Primi commenti a urne chiuse. Tutte le peggiori ipotesi sono state rispettate

Come detto. E ridetto. E ridetto ancora. E argomentato. E spiegato coi disegnini. I peggiori hanno vinto, e noi che abbiamo un’età e credevamo di averlo visto, il peggio, siamo costretti – come la vecchia di Siracusa – a rimpiangere i mali passati perché ritenuti minori di quelli che potremmo sperimentare a breve. Lucia Annunziata ci ha spiegato, in un editoriale domenicale bello, a suo modo, che non bisogna avere paura della democrazia, che il Paese è forte a patto che lo si ascolti con un “No” al governo degli ottimati calati dall’alto. Lo prendo per un atto doveroso di esortazione civica e non per un’analisi lucida della realtà. Io questo Paese forte non lo vedo da molto tempo; gli “ottimati” sono brutti e cattivi ma di alternative in questo periodo se ne sono viste poche; e in quanto al “calo dall’alto” cosa teme, l’Annunziata, che per evitare il populismo Mattarella si inventi un governo stile “mucchio selvaggio”, di incerta prospettiva e scarsa operatività?

Dai primi exit poll più o meno tutte le aspettative sono confermate: le forze antisistema sono ben oltre il 50% mentre quelle moderate da centrodestra a centrosinistra franano in maniera rilevantissima. Di chi è a sinistra di Liberi e uguali non vale neppure la pena discutere, sotto il profilo del peso politico nel prossimo Parlamento, mentre a destra di Forza Italia abbiamo un insieme potente, crescente, sostanzialmente più omogeneo di quanto si creda di destra populista: il tronfio M5S, il bullo Salvini e i fascisti (CasaPound e gli altri), con Meloni in mezzo, che conta come il due di picche. Non c’è mai stato nulla di comparabile nel passato italiano, checché ne dica Annunziata.

Loro sono una forza inarrestabile di ignoranza, pregiudizio, incompetenza, stupidità, credulità, un mix esplosivo per una democrazia non solidissima come quella italiana. Alla lunga eccoli, sono arrivati, e non si dica che è stata una sorpresa!

Governabilità. Grazie al vergognoso sistema elettorale, immaginato per arginare i 5 Stelle e favorire una ormai improbabile “Grosse Koalition”, non ci sono governi possibili. I 5 Stelle hanno vinto nel senso che sono il primo partito, ma non possono governare da soli né con Salvini; si dovrebbe aggiungere anche la Meloni “anti-inciuci”, un’ipotesi abbastanza improbabile. Idem per un governo di centrodestra, anche se come coalizione, ammesso che non si sfasci domani, sono arrivati primi. La Gosse Koalition è sfumata. Vedremo i dati finali e specialmente le attribuzioni dei seggi (che è ciò che veramente conta) ma ora come ora non ci sono soluzioni. L’unico governo possibile è un pastone immondo con dentro i 5 Stelle; spero che sia solo una battuta da fantahorror… L’alternativa è tornare a votare: per fare cosa?

La sinistra è la grande sconfitta. Il riformismo di Renzi, la sua visione a suo tempo innovativa, sono tramontati da tempo, e la pietra tombale non l’ha messa il referendum del 4 dicembre 2016 ma la sua incapacità caratteriale a capire il momento e insistere con una serie articolata di errori tattici e strategici, spesso al limite della disperazione. Inutile girarci intorno: sua è la sconfitta, né si possono invocare colpe della scissione, visti i numeri ridicoli di LeU. E, a proposito di LeU, direi che ancora, e ancora, e ancora, la sinistra più o meno radicale nulla è capace di fare salvo ripetere i medesimi errori, con in più l’aggravante dei personalismi rancorosi dei transfughi dal PD, che l’elettorato non ha apprezzato.

Oggi e domani troverete altri contributi veloci, qui su Hic Rhodus.

Io adesso vado a letto a piangere, anche perché le prime proiezioni rendono ancora più grave lo scenario che potrei trovare domattina…