Scusa, devo correre in bagno che mi viene da vomitare

In Italia, sul tema della sicurezza, stiamo assolutamente e incontrovertibilmente meglio del resto d’Europa, che come comunità continentale sta di grandissimo meglio degli altri continenti, sub continenti, paesi etc. (andate negli Stati Uniti – per dire- se volete davvero preoccuparvi; e già da loro non si sta malaccio). Su questo blog lo scriviamo da sempre, sciorinando dati inconfutabili. Abbiamo meno omicidi, inclusi i femminicidi, che vi piaccia o no, che incontri le vostre inclinazioni ideologiche o no, che faccia bene alle tesi della “vostra parte” o no. Come abbiamo scritto fino alla nausea (nausea che ci assale, sì, siamo arcistufi e per questo scriviamo ormai poco su HR; a che scopo farlo?) ogni omicidio, ogni femminicidio, ogni atto di violenza è di per sè troppo, giusto oggetto di contumelie, ma l’uomo (inteso come umanità) è violento, ignorante, infido, prepotente, vile ma predatore, e insomma sì, è vero, la violenza esiste, accompagna le nostre vite. Quindi è assolutamente giusto protestare per ogni uomo e ogni donna uccisi, o bullizzati, di cui leggiamo le cronache, ma se – voi, cari lettori, campione elevato della popolazione italiana – non capite che avete un culo della Madonna ad essere nati e a vivere in Europa, e specificatamente in Italia, allora potete andare a sfogarvi su TikTok, che qui su HR proprio non avete nulla a che fare.

Oggi si parla in termini repressivi della “criminalità minorile”, che come problema semplicemente non esiste (una riflessione, con dati, del sempre ottimo Mattia Feltri QUI). NON esiste. Così come, di volta in volta, si parla di violenza sulle strade (e giù di repressione, in galera, il galera!), di violenza sulle donne (in galera! Castrazione!), di violenza sui lavoratori (basta! Repressione! In galera!), di violenza di qualcuno, perché sì, è vero, c’è sempre qualcuno che sfrutta, che violenta, che sopraffà. È così. L’uomo (nel senso di umanità) è così. Allora gli intellettuali che non contano un fico secco dicono che bisogna ascoltare, educare, colloquiare, mentre il popolo che conta molto urla, bava alla bocca, che bisogna incarcerare, castrare, demolire, uccidere. In mezzo il governicchio di turno, oggi quello di destra pochissimo diverso da quelli precedenti (ma davvero poco) che fa la faccia brutta e replica “Sì, puniamo! Imprigioniamo! Reprimiamo!”, perché ovviamente non capisce un cazzo, ma proprio niente, salvo il sondaggio di Pagnoncelli, il tweet, il consenso lì per lì. Consenso che arriva dal popolo ignorante, contentissimo di vivere in una galera a cielo aperto, purché ci sia la pena esemplare da esibire al bue.

Io non ci sto, Io non ci sto.

Viva la libertà, con i suoi rischi.