Dio non guarda in Vaticano

Le vicende della lotta di potere nella curia vaticana, che da un lato è storia vecchia, ha assunto nuove asperità con la morte di Ratzinger e gli attacchi di padre Georg a Bergoglio (se non ne sapete nulla trovate le ultime notizie QUI). Non sono il primo a fare un accostamento alla contemporanea faida dei Windsor, con i fratelli l’un contro l’altro armati a colpi di gossip senza pietà. Ma se le vicende di Harry e Megan mi intristiscono unicamente come parte del corrente stupidario umano, che dai tempi di Cipolla sappiamo essere equamente diviso fra tutte le classi sociali e le diverse tonalità cromatiche del sangue, le vicende vaticane disturbano l’idea di Dio che un ingenuo come me credeva di avere, e che invece risulta inadeguata, povera, inadatta a spiegare il fenomeno.

Perché una cosa credevo di avere chiara: i reali (di qualunque parte del mondo) sono solo i discendenti di briganti di successo, e quindi umani come tutti gli altri; ma il clero, diamine… e i prelati, i cardinali, il Papa! Costoro no. 

So che fra i lettori di HR abbiamo diversi cattolici, alcuni molto competenti in faccende religiose, e sono fiducioso che mi correggeranno negli errori ingenui che sto per fare. Da parte mia metto in tavola il poco che mi illudo di sapere, citando siti (cattolici) divulgativi.

Al prete è affidata la stessa missione che Gesù ha dato agli apostoli e, grazie a uno speciale aiuto dello Spirito Santo, il prete può essere guida e capo di una comunità: in questo assomiglia a Gesù, che è il capo della Chiesa, e lo rende presente in mezzo alla comunità servendola. E il servizio del prete è quello di trasmettere la tradizione che viene da Gesù, di vegliare sull’unità della comunità che gli è stata affidata, di fare da tramite tra il vescovo e le comunità cristiane. In pratica spiega il Vangelo, è interprete delle parole di Gesù per la gente, presiede l’Eucaristia, amministra i sacramenti, mette pace fra i litigi, fa sinergia con le parrocchie vicine, fa sentire presente ai fedeli il vescovo. Il prete occupa il posto di Gesù in mezzo ai suoi fratelli. (fonte)

Questo individuo aiutato dallo Spirito Santo, che fa le veci di Gesù, ha “ricevuto un dono dalla grazia divina” (fonte); noi laici non dobbiamo farci confondere dalle parole usate in senso ordinario; per la teologia cattolica la grazia è un dono di Dio, è

l’azione libera dell’amore del Dio trino, mediante cui egli stabilisce nella storia una comunione personale con gli uomini per donare loro la salvezza. (fonte)

Insomma, per farla breve: secondo la credenza, la fede, la tradizione cattolica, i preti sono tali perché Dio li ha in qualche modo scelti, per occupare nelle loro comunità il posto che Gesù si assunse fra i suoi discepoli. Notare che si è detto Dio, si è nominato il Figlio e pure lo Spirito Santo.

Per i cattolici (non così per altre sette cristiane) il Papa è il capo di tutti. È quindi un prete (con le implicazioni sopra menzionate) con un potere totale su tutti gli altri (fonte).

La parte WikiRhodus è finita, anche perché probabilmente voi ne sapete più di me. Comunque: diversamente dai Windsor, che sono uomini fra gli uomini, arrivati lì per cause storiche prodotte da altri uomini, i preti, dal parroco di campagna fino al Papa, sono stati messi lì da Dio, per il tramite dello Spirito Santo, per svolgere il ruolo salvifico avviato dal Figlio. Poi semmai voi lo sapete meglio, ma mi preme cogliere questo nucleo.

Vengo al punto: c’è qualcosa che non mi torna sulle capacità della Ditta Celeste di far bene il proprio lavoro. Questi uomini scelti faticosamente fra migliaia e migliaia, che oggi come oggi si stenta pure a trovarli, per rappresentare direttamente il Disegno Superiore, condurci alla salvezza, guidarci, illuminarci, diffondere la grazia, etc. sono troppe volte chiacchierati e chiacchierabili, dalla pedofilia al Vaticangate, passando per gli abusi sulle suore, gli arricchimenti scandalosi e chi più ne ha più ne metta. Per non correre il rischio di fare il populista (roba tipo è tutto un magna magna, tanto son tutti uguali, etc.) lo dico io subito che nella grande massa di bravi sacerdoti, frati, missionari, questi mascalzoni sono una minoranza esigua. Certo. Se non fosse che delle due l’una: o lo Spirito Santo commette errori, e in una piccola percentuale di casi sceglie persone indegne, oppure il clero assomiglia mondanamente più ai Windsor di quanto loro vogliano ammettere.

E lo scontro di potere in atto già da tempo, che vede oggi padre Georg attore di una sfida politico-teologica a Bergoglio, è con tutta evidenza una questione diversa e in un certo qual modo più grave. Sono certo che né Geog né Bergoglio si siano mai e poi mai macchiati di azioni riprovevoli, ma che ci sia uno scontro, dico: “uno scontro”, per il potere, per imporre una linea di “politica ecclesiale” anziché un’altra, non vi sembra che mandi a farsi benedire (oops…) la storia dello Spirito Santo?

Se la sacralità del Papa può essere messa in discussione, se un gruppo di preti può ordire trame per muovere e promuovere secondo complicati giochi di potere personale, la domanda che – io così credo, nella mia ingenuità – il cattolico si dovrebbe fare, non è “ma dove sta guardando Dio, in questo momento”?

Vorrei concludere segnalando che ogni religione ha le sue magagne, ma certamente in casa cattolica stanno messi abbastanza peggio rispetto ad altre sette cristiane assai più laiche (sembra un ossimoro, forse lo è, ma mi avete compreso), o altre religioni assolutamente meno rigide nell’organizzazione e nella pretesa ortodossia.

Se mi fate scivolare per un momento dalle cronache ai massimi sistemi, quello che voglio dire è che questa complessa e morbosa situazione curiale è una prova a favore della laicità, se non proprio dell’ateismo. Pensare al Dio cristiano, nella versione cattolica, e cercare di avere “fede”, contrasta logicamente con la presenza di un clero indegno, di Papi discutibili, di Vescovi ingordi, di preti maiali etc. La contraddizione, questo per me è chiaro, non è la debolezza individuale di quelli che (per me laico) sono solo uomini, ma il fatto che quelle debolezze risiedano in uomini scelti specificatamente da Dio

Mi fa un po’ sorridere la faccenda. Attribuire sacralità al clero è stato uno stupendo escamotage per molti secoli per esaltare il ruolo del prete, sostenere il suo potere fra il popolo ignorante, difenderlo dai bruti, sussidiarlo con l’estorsione delle decime (e la simonia!); era Dio che lo voleva, e il prete era un suo mandatario. Ma oggi che il castello degli intrighi e delle menzogne è scoperchiato, quel legame con Dio si dimostra fasullo. Se Dio c’è, non ha mai mandato lo Spirito Santo a reclutare preti. Se Dio c’è.