De Luca l’impresentabile. O no?

vincenzo-de-luca

Premetto che Vincenzo De Luca non mi è mai stato “simpatico”, nonostante goda, soprattutto fra i suoi concittadini fama di ottimo amministratore: non mi sono mai piaciuti i suoi modi ed i suoi toni.
E francamente avrei preferito un candidato diverso in Campania.
Detto ciò nei commenti che imperversano sulla vicenda vedo scritte e dette molte cose che, semplicemente, non corrispondono alla realtà.

1) La vicenda giudiziaria. La vicenda per la quale De Luca è stato inserito nella lista degli “impresentabili” non è quella famosa della condanna in 1^ grado per abuso di ufficio (aver nominato un “Project Manager”, figura non presente nelle piante organiche!!). La vicenda giudiziaria cui si riferisce l’Antimafia risale al 1998 ed è una accusa di concussione. Per questa vicenda, non ancora arrivata a giudizio, De Luca, fra l’altro, ha rinunciato alla prescrizione. Non lo avesse fatto la cosa sarebbe già chiusa.

2) Legge Severino, incandidabilità etc. Chiarito quale è la vicenda giudiziaria in questione, la Legge Severino non c’entra niente con la decisione della Commissione Antimafia. La Legge Severino c’entra invece con la condanna in 1^ grado per abuso di ufficio già ricordata. Ora la Legge Severino non prevede la incandidabilità (e la conseguente ineleggibilità) di De Luca, ne prevede invece la decadenza se e quando fosse eletto governatore. Inoltre la questione DeLuca, come quella De Magistris, sono diverse da quella di Berlusconi: quest’ultimo è decaduto in quanto parlamentare e con condanna passata in giudicato. Che la legge così formulata abbia poco senso logico mi sembra indiscutibile, ma è così (purtroppo). Quindi in tutto ciò la Severino non c’entra assolutamente nulla.

3) Il “vecchio” PD non avrebbe sostenuto una candidatura di questo genere. Ho letto diverse considerazioni di questo genere. Invece il vecchio PD non solo ha consentito candidature di questo genere, ma ha proprio consentito, anzi ha deciso esattamente la stessa candidatura, nella stessa identica situazione giudiziaria.
Nel 2010 Vincenzo De Luca è stato candidato dal PD a governatore della Regione Campania. Non ho sbagliato a scrivere: è stata proprio una decisione del partito, la candidatura di De Luca è stata decisa senza primarie.
E la vicenda dell’accusa di concussione era ampiamente nota all’epoca, tanto è vero che l’IDV (ironia della sorte in Campania guidata da De Magistris) si oppose ma poi si accodò.
Vale la pena di notare che nel 2010 il Presidente del PD era… Rosy Bindi. Che non solo non ebbe da dire alcunché, ma fece persino campagna elettorale in Campania e sostenne pubblicamente De Luca.

4) Posizione di SEL. SEL, “possibilisti” (immagino che i seguaci di Civati si chiamino così) e dintorni sventolano la bandiera della moralità opponendosi a De Luca, che convengono essere “impresentabile”. Lo stesso De Luca, con la stessa vicenda giudiziaria, che non hanno avuto alcun problema a sostenere nel 2010, quando la lista SEL era collegata al candidato governatore De Luca.

5) Renzi avrebbe dovuto imporsi contro De Luca e commissariare il PD campano. Personalmente sono completamente d’accordo, anzi secondo me Renzi avrebbe dovuto commissariare il PD in tutte le regioni. Ma il sottoscritto non considera deriva autoritaria il prendere decisioni, anche forti. E non soffro della fobia dell’uomo solo al comando. Se si accetta il principio delle primarie, si accetta che vinca chi gli elettori delle primarie preferiscono, che può essere diverso da chi preferisce il leader pro tempore del partito. E si accetta che chi vince ha il sostegno del partito. Come è successo con Felice Casson (ma non è successo con Raffaella Paita). Suona strano che chi accusa Renzi di autoritarismo (e peggio) mattina, pomeriggio e sera, poi lo critichi perchè non interviene di autorità in Campania o da qualche altra parte.

6) Tempi e modi. Pubblicare la lista degli “impresentabili” a poche ore dal termine della campagna elettorale e del silenzio pre-elettorale, per giunta inserendo a sorpresa il nome di De Luca è perlomeno discutibile. Anche osservatori non schierati con il Presidente del Consiglio, come Massimo Franco e Massimo Gramellini hanno considerato la decisione della Bindi un attacco a Renzi, per interposta Commissione Antimafia.

7) Conclusioni. In generale la vicenda della valutazione di “presentabilità” da parte della Commissione Antimafia rappresenta un ulteriore passo verso una “giudiziarizzazione” delle scelte politiche, per di più non sulla base di sentenze, ma di sole inchieste, come ha rilevato Massimo Bordin in un articolo pubblicato prima della conferenza stampa di Rosy Bindi. Nello specifico la vicenda Campania è un oggettivo casino, personalmente ritengo sarebbe stato meglio un commissariamento, ma devo concedere a Renzi che non averlo fatto è coerente con la logica che nelle primarie sono gli elettori che decidono. De Luca non è il mio preferito, come non lo è Casson e nemmeno la Paita, ma li hanno scelti gli elettori delle loro città e regioni e un partito che sia tale non può che adeguarsi alla loro scelta e sostenerla. (A questo proposito è curioso che alcuni che accusano Renzi di aver trasformato il PD da partito in “comitato elettorale”, poi si comportano da “comitato elettorale”: se il loro candidato perde le primarie se ne vanno per sostenerlo comunque!!).

Per quanto riguarda la scelta della commissione antimafia, o forse sarebbe meglio dire di Rosy Bindi, mi chiedo solo cosa ci sia di diverso nella situazione giudiziaria di De Luca nel 2015 (in cui è considerato impresentabile) rispetto al 2010 (quando è stato scelto dal partito presieduto da Rosy Bindi). Mi sembra assolutamente nulla.
C’è invece un’altra differenza, la posizione di Rosy Bindi: nel 2010 all’apice del potere, nel 2015 in minoranza.

Risorse:

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Contributo scritto per Hic Rhodus da Ezio Ferrero. 
Ex dirigente, adesso imprenditore di se stesso.
Sogna che per le sue due figlie andarsene da questo paese sia
eventualmente una scelta, non una necessità.

6 commenti

  • molto interessante, ma permettimi un commento critico.

    scrivi a proposito del rinvio a giudizio per concussione:

    De Luca, fra l’altro, ha rinunciato alla prescrizione. Non lo avesse fatto la cosa sarebbe già chiusa.

    in che modo chiusa?

    sai gia` che De Luca sarebbe stato assolto?

    sempre piu` interessante…

    • Ormai è passata la linea per la quale il prescritto è uno che l’ha fatta franca; prescritto non è (nemmeno) colpevole.

    • Ezio Ferrero

      Chiusa perché prescritta per decorrenza dei termini
      e quindi senza impatto sulla impresentabilità

  • Purtroppo la tua è un’analisi molto di parte, nella fattispecie pende molto dalla parte renziana, ed è un peccato perchè le ragioni dell'”altra parte” anche se sono state da te ignorate, ci sono e sono forti.

    Faccio qualche chiarimento:
    – A settembre 2014, TUTTI i partiti, all’unanimità votano un codice di autoregolamentazione sui partiti: decidono TUTTI che non candideranno persone con processi in corso per reati considerati “spia” per la mafia. Significa che non sono inclusi chi è “solo” indagato, non è incluso chi è stato assolto in via definitiva o prescritto, ma rientrano tutti i rinviati a giudizio. Votano TUTTI, cioè anche i renziani.

    – La commissione antimafia ha quindi il compito di vagliare le candidature. Si è sempre fatto in realtà, anche se molto in ritardo e in più questa volta c’era un codice chiaro votato da tutti. Secondo questo codice, anche De Luca è impresentabile. Le motivazioni che tu hai dato sono giuste (è giusto che è una vicenda vecchia, è giusto che sarebbe gia conclusa se non avesse rinunciato alla prescrizione, sono giusti tutti i tuoi “se”). Il punto è che rientra in quel codice.

    – IL PRESIDENTE DELL’ANTIMAFIA BINDI ha fatto il suo dovere. Ti ricordo che il ruolo di presidente di commissione è un ruolo di garanzia, e non partigiano. Le polemiche sul fatto che lei in passato ha candidato De Luca, che ha fatto campagna elettorale per lui etc etc sono totalmente sconclusionate. E se lei avesse agito pensando di dover essere coerente con le sue scellte politiche passate e non cercando di essere garante di tutti avrebbe sbagliato clamorosamente. La Bindi ha appliccato il codice e in questo codice rientra De Luca. Quello che pretendeva il PD renziano (e che pretendevi tu, se ho capito bene) è che la Bindi avrebbe dovuto:
    – o far uscire la lista DOPO le elezioni, come si è sempre fatto. Cosa assolutamente inutile.
    – Togliere il nome di De Luca dalla lista, pur rientrandovi.
    Cioè in entrambi i casi di non fare il suo dovere. La richiesta (non esplicita ma piuttosto ovvia) del PD è quindi allucinante.

    Poi si può (e si dovrebbe) discutere se il codice di autoregolamentazione (che cmq non è vincolante, anche se sei impresentabile ti puoi sempre candidare, è più un’indicazione di massima, una regola interna che può essere infranta a piacere), se è il caso di migliorarlo o di escludere qualcosa. Secondo me, ma è del tutto personale come opinione, dovrebbe essere ampliato al codice dei grillini, in cui è vietato candidare persone non solo con processi in corso, ma anche gli indagati o quelli molto chiaccherati (per esempio hanno sospeso un candidato perchè amico del figlio di un presunto boss, nessun processo nessuna indagine in corso). Questo perchè il compito della politica è quello di prevenire la criminalità, di essere specchiata.

    – Per quanto riguarda la legge Severino, vedremo cosa fara De Luca nei prossimi giorni (visto che ha vinto le elezioni). A me sembra piuttosto chiaro che dovrà decadere, come è piuttosto chiaro che la palla spetta a Renzi, che potrebbe temporeggiare (con la possibilità che commetta un abuso d’ufficio, a sua volta) e cambiare la Severino “al volo”. Che, a mio avviso, sarebbe veramente ignobile. Ma vedremo

  • Questo articolo è metainteressante: chi lo ha scritto è un esperto di tattica, difatti i punti sulla vicenda De Luca sono molto chiari e condivisibili. Però, come tutti i pro-Renzi, manca completamente di strategia.

    Da esterno, mi dispiace perchè il PD poteva finalmente presentarsi come alternativa credibile a Forza Italia e spazzature varie di destra.

    Perchè chi supporta Renzi soffre di questa sindrome di stare in trincea? Perchè queste lotte intestine, che poi portano a risultati come quello in Liguria?

    Renzi ha preso il PD e il governo con un colpo di mano (Primarie e siluramento di Letta): dov’é il lavoro di ricucitura con la base, necessario per consolidare la leadership?

    Ed ecco la mancanza assoluta di strategia: “Renzi avrebbe dovuto commissariare il PD in tutte le regioni” ? Ma siamo matti? Questa è gente che legge troppi fumetti e vede troppi film. Di pessima qualità.

  • Aggiungerei un punto 8 a questa indifesa difesa, che le leggi applicate (come la Severino) poi tanto si sospendono.

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