una professoressa coi suoi studenti, durante una recente manifestazione, polemizza con un poliziotto che l’invita a rispettare le leggi replicando “Non si rispettano regole sbagliate”. Sull’onda, poi, continua, a titolo di esempio, sentenziando che nel ’38 le leggi razziali non si dovevano rispettare. L’idea che ribellarsi è giusto (da Sartre a Ottolenghi), che la lotta contro il potere sia sempre corretta (da Pasolini a De Luca – Erri, non Vincenzo) che bisogna essere sempre indignati (Hessel) e via discorrendo è antichissima, sia pure con motivazioni e forme storiche diverse ma si manifesta oggi con una diffusione di massa, una continuità e una pervasività particolari,