4 dati istruttivi sulla comunicazione politica

Mentre gli sconfitti indossano le magliette rosse per protestare contro le politiche restrittive sui migranti e per ricordare i morti in mare, i vincitori vanno a gonfie vele. O almeno il vincitore, Matteo Salvini, e la Lega da lui trascinata, perché fra le tante “personalità” del governo è solo Salvini che si muove e si sbraccia ed è visibile ed è eccessivamente visibile, e occupa – lui e solo lui – le prime pagine dei quotidiani con un’operazione tanto semplice quanto, nel breve termine, di sicuro effetto: dire una cosa eccessiva e sopra le righe ogni giorno, che riguardi il suo Ministero o no.

Ho fatto un piccolissimo esperimento, per essere sicuro di quello che sto dicendo, prendendo le due settimane precedenti la redazione di questo post, dal 25 giugno all’8 luglio, e verificando le principali notizie (solo le principali, attenzione!):

25 giugno

Salvini a Tripoli per la questione migranti (lodi alla Libia, negazione dei maltrattamenti nei centri di accoglienza…); appoggio a Toninelli qualora negasse i soccorsi dalla guardia costiera.

26

Salvini: non dobbiamo più rispondere agli SOS; polemica con Macron

27

28

Diktat di Salvini contro gli ambulanti in spiaggia

29

Polemiche varie su Libia e porto d’armi

30

1 luglio

Pontida

2

Pontida; atlete azzurre “di colore”

3

Salvini al palio di Siena; polemica con Boeri

4

Polemiche sui soldi che la Lega avrebbe sottratto

5

Polemiche su Libia e soldi sottratti; copertina Rolling Stones

6

Polemiche sui soldi sottratti; ulteriore stretta sui richiedenti asilo; chiesto incontro a PdR

7

Magliette rosse e irrisioni di Salvini

8

Per apprezzare appieno il significato di questa tabella vi mostro ora quella di Di Maio e di Conte. Iniziamo col grillino:

25 giugno

26

Di Maio: mezz’ora di internet gratis

27

28

29

30

Incontro con Appendino e questione Olimpiadi

1 luglio

2

Consiglio dei Ministri su decreto dignità e conferenza stampa sui dati Istat occupazione

3

dichiarazioni sul decreto dignità

4

ILVA; ancora dichiarazioni su decreto dignità; difesa Boeri

5

Di Maio a Casal di Principe; sbloccati fondi per i Centri per l’Impiego

6

7

8

Non osservate solo la “quantità” di titoli (abbiamo scelto solo i fatti eclatanti, il lavoro di un Ministro può benissimo essere intenso senza apparire sui quotidiani) ma anche alla qualità; le notizie più o meno significative su Di Maio riguardano sue attività ministeriali non particolarmente emozionanti ed evocative, quelle di Salvini riguardano pirotecnicamente tutto.

Ma passiamo al facente funzioni di primo ministro, Giuseppe Conte:

25 giugno

26

27

28

29

Consiglio Europeo a Bruxelles

30

1 luglio

2

3

4

5

6

7

8

Ripeto: non è un’analisi su chi lavora di più, ma su chi compare, e con clamore, sui quotidiani.

L’iperattivismo di Salvini e la suo pornolalia è chiaramente vincente. Al momento. Ricordando che alla Camera, il 4 marzo, la Lega ha preso un ottimo 17,37%, vediamo come in questi tre mesi di “lavoro” abbia ottenuto un incremento eccezionale:

Istituto Piepoli

30 aprile

7 maggio

21 maggio

4 giugno

18 giugno

25 giugno

19,0%

21%

21%

24%

27%

28%

Abbiamo preso solo l’Istituto Piepoli perché produce con continuità – e uguale metodo – i suoi sondaggi; e quello che ci preme mostrate è la straordinaria crescita della Lega, al di là del punto in più o in meno che potrebbe avere secondo altri sondaggi; guardiamo ora al M5S, che alla Camera, sempre 4 marzo, prese il 32,68%.

Istituto Piepoli

30 aprile

7 maggio

21 maggio

4 giugno

18 giugno

25 giugno

33%

32%

32%

31,5%

29%

29%

Flessione. Lieve, lenta, facilmente recuperabile, ma che impallidisce di fronte alla performance leghista. Ultimo dato: la fiducia nei ministri, un sondaggio un po’ stupido perché ministri di cui non si conosce nulla ricevono bassissimi indici di fiducia che, in realtà, sono indici di conoscenza da parte dell’opinione pubblica. Comunque:

Euromedia Research del 29 giugno 2018:

Salvini (Lega) 52%

Giorgetti (Lega) 46,3%

Bongiorno (Lega) 45,8&

Tria 43,8%

Savona 40,6%

Di Maio (M5S) 40,5

Salvini. Salvini e Lega.

Sarà interessante osservare se questa sovraesposizione vincerà nel medio periodo, mentre darei per scontato che sarà perdente in quello lungo. Il governo si è insediato da poco; adesso viene l’Estate; i tarallucci e il vino si sono sprecati. Ma non sarà il respingimento di qualche nave e il mediocrissimo “decreto dignità” che potranno accontentare gli italiani. A settembre e mesi seguenti ci sarà da approvare la legge di bilancio. Poi qualche scelta fra flat tax e reddito di cittadinanza occorrerà pur farla. E le numerose regole di salvaguardia abbondantemente utilizzate dal precedente governo dovranno pur ricerere risposte. E non sarà più questione delle buche sulle strade a Roma ma di scelte concrete che incideranno sulle tasche degli italiani. E vedremo, in autunno, come vanno gli indicatori economici.

Per concludere: la consapevole marcia forzata di Salvini per conquistare la scena, imporsi come vero capo del governo e aumentare la base potenziale di elettori è al momento grandemente vincente. Ma non si vive di soli slogan. Gli italiani sono famosi per seguire i pifferai magici che hanno calpestato il suolo patrio nei secoli, ma sovente, nel burrone, hanno finito per buttare lui, che andò per suonare e finì suonato.

One comment

  • Ottimo spunto. Un punto che sembra mancare nell’analisi è la durata possibile del governo. Se il governo dura molto, il lavoro di Salvini logora, se dura poco no.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.