Gli atleti a Rio, quanto ci costano?

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Il medagliere si gonfia, assieme all’orgoglio italiano, fra un tiro di scherma, una bracciata, una fucilata vincenti. Ne siamo lieti e facciamo il tifo. Ma quanto ci costa la spedizione italiana a Rio? Vogliamo saperlo non certo per fare banali critiche benaltriste (del tipo “con tutti i problemi che ci sono andiamo buttar via soldi in questo modo”), perché siamo coscienti dell’alto valore delle Olimpiadi, della necessità comunque di essere presenti in maniera degna, dell’eccezionale vetrina internazionale che i Giochi consentono. Viva le Olimpiadi, quindi (se le fanno gli altri, ho meno entusiasmo per quelle eventuali a Roma), viva gli azzurri e che vincano ancora tantissime medaglie. Ciò premesso a me resta la curiosità. Quanto ci costano?

Il Budget annuale Coni – Esercizio 2016 indica in 18 milioni la stima del fabbisogno (una stima, perché si deve vedere a consuntivo quanto in realtà sarà) così articolati (pag. 2 della Relazione al budget):

  • la prima stima degli stanziamenti per premi medaglie da corrispondere in occasione dei Giochi di Rio 2016 (+ 5,2 /mil.); una valutazione più puntuale sarà finalizzata nel corso del 2016, in avvicinamento alle gare di Rio, anche sulla base dei risultati pre-olimpici maturati;
  • le attività di Preparazione Olimpica connesse alla gestione sportiva e logistica (+ 4,6 /mil.) da assicurare in loco a Rio (campi e strutture di allenamento, vitto ed alloggio delegazione, ticketing cerimonie e gare, trasporti, servizi vari, etc.) a supporto della delegazione italiana alle Olimpiadi (atleti, tecnici, preparatori, medici, personale CONI di supporto, strutture federali);
  • le progettualità del marketing CONI (+ 3,1 /mil.) da implementare sempre in loco a Rio de Janeiro (insediamento, allestimento e gestione di casa Italia e degli eventi di promozione connessi), al netto dell’autofinanziamento conseguito attraverso i ricavi per sfruttamento commerciale dei marchi CONI;
  • le attività operative da realizzare, tramite Coni Servizi SpA, per il sostegno e la promozione della candidatura di Roma alle Olimpiadi e Paralimpiadi estive del 2024 (+ 5,1 /mil.).

Togliendo quindi l’ultima voce, che riguarda la promozione delle Olimpiadi 2024 a Roma, sarebbero circa 13 milioni di Euro. Forse qualcuno potrebbe stupirsi della prima voce: “premi medaglie”? Ebbene sì. L’Italia paga gli atleti vincenti con discreti gruzzoletti. I vincitori di una medaglia d’oro ricevono dal CONI 166.000 dollari, circa la metà per l’argento e circa un quarto per un bronzo (fonte. Altre fonti riportano cifre diverse e maggiori). Atleti che vincono più medaglie naturalmente finiscono per racimolare una discreta cifra.

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Possiamo pensare che il premio in denaro sia un giusto incentivo per motivare maggiormente i nostri atleti. Questo lo capisco per le prime nazioni della precedente tabella, che stentano a vincere medaglie; mi rende perplesso (a quelle cifre) per l’Italia, non solo prima fra le europee ma estremamente generosa. Guardate per esempio quanto poco paghino gli Stati Uniti; notate anche come manchi la Gran Bretagna. Diciamo quindi che questa scelta con molti zeri non è generalizzata e andrebbe meglio capita.

Come noto la quasi totalità del budget CONI è di fonte pubblica; i 412,6 milioni del 2016 derivano per 403 milioni dal contributo ordinario, 7,5 milioni dalla quota PREU (Prelievo Erariale Unico derivante da giochi pubblici con vincita in denaro e 2,4 milioni per altri contributi (pag. 5). La scelta del CONI, quindi, è una legittima e autonoma scelta fatta comunque con denaro pubblico.

Gli atleti italiani a Rio sono 314 (fonte) ai quali aggiungere allenatori, tecnici, organi federali, cavalli, materiale vario. Difficile capire quante persone siano partite per Rio (io, perlomeno, non sono riuscito a trovare il dato) ma possiamo fare un paragone con la Svizzera che, con 109 atleti, ha portato in Brasile anche 85 allenatori, vari dello staff medico e accompagnatori, otto cavalli e sei tonnellate di materiale (fonte). Per analogia possiamo quindi immaginare altre 300 persone. Arrotondiamo a 600 per dividere i 13 milioni di costo e vedere come ciascun atleta, accompagnatore e allenatore è costato circa 21.600 Euro. Certo, è un po’ il conto della serva; abbiamo visto dalle voci di spesa che si parla di strutture, di Casa Italia, di marketing e altro, ma è giusto avere un’idea dello sforzo organizzativo ed economico che un’Olimpiade comporta. Immagino anche dei ritorni in termini di merchandising e sponsor; questi ultimi dovrebbero versare, nel 2016, qualcosa come 16 milioni (fonte). Se fosse vero (tutti questi dati, come vedete risalendo alle fonti, sono stime) il CONI avrebbe fatto pari e patta, più o meno.

Riassumendo: la presenza italiana alle Olimpiadi è necessaria e deve mostrare il meglio di quanto la nostra nazione sappia fare in campo sportivo; la spedizione a Rio costa un bel po’ di soldi pubblici in buona parte recuperati con gli sponsor. Resta qualche dubbio, almeno in chi scrive questa nota, sui premi spropositati che il CONI garantisce agli atleti vincitori. Indipendentemente dal budget e dal fatto se “possiamo permettercelo o no”, non mi convince la morale, pochissimo decubertiniana, dell’eccessiva mercificazione del valore atletico. E che sia eccessiva lo mostra il fatto che le altre nazioni occidentali non adottano quei parametri.

3 commenti

  • Ottimo articolo. Io lo considererei più come investimento che non un costo. Sono consapevole della fatica di raggiungere certi livelli, per cui va a questi atleti tutto il mio rispetto e ammirazione. Vedo in prima posizione Singapore, un minuscolo territorio divenuto come città Stato, una piazza strategica, tanto da condizionare economicamente tutti noi unitamente alla vicina Indonesia dalla quale dipendeva interamente, che stranezza, dall’acqua potabile, distribuita gratuitamente. In campo internazionale ci azzeccano da tempo con le loro strategie di Marketing e probabilmente viste le loro ingenti risorse finanziarie hanno ritenuto utile investire nel capitale umano dello sport.

  • Mario Fiore

    Spesso si parla di quanto ci costa l’Europa. Ecco, in questo caso l’Europa ci farebbe risparmiare, se mandassimo una selezione Europea invece di 28 (28!) selezioni nazionali.

  • Ricordiamo pure che I premi per i vincitori di medaglia sono soggetti a tassazione del 20%, dunque non vanno tutti in tasca all’atleta.

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