Aquarius e il declino dell’Europa

Il clamore suscitato ultimamente dalla sorte della nave Acquarius con il suo carico di poveri cristi (anche se mussulmani) al largo del Mediterraneo, mi ha fatto tornare in mente una circostanza di circa vent’anni fa quando lavoravo al Collocamento. Quotidianamente mi imbattevo in altrettanto poveri cristi, spesso di nazionalità polacca, all’epoca ancora extracomunitari. Una volta che la Polonia è entrata (attorno al 2006, se la memoria non mi inganna) nell’Unione Europea i polacchi in cerca di lavoro da noi sono praticamente scomparsi o perlomeno hanno cessato di essere una “emergenza” (e una risorsa: le badanti) nazionale. Stanno a casa loro, o tuttalpiù emigrano nella più vicina e ricca Germania, e lavorano per la crescita e il benessere del loro paese.

Fermo restando che le migrazioni come fenomeno globale sono uno dei problemi più difficili da gestire nei decenni a venire (European Political Starategy Center, 2017, 10 Trends Shaping Migration), atteso — come sosteneva Maurizio Sulig su HR il 14 giugno — l’incremento demografico in Africa nei prossimi anni e concordando con lui che fintanto che il problema persisterà «è grosso, destinato a durare negli anni e richiede soluzioni pratiche, umane e dignitose e soprattutto sostenibili», il dubbio che mi sorge è per quanto tempo le migrazioni dall’Africa verso l’Europa effettivamente persisteranno e dunque rappresenteranno un problema. In altri termini mi chiedo se e come eventualmente il riassorbimento di questa massa di persone in movimento possa divenire un tema di politica economica/ di sviluppo, ovvero essere accelerato dai processi di crescita, ancorché disordinata, che quel continente sta sperimentando. Insomma passare dall’«aiutiamoli a casa loro» al facilitare «che si aiutino a casa loro».

Troppo spesso abbiamo una visione statica e non dinamica dei fenomeni e dimentichiamo che il mondo, soprattutto fuori dall’Europa, sta evolvendo rapidamente. L’Africa è un grande continente, ricco di contraddizioni e di aree più povere, ovvero più ricche di altre (African Development Bank, 2018, African Economic Outlook 2018, cap. 2) ed è investita da movimenti migratori interni (UNCTAD, Economic Development in Africa Report 2018. Migration for Structural Transformation, UN, Ginevra). L’Africa è anche una delle regioni del mondo più vulnerabili, esposta, ad esempio, per una serie di ragioni a turbolenze climatiche e disastri naturali con conseguenze drammatiche sul piano sociale ed economico (http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.598.6922&rep=rep1&type=pdf;https://journals.co.za/content/ispaper/2010/220/EJC48888; https://ueaeprints.uea.ac.uk/45585/).

Eppure alcuni particolari paesi/aree dell’Africa stanno crescendo (African Development Bank, 2018, African Economic Outlook 2018, cap. 1) a ritmi (anche più che) “cinesi”. Fatte salve tutte le debite precauzioni in merito alla qualità delle rilevazioni statistiche in certi contesti del mondo, mettendo a confronto alcune aree del pianeta in base alle ultime proiezioni del FMI (aprile 2018 – Statistical Appendix, pp. 240 ss.) abbiamo il seguente quadro:

Schermata 2018-06-14 alle 12.51.20

Nell’anno in corso un paese come l’Etiopia è dato doppiare la crescita media stimata nel mondo e nel 2023 accostarsi a quella dell’India. Certo: Si tratta di una selezione di alcuni paesi, si tratta di stime, non è tutt’oro quel che luccica, nel senso che si tratta di statistiche a livello macroeconomico che per quanto attendibili coprono realtà ancora in miseria. Eppure tanto basta per comprendere come alcuni paesi dell’Africa siano promettenti. È ormai abbastanza condivisa l’opinione tra gli esperti che il sud del mondo stia crescendo [7], che in alcuni casi stia migliorando la qualità della vita, tanto da registrare la nascita di classe medie local i[8]— e dunque anche in Africa —  i cui comportamenti e scelte di consumo la avvicinano al modo di vivere di quelle occidentali.

Sempre di più avanzeranno come potenze economiche paesi non occidentali. La tabella seguente lo dimostra. Non solo si assiste al progressivo scivolamento dei paesi occidentali verso il basso — nel 2050 gli USA saranno terzi e solo la Germania rappresenterà l’Europa tra i primi dieci ― ma anche sorprendentemente la Nigeria entrerà nella top ten dei paesi con più alto PIL.

Schermata 2018-06-14 alle 12.52.23

Concludendo: forse la mia argomentazione è carente perché tante variabili sono in gioco e magari non ho considerato le più rilevanti; molti fattori di trasformazione dei paesi sono imponderabili; forse le cifre riportate riflettono una realtà non in grado di consolidarsi in una crescita economica di qualità, in un reale sviluppo.

Ma esse aprono a un’altra prospettiva, che dovrebbe farci ancora più paura dell’attuale fenomeno migratorio: la crescente, futura perdita di rilevanza dei paesi occidentali ed europei (almeno singolarmente presi).

NOTE:

[1]European Political Starategy Center, 2017, 10 Trends Shaping Migration

[2]African Development Bank, 2018, African Economic Outlook 2018, cap. 2.

[3]UNCTAD, Economic Development in Africa Report 2018. Migration for Structural Transformation, UN, Ginevra.

[4]Olayinka Akanle O., Adésìnà J. O. (a cura di), 2018, The Development of Africa. Issues, Diagnoses and Prognoses, Springer, cap. 14; Nkomo J. C., The Impacts of Climate Change in Africa, 2006, http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.598.6922&rep=rep1&type=pdf;

Debay T., 2010, The impact of climate change in Africa, Institute for Security Studies (ISS), https://journals.co.za/content/ispaper/2010/220/EJC48888;

Hulme, M. et al., 1995 The impacts of climate change on Africa. Working Paper – Centre for Social and Economic Research on the Global Environment, https://ueaeprints.uea.ac.uk/45585/

[5]African Development Bank, 2018, African Economic Outlook 2018, cap. 1.

[6]International Monetary Fund. 2018. World Economic Outlook: Cyclical Upswing, Structural Change. Washington, DC, April, p. 246 (Table A4. Emerging Market and Developing Economies: Real GDP), Statistical Appendix, pp. 240 ss.

[7]UNDP (2013). Human Development Report 2013. The Rise of the South. http://hdr.undp.org

[8]Kharas H., 2010, The Emerging Middle Class in Developing Countries. OECD in http://www.oecd.org/dev/44457738.pdf.

Kharas H., 2017,The Unprecedented Expansion of the Global Middle Class. An Update, Global Economy & Development Working Paper 100, https://www.brookings.edu/research/the-unprecedented-expansion-of-the-global-middle-class-2/

 

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