Noi ridiamo dei loro congiuntivi. Intanto loro si preparano a darci il colpo di grazia

Se andate a cercare qualche recente sondaggio elettorale (con tutte le cautele che si devono avere per questi sondaggi) scoprirete che il Movimento 5 Stelle è dato – a seconda dei diversi Istituti – fra il 27 e il 28% delle dichiarazioni di voto. Lega al 14-15 e Fratelli d’Italia 4-5 (sondaggi fine luglio – primi di agosto). Se siete populisti di destra sarete contenti ma qui a Hic Rhodus non lo siamo e ci sentiamo depressi perché queste tre forze sono oltre il 45%. Direte: ma che calcoli fai? Mica si possono sommare! Perché no? La riflessione riguarda il caotico, reazionario e distruttivo populismo che minaccia seriamente l’Italia, e 45% a pochi mesi dalle elezioni significa essere a un soffio dal governo. Se la scelta – per Grillo, o Salvini – è fra allearsi o stare all’opposizione per altri 5 anni, onestamente cosa scegliereste? Abbiamo speso molti post, in passato, per argomentare come il M5S non sia affatto un terzo polo, ma una forza di destra, populista e fascistoide. Non desidero tornarci sopra ma, onestamente, se qualcuno fra i lettori ritiene che non sia vero (che siano di destra populista e fascistoide) è difficile che ci si possa intendere. Le affinità fra 5 Stelle e Lega sono molteplici; tante quante ne bastano per poter pensare di allearsi, e l’aggiunta poco significativa dei Fratelli di Meloni sarebbe rapidamente metabolizzata, nello pseudo-movimento di Grillo, con la solita “consultazione” farlocca. E’ altamente probabile che prima delle elezioni smentiscano, come Berlusconi e Renzi smentiranno di potersi alleare (proprio in funzione antigrillina), come Bersani e i Veri Giusti di sinistra smentiranno di essere più che disponibili ad appiccicarsi al PD per far fallire un eventuale suo governo e così via. Con l’ignobile proporzionale tutti giocheranno a dissimulare l’enorme propensione a fare qualsiasi alleanza per governare nell’ambito di non più di tre possibili schieramenti:

  1. tutta la destra contro tutta la sinistra (scenario poco probabile);
  2. la destra populista detta sopra contro la sinistra (PD+Bersani e i Veri Giusti, con FI in mezzo a fare il palo, scenario ancor meno probabile);
  3. la destra populista contro una specie di accrocco centrista FI+PD con esclusione della sinistra (su questo, invece, scommetterei).

Se i nostri lettori hanno voglia di farci un pensierino, considerando il sistema elettorale attuale e quello prevedibile se si decidono a riformarlo minimamente, credo che concorderanno che le soluzioni sono solo queste, e in particolare la n° 3.

Perché Salvini e Grillo devono, assolutamente, allearsi? Presto detto: Salvini, dopo la palude leghista lasciata da Bossi, ha velocemente riportato la Lega a livelli ragguardevoli, sia pure snaturando le idee (parola grossa…) delle origini; ma da molto tempo si è fermato lì. Salvini ha raccolto tutti gli ottusi sovranisti razzistelli ruttatori e non ha speranze di raggiungere altri risultati. Una logica intuitiva porta a capire come da qui in poi la Lega non possa che andare giù, anche perché Salvini non è l’unico a dire scemenze in TV e la concorrenza di Di Maio è feroce. Portare a una clamorosa vittoria la Ruspa, raggiungere una posizione di governo, poco che duri, confermerebbe la sua leadership a lungo, anche se il suo governo sarebbe destinato a durare pochissimo. Analogo problema per Grillo: a sua volta stupito che due anni (all’epoca delle politiche) di disastroso governo Raggi a Roma non abbia spazzato via il Movimento, non scalfito dallo scandalo della Groviera-Rousseau, dalle boiate della senatrice Lezzi, dal faccione ipocrita di Di Maio e, più in generale, della totale inanità della loro politica. Anche Grillo, che conosce bene il suo pubblico, sa che continuare con le stesse gag ancora a lungo non può aiutarlo, visto che – come la Lega – la sua base elettorale non cresce. Non cala, ma non cresce neppure. O cala l’asso e vince una mano, o anche per lui si profila un inglorioso declino. Le prossime politiche, insomma, sono quelle decisive, specie per movimenti rumorosi, che vivono di iperboli, sempre sulla denuncia emergenziale e dello scandalo del mondo. La partita da vincere è ora.

Quanto sopra è l’ipotesi di lavoro, l’argomento che possiamo utilizzare (in quanto peggiore scenario) per lavorare sul cosa fare. Non possiamo pensare di fare un granché in pochi mesi, ovviamente, anche se prima iniziamo meglio sarà. Che fare? Educato alla politica in epoche arcaiche sono abituato all’autocritica, e vorrei invitarvi tutti a farla assieme a me. Continuare a sfottere le grossolane topiche grilline e consolarsi di farlo fra amici di Facebook che ridono amaro assieme a noi non serve a nulla. Noi ridiamo, li additiamo come stupidi inemendabili, ma non serve a metterli in crisi, a fare vergognare qualcuno, a far discutere grillini intelligenti (ossimoro) e indurli a migrare in partiti diversi. Loro continuano a veleggiare su percentuali che insidiano quelle del PD e potrebbero affermarsi come primo partito in Italia. Inutile indignarsi per Salvini (ormai indignarsi è come farsi un caffettino fra amici: ciao, come va? Ci facciamo un’indignatina?) e pubblicarlo su Twitter per le sue affermazioni rutto-fasciste. Lui ci campa, con quelle, e ogni nostro Tweet lo ingrassa. Immaginate cosa sarebbe Salvini, fenomeno interamente mediatico, se nessuno più se lo filasse! Ecco: tutto inutile. Così come la dialettica politica è morta da vent’anni, anche la denuncia 2.0 ha perso ogni utilità destrutturante e controinformativa per divenire flusso omologante. Sissignori. Io e voi, che sbeffeggiamo Di Maio e buuamo Salvini, senz’altro fare, non cambiamo un ette nel loro potenziale e anzi contribuiamo al loro successo. E’ così; è triste ma è così. Ci sentiamo colti, e intelligenti, e saggi, e per bene; ma siamo una minoranza che lavora di fioretto, di sottili allusioni divertenti, di humor raffinato, di sarcasmo elitario che non serve a nulla. E loro intanto si preparano a governarci. Sai quanto rideremo, dopo.

L’esiguità del nostro gruppetto di narcisi democratici ve lo voglio mostrare con una piccola raffica di dati. Le percentuali che seguono sono ovviamente in grande parte sovrapposte, e non certamente da sommare. Comunque…

  • destra populista 46%;
  • popolazione con un quoziente di intelligente inferiore alla media: 50%;
  • il 59% ha come titolo di studio massimo la licenza media (2011);
  • il 58% non ha letto nemmeno un libro nell’anno precedente (2015);
  • il 56% non ha letto un quotidiano cartaceo e il 64% un quotidiano on line nei precedenti tre mesi (2016)
  • il 76,5% si informa dalla TV e il 43,7% da Facebook (??), ma fra i giovani sono il 71,1% (2015);
  • l’80% non è mai stato a teatro; il 67% mai stato a mostre e musei (2016).

Con un po’ di pazienza si possono trovare molti altri dati, semmai più omogenei, ma la mia pazienza è finita. E poi i dati, aridi, andrebbero approfonditi: poca scuola, ma brutta; molta tv, ma pessima; molti social, grandemente manipolatòri.

Non ho la minima idea di come comporre assieme tutti questi dati frammentari ma la sensazione finale è la seguente: le persone con una cultura almeno media (diciamo il diploma), un’intelligenza almeno media (diciamo oltre il quarto decile), che si informi con fonti differenziate e multiple ma non solo con la TV o Facebook, che leggano un paio di libri l’anno e vadano, ogni tanto, a una mostra, eccetera, non dovrebbero essere più del 30% di italiani. Ovviamente, in questo 30% c’è una bella fetta di istruiti stupidi, di lettori idioti, di frequentatori di mostre inconsapevoli, pareggiati da un analogo gruppo, nell’altro 70%, di scarsamente alfabetizzati intelligenti e consapevoli. Pari e patta. Diciamo che 30% è una buona base di partenza che troviamo trasversalmente un po’ in tutti i partiti; pochissimi nella destra populista e di più nel centro e nella sinistra non populista. Per favore non fatemi spiegare perché sia così certo che nella destra populista grillo-salvinista vi siano poche persone che rispondono ai nostri requisiti; se a questo punto della lettura avete ancora questo dubbio non ci stiamo capendo per nulla.

Fra gli scenari apocalittici che intravedo questi i più probabili:

  1. Waterloo: niente, annichiliti e frastornati non riusciremo neppure più a insistere. Perché farlo? Se vogliono il disastro, allora disastro sia, e muoia Sansone con tutti i filistei! Merde!
  2. Fort Alamo: ci chiudiamo nei nostri gruppi social, nei nostri blog, nei nostri circoli e aspettiamo la catastrofe; perché se loro vincono e vanno al governo non ci saranno ripresine e indicatorini di produzione industriale a reggere; niente Europa a salvarci; dentro il nostro fortino combatteremo con tutte le nostre munizioni fatte di argomenti, dati, fatti, dimostrazioni e, quando avremo finito la polvere da sparo, brandendo gli schioppi per le canne giù botte in testa, come Davy Crocket; quasi certo che sarà questo lo scenario più probabile vi ho dedicata la copertina.
  3. La Lunga Marcia: una lunga marcia di costruzione di idee, perché la tempesta sarà tremenda, ma ogni tempesta finirà, e un governo fascio-grillo-leghista non durerà più di due anni. E quando getteranno la spugna lasciando macerie e cadaveri, qualcuno deve prendere la bandiera e rimboccarsi le maniche. Qualcuno che ha smesso da un pezzo di ridere dei congiuntivi di Di Maio, e che sa che la ricostruzione sarà lunghissima, costerà lacrime e sangue, e nessuno disposto a ringraziarti. Poco fiducioso, ho dedicato a questa ipotesi la figura conclusiva.

Io sto preparando il mio zaino e mi alleno. Mi raccomando: portate solo l’indispensabile: buoni argomenti, buone idee, pochi preconcetti e una giusta quantità di apertura mentale.

Ci vediamo sui monti.

marcia

16 commenti

  • Piero Indrizzi

    Sono vecchio, so che non c’è speranza, è la base marcia. E poi i problemi veri sono ben altri. Se dio vuole sono cavoli vostri!!

  • CLAUDIO LUONGO

    Anche io sono vecchio ma condivido l’idea della lunga marcia. Certo, la speranza è flebile ed io certamente non vedrò il nuovo. Questo non significa disinteressarsi anzi! E’ dovere nostro, delusi e sconfitti, essere pronti a riprendere le fila del nostro pensare ed agire oltre ai congiuntivi da offrire e nella consapevolezza di dover recuperare nuove generazioni in grado di cancellare le avvilenti percentuali che Hic Rhodus ci presenta. E senza chiedersi quando.

  • Sei fantastico Claudio, ma da tremare… 😱😱😱😱😱😱😱😱

  • Quelli che hanno ripristinato il lavoro ad affitto, i contratti interinali, l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Quelli che hanno messo il pareggio di bilancio in costituzione, che hanno accolto Soros a Palazzo Chigi, che hanno privatizzato aziende strategiche come la Telecom o che hanno fatto spezzatino di altre Enel (Bersani docet). Quelli che sono talmente ignoranti da confondere il liberalismo con la democrazia (Ponchet), che ammettono l’affitto dell’utero, di grazia ditemi, cosa sono. La marcia dovrà essere davvero lunga per rimediare a tanto. Al contrario di quanto scritto, dalle statistiche, risulta che i votanti 5s sono giovani e istruiti e precari che i votanti PD E FI sono vecchi pensionati. Vi piacerebbe Che somigliassero a Salvini ma non è così.

  • Dire che il M5S è una forza di Destra e fascistoide, è davvero una posizione di un ignorante privo di conoscenze scientifiche, di analisi clinica dei caratteri socio-politici. Studia prima di scrivere superficialità su quello che sta accadendo in Italia. Non voto da 41 anni ma sono stato un membro del PCI Se non avessi conosciuto un uomo medaglia d’oro della resistenza, che nel partito era per la libertà e uguaglianza, e in casa era un nazista e fascista, non avrei mai scoperto la patologia umana. La Peste Emozionale.

  • Marco Graziani

    Ok, tutto vero, ma quale sarebbe la destinazione finale della “lunga marcia”? Un nuovo partito? Un colpo di stato con la instaurazione di un governo dei savi e dei giusti? Una lobby degli intelligenti? Forse prima di partire sarebbe meglio decidere la destinazione finale, fermo restando la possibilità di cambiarla in cammino. Quando ci si muove una direzione la si deve prendere. Intanto che voi, eccelse menti, meditate sul da farsi, io, più modestamente, mi sbatto per tenere in piedi l’unico straccio di partito che ci è rimasto, il PD. Prima di passare alle critiche sappiate che non sono Renziano, al congresso ho votato Orlando, ma non vedo alternative valide. Il PD può anche fare schifo per come sta messo ora, ma niente vi vieta, intanto che pensate, di venire a dare una mano per provare a migliorarlo. Vi aspetto numerosi, se volete partecipare ai congressi locali avete tempo a tesserarvi fino al 25 settembre.

  • STIAMO AI FATTI INELUTTABILI E CERTIFICATI
    DX E SX STANNO GOVERNANDO CON APPOGGIO OCCULTO ESTERNO DI LEGA E BERLUSCONI
    PUNTO sono scolpiti sulla pietra dal nazareno in giù
    IL RESTO E’ ODIO PRECONCETTO GRATUITO
    CONSIGLIO:
    SCIOGLIETE LE RIGHE

  • Luca Berisso

    Se il M5S è di destra, populista e fascistoide, il PD cos’è?

  • Articolo perfetto. E sul che fare, non ho dubbi: WATERLOO.
    L’Italia è il Paese che il fascismo l’ha inventato e ciclicamente vi fa ritorno (o meglio: in parte non ha mai smesso di praticarlo). E non si può convincere l’italiano medio a ripudiare il populismo fascistoide per questioni “di principio” o ideali: non dimentichiamo mai la lezione di Edward Banfield, che ci spiegò cos’è il familismo amorale. L’italiano mira a massimizzare il proprio tornaconto personale nel breve periodo, ergo l’unico sistema per fargli odiare Grillo, Salvini & Co. è lasciare che vadano al Governo e non combinino nulla.
    Qualcuno obietterà che questa era la stessa strategia che Montanelli suggeriva per Berlusconi (la famosa “vaccinazione”), e che non abbia funzionato. Ma il paragone non regge. Berlusconi tutto sommato incarnava un centro-destra non dico normale, ma comunque non eversivo; il suo “patto con gli italiani” si poteva riassumere in “voi lasciate fare a me i miei porci comodi, e io vi riempio di condoni edilizi, scudi fiscali, vi levo l’ICI etc.”. Ovviamente è stato un disastro per le casse dello Stato e in generale per la salute della Res Publica, ma del resto è quel tipo di mentalità (appunto familismo amorale in senso lato) che piace all’italiano medio (che Berlusconi stesso paragonò a un “ragazzino di terza media neanche troppo sveglio”).
    Col fascismo il “vaccino” ha funzionato un po’ meglio. La Costituzione è anti-fascista, e fino ad oggi un ritorno di fiamma (tricolore) vero e proprio non c’è ancora stato.
    L’unica, vera e inquietante differenza rispetto al passato consiste nell’avvento dei Social Media, e in particolare di quel perverso meccanismo delle “filter bubble”, potenzialmente il più letale strumento di propaganda mai visto nella storia: filtrando i contenuti in base ai gusti personali, nei Social Network (in particolare su Facebook) ognuno diventa il principale indottrinatore di sé stesso. Così anche un governo disastroso come quello romano può non avere effetti sull’elettorato grillino; un po’ è per l’odio e la sfiducia verso “quelli prima”, che agli occhi di quegli elettori non hanno più diritto alcuno di critica (e forse di parola tout court), ma molto è anche per la continua produzione di materiale propagandistico da fare invidia alla Pravda, finalizzato a giustificare, sminuire, esaltare tutto ciò che la Sindaca fa e dice.
    Quindi, ripensandoci, più che Waterloo suggerirei Sant’Elena.

  • Abbiamo un paese in ginocchio per povertà e criminalità alla quale si è aggiunto il pericolo dell’estremismo islamico.Oppure dobbiamo pensare che le barriere anti terrorismo sono state messe per il pericolo del fascismo?Ma pensate ai problemi veri piuttosto che a roba di 80 anni fa.

  • paolo marcotulli

    il 5Stelle alleato a Salvini ?
    Sarebbe la sua fine e anche quella del paese.
    Le destre , per la 645/1952 non dovrebbero nemmeno esistere.
    E, per di piu’, non sarebbero nemmeno molto diverse dall’Islam.

  • Stimatissimo giornalista, i commenti sono allineati col suo modo di pensare, di cui prendo atto; se però, uno come Lei si permette di scrivere: “ottusi sovranisti razzistelli ruttatori”, non si deve certo stupire di queste percentuali, secondo me sottostimate. Si ricordi, le MACERIE le lascia il PD: un Paese diviso, in cui sarà molto duro ricostruire.

  • Flavio Flaminio

    In una esposizione fatta più di livore che di obiettività, mi viene in evidenza un elemento, in quella crema elitaria che secondo lei dovrebbe essere l’unica classe eletta per votare, ci sono grandi sostenitori ed estimatori (ora glieli metto io due epiteti giusti e reali) di quel pallone gonfiato, spara cazzate, bombarolo, ipocrita, falso, ipocrita, opportunista e traditore di Matteo Renzi. Potrei a questo punto, anche io avere dei dubbi su quella “elite”.

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