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La proposta di Boeri sulle pensioni è troppo giusta per essere vera

Detto, fatto. Come aveva annunciato qualche mese fa, il presidente dell’INPS Tito Boeri ha fatto pubblicare una vera e propria bozza di provvedimento legislativo per una (nuova) riforma delle pensioni e di alcune forme di assistenza al reddito, con lo scopo di ridimensionare le pensioni più sproporzionate rispetto ai contributi versati per finanziare una forma di reddito minimo per gli ultracinquantacinquenni. Come dice il titolo del documento “Non per cassa, ma per equità”, l’effetto complessivo auspicato non sarebbe una riduzione della spesa ma lo spostamento di risorse del welfare nella direzione di una maggiore equità. Vediamo se è vero.

Renzi, la riforma della P. A. e il fantasma di Cottarelli

renzi_madiaIl Senato ha appena approvato la legge di riforma della Pubblica Amministrazione, detta a volte “Legge Madia”, e naturalmente non mancano le polemiche in toni anche drammatici. Una riforma della P. A. è ovviamente ritenuta necessaria da tutti, ma non tutti certamente vorrebbero cambiamenti nella stessa direzione, e alcuni a mio avviso fanno solo finta di ritenere utili dei cambiamenti. In questo panorama, io vedo profilarsi sullo sfondo la silhouette del fu Commissario alla Spending Review Carlo Cottarelli, prematuramente passato a miglior incarico. Vediamo un po’.

Un anno di Renzi e di bicchieri mezzo pieni

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Sono passati dodici mesi da quando Matteo Renzi è diventato il nostro Presidente del Consiglio, e sono stati mesi piuttosto lunghi sia per i suoi fan che per i suoi detrattori. Pochi giorni fa, Bezzicante ha analizzato questo periodo dal punto di vista della strategia politica; io vorrei assumermi invece il compito di delineare una sintesi più legata alle cose fatte e avviate, un terreno certamente più ingrato per i nostri politici, ma altrettanto certamente decisivo per noi cittadini. Riprenderemo temi in larga parte già toccati nei molti post che abbiamo dedicato all’azione di governo, e cercheremo di capire a che punto siamo, e perché anziché un solo bicchiere mezzo pieno stavolta ce n’è un’intera serie, assieme a qualcuno ricolmo e qualcuno desolantemente vuoto.

L’Italia degli sprechi. Perché non ce la faremo mai

Parlare di sprechi in Italia è un esercizio retorico. Tutti noi li abbiamo presenti e assistiamo impotenti al fiume di denaro bruciato per niente. Quando si parla di “sprechi”, in questo periodo storico così ricco di pensiero omologato, si intende qualcosa che sta a margine della politica, nel Palazzo, nella casta: gli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato (per tacere su quelli dei parlamentari!), i poltronifici dove ficcare i politici trombati, forse le Province, i super stipendi dei manager… Hic Rhodus ha raccontato alcuni di questi sprechi e in coda a questo articolo vi ricordo le nostre note precedenti su questo tema. Qui invece vorrei segnalare una serie (ampiamente incompleta) di diversi e bizzarri luoghi dello spreco, alcuni vagamente noti e altri, credo, piuttosto sconosciuti. Lo scopo non è quello di presentare l’ennesima galleria degli orrori ma fare una riflessione sulle ragioni del perdurare di questa infinita rete di inefficienza, danno erariale e presa in giro.

La legge di stabilità del Governo Renzi: un bicchiere mezzo pieno

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In questi giorni è molto viva la discussione su quella che è la prima Legge di Stabilità del Governo Renzi. Mentre sono appena state rese note le osservazioni della Commissione Europea, è forse più interessante cercare di analizzarne le priorità e i contenuti, che hanno dato vita a giudizi estremamente variegati.

Tenendo presente che è probabile che ci siano variazioni in corso d’opera anche significative, proviamo quindi a proporre una nostra valutazione, dato che i temi che la legge affronta sono tra quelli che Hic Rhodus segue con attenzione.

Spending review, non ne parliamo più

Chigi - spending review
È ufficiale: Carlo Cottarelli, il commissario alla spending review, ha gettato la spugna e ha annunciato che lascerà il suo incarico dopo la redazione della Legge di Stabilità (la Finanziaria, si diceva in altri tempi). Ora, premesso che certamente Cottarelli, tornando al Fondo Monetario Internazionale, non è poi da compiangere, è degna di nota l’indiscrezione che sarebbe già pronto il nome del suo successore, ossia Yoram Gutgeld, un economista e senior partner della McKinsey, parlamentare del PD e consigliere economico di Renzi.

Noi di Hic Rhodus abbiamo seguito con attenzione fin dall’inizio le sorti delle proposte di Cottarelli, e non possiamo esimerci dal tracciarne un sommario bilancio, anche per capire se, indipendentemente da quello che si sa delle idee di Gutgeld, abbia senso ingaggiare un ennesimo esperto per la spending review.

Spesa pubblica: taglio o shampoo?

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A settembre crescono i tagli. Questa frutta di stagione è disponibile in due varietà, i tagli lineari e i tagli da spending review. La prima varietà è quella che si trova in tutti i mercatini, ed è semplicissima da produrre, costa praticamente nulla ai produttori e fa sempre il suo bell’effetto alla tavola dei mezzi di comunicazione. Ha il vantaggio poi di non poter essere assaggiato: dopo aver fatto mostra di sè al centrotavola, scompare, senza aver prodotto effetti. Misteriosamente, però, ingrassa lo stesso: la spesa pubblica aumenta di anno in anno.

I tagli da spending review sono invece rarissimi e costosissimi. Una squadra di esperti viene ingaggiata per analizzare a fondo tutti i paramentri necessari ad ottenere un prodotto di qualità, una cosa di gran gusto e classe, che non impatti l’ambiente con la produzione, elimini sprechi e alimenti in modo equilibrato e sano. Un prodotto di questa finezza è  apprezzabile da un pubblico di fini intenditori (la gran parte dei buongustai è un po’ rozza, e non comprende bene la fatica, l’esperienza, la competenza ed il tempo che ci vuole per ottenere questo frutto prezioso). Forse per questo, anche di tale varietà non si è mai visto un esemplare.

La spesa pubblica alla riscossa: si salvi chi può!

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Nelle ultime settimane, l’attenzione dei commentatori politici è stata catturata dalle sciabolate che sono volate in Parlamento nella discussione sulla riforma del Senato. Molta meno attenzione hanno riscosso le esternazioni del Commissario alla spending review Cottarelli che, sul suo blog, ha garbatamente criticato la prassi che il Governo ha più d’una volta applicato di usare riduzioni di spesa (future) per finanziare nuove spese. Dato che Hic Rhodus considera la spesa pubblica un argomento centrale, è il caso di fare il punto su come stiano davvero le cose qualche mese dopo i nostri post sull’argomento.

La riforma della Pubblica Amministrazione: giusta, punitiva o insufficiente?

Pochi giorni fa, esattamente il 24 giugno, è diventato effettivo il Decreto Legge con il quale il Governo si è occupato (o ha iniziato a farlo) di una delle aree più controverse del suo programma: la riforma della Pubblica Amministrazione. Il Decreto in realtà affronta diversi temi anche piuttosto eterogenei, e di notevole importanza, come la composizione delle Authority, il contrasto della corruzione, l’informatizzazione dei processi civili. Di questi argomenti non mi occuperò qui, proprio perché ciascuno meriterebbe un approfondimento a parte, così come lo richiederebbe la spinosissima questione delle società partecipate, che rappresentano una delle principali falle del bilancio pubblico, oltretutto sostanzialmente fuori controllo, come ha segnalato la Corte dei Conti, che ha stimato in 26 miliardi di Euro l’onere che esse rappresentano per le casse dello Stato.

In questo post ci concentreremo sui contenuti del Decreto relativi all’organizzazione della PA e alle politiche del personale, per capire se e come rispecchino una visione finalmente innovativa dell’amministrazione dello Stato.

Viva la RAI? No, non è la BBC

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In questo post, vorrei dedicare qualche riflessione a una vicenda emblematica: la controversia sul taglio di 150 milioni di Euro “imposto” dal Presidente del Consiglio Renzi alla Rai. Si sono infatti visti all’opera tutti insieme fenomeni di cui abbiamo parlato in diverse occasioni: l’inclinazione del Governo ad annunciare tagli di spesa “virtuali”, il coalizzarsi delle diverse forze che contrastano qualsiasi richiesta di maggiore efficienza della cosa pubblica, la consolidata abitudine dei sindacati di schierarsi dalla parte di una categoria e non della collettività, il tutto praticamente senza mai entrare nel merito. Vediamo quindi se davvero Renzi stia chiedendo alla Rai un sacrificio sproporzionato, magari per arrivare a “svendere” RaiWay come sostiene Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza della Rai.

Le pensioni: chi ha versato tanto, chi poco, chi niente

Nell’ultimo post pubblicato dal nostro autore ospite Alba, si parlava esplicitamente delle differenze di equità nella gestione delle pensioni che derivano dal diverso livello di contribuzione sul quale le pensioni stesse si basano. Quando leggiamo proposte di “contributi di solidarietà” (verso chi?) a carico delle pensioni più elevate, o dichiarazioni sibilline come quelle di Padoan secondo cui “le pensioni non si toccano, ma i dettagli andranno discussi”, l’unico elemento che viene preso in considerazione come parametro è l’importo della pensione stessa, e mai quanto quell’importo sia commisurato a quanto effettivamente versato dai lavoratori e dalle imprese. In questo post cerchiamo di riprendere le indicazioni proposte appunto da Alba, e portare avanti il ragionamento sul rapporto tra i ricorrenti “interventi” sulle pensioni (inclusi i tagli all’adeguamento all’inflazione) e la “copertura” contributiva che le pensioni stesse hanno. Al momento, ahimè, questo rapporto è inesistente.

Pensioni: tagli e regali

Sono d’accordo con il giudizio di Ottonieri sulla spending review pubblicato qui. Nel complesso, il lavoro di Cottarelli è deludente. Anche a un lettore distratto dei quotidiani è evidente che, dopo la riforma Fornero del 2011, negli ultimi venti anni le spese pubbliche (e le imposte) sono lievitate anzitutto tra gli enti locali. Lì doveva anzitutto dirigersi l’analisi e la proposta di riduzione della spesa pubblica.

Per quanto riguarda le pensioni, Ottonieri afferma che non si tratta di un taglio di spesa, ma di una nuova imposta. Concordo. E’ la proposta di un’imposta selettiva, addossata cioè solo a uno specifico gruppo di contribuenti. Costoro non sono degli evasori;  pagano già tutte le imposte dovute, pur se salate. In altri paesi le pensioni sono tassate più lievemente.

La proposta di Cottarelli è abnorme e ingiustificata per molte ragioni:

Renzi: spending review sì, tasse occulte no!

Passato qualche giorno dalla vivace presentazione con cui Matteo Renzi ha esposto la ben nota serie di misure che ha in programma, a partire dalla riduzione delle tasse per i redditi più bassi (su questo sono state avanzate valide osservazioni altrove), vorrei concentrare la mia attenzione piuttosto sulle risorse che dovrebbero essere impiegate per coprire i costi del taglio delle tasse annunciato dal Presidente del Consiglio. Era stata infatti prospettata una riduzione “epocale” della spesa, ma poi sui risultati della spending review presentati da Cottarelli al Senato Renzi ha mostrato una notevole prudenza, attirando semmai l’attenzione dei media soprattutto sulla riduzione degli stipendi ai manager pubblici, misura certamente molto popolare. E persino il Presidente della Repubblica è intervenuto contro i “tagli immotivati” alla spesa (chissà se ci è lecito dire che è la spesa a essere spesso immotivata).

Quindi, vediamo: cosa c’è davvero nella famosa spending review? Proviamo ad analizzare meglio le famose 72 slide di Cottarelli.