Costituzionalisti all’attacco della riforma

Dossier Costituzione 01

La riforma costituzionale è stata un passaggio fondamentale per il governo Renzi. Tanto che il premier ha più volte ribadito di legare i suoi destini politici ai risultati del referendum confermativo di Ottobre. In termini astratti dovrebbe essere un passaggio fondamentale anche per il nostro Paese, visto che una riforma di questo genere era attesa da oltre 30 anni. Ma il punto chiave ora è: la riforma è buona o cattiva? Dovendo votare, noi cittadini, per confermarla o abolirla, quale giudizio dovremo darne? Questo giudizio, come abbiamo già detto, è gravemente inficiato da quello su Renzi; moltissimi cittadini voteranno “No” o “Sì” alla riforma per dire “No” o “Sì” a Renzi, e a questo risultato siamo arrivati grazie ai protagonisti dell’attuale politica italiana (Renzi in primis) che hanno sviluppato un conflitto estremamente personalizzato. Invece occorre discutere nel merito. Occorre capire se con questa riforma l’Italia progredisce o arretra, se si libera da antiche pastoie o se correrà dei rischi istituzionali. I cittadini devono capire la riforma e infischiarsene se il loro voto favorirà o danneggerà Renzi, perché in ballo c’è un pezzo importante di futuro nazionale.

Entrando nel merito, quindi, non si può che partire dalle prese di posizione di numerosi e noti costituzionalisti per il “No”. Verrebbe spontanea la sovrapposizione logica, semantica direi, fra una riforma costituzionale e il parere negativo di costituzionalisti. Cos’altro c’è da dire se proprio loro, gli addetti al lavoro, e di tale riconosciuta fama, bocciano la riforma invitando a votare “No”? Come se i giudici di Masterchef bocciassero la mia ricetta di trota agli spinaci caramellati; come se l’ordine degli ingegneri bocciasse il Ponte sullo Stretto affermando che sarebbe destinato al crollo; come se Spalletti dichiarasse che Totti è obsoleto. Cos’altro aggiungere a un parere tecnico esperto? Allora mi sono andato scrupolosamente a leggere i principali documenti dei costituzionalisti per il No: quelli del Comitato “Io voto No” e quello firmato recentemente da 50 costituzionalisti (qui la versione integrale apparsa su La Stampa). Pensavo che avrei avute delle difficoltà, visto che non sono un esperto di diritto costituzionale, ma ho scoperto che gli appelli dei costituzionalisti non vertono su questioni di diritto ma su opinioni sostanzialmente morali e politiche. E quindi suppongo di poter dire anch’io la mia.

Schermata 2016-04-23 alle 15.36.02Il documento dei 50 sottolinea questi sette punti:

  1. il testo della riforma si presenta come risultato raggiunto da una maggioranza “ondeggiante” anziché come frutto di un consenso maturato fra le forze politiche;
  2. il superamento del bicameralismo (con la fiducia data o revocata dalla sola Camera) è stato perseguito in modo sbagliato, sia come reali funzioni e poteri del Senato sia come sua effettiva rappresentanza dei territori;
  3. rischi di incertezze e conflitti in questo assetto bicamerale a causa della pluralità dei procedimenti legislativi previsti;
  4. eccessivo indebolimento dell’assetto delle Regioni, ridotte nelle competenze legislative, con un totale ribaltamento della riforma del 2001;
  5. la pretesa diminuzione dei costi è sostanzialmente retorica e non affronta il tema della vitalità democratica e della partecipazione dei cittadini alla vita politica;
  6. e 7.: malgrado alcune buone intenzioni (punto 6) quali le restrizioni ai decreti legge, i tempi certi per la discussione delle leggi di iniziativa governativa, la possibilità di sottoporre alla Corte costituzionale le leggi elettorali etc., restano i dubbi sopra esposti e le perplessità (punto 7) di un referendum globale, di approvazione o no dell’intera riforma (e non sui singoli punti) che riduce la consultazione a un pronunciamento politico.

Naturalmente vi invito a leggere il documento per intero per cogliere le argomentazioni che io ho di molto sintetizzato.

Ribadisco che questi non sono elementi da “costituzionalisti”; indubbiamente i magistrati e i docenti firmatari hanno una sensibilità più specifica e acuta, ma nessuno è entrato nel merito rispetto a due questioni fondamentali sulle quali girano già abbondanti prese di posizione sui social network (e non solo, come stiamo per vedere), vale a dire: il problema della costituzionalità della riforma e quello dell’eventuale sbilanciamento dei poteri. Se ne dovrebbe dedurre che la riforma che dovremo votare non è incostituzionale e non stravolge gli equilibri fra poteri, ma non sarebbe così stando al Comitato per il No, all’associazione Libertà e Giustizia e al paladino di costoro, Gustavo Zagrebelsky, che ha stilato un elenco al fulmicotone di 15 ragioni di rifiuto:

  1. molti antidemocratici hanno cercato di cambiare la Costituzione (Pacciardi, Sogno, Borghese, Gelli…);
  2. l’Europa è favorevole a queste riforme sostanzialmente perché ha bisogno di paesi asserviti ai suoi diktat ultra-liberisti;
  3. la pretesa “governabilità” è in realtà sudditanza; servirebbe invece “governo” attuatore di partecipazione non passiva e non demagogica;
  4. la riforma è stata approvata da un governo illegittimo eletto con legge incostituzionale;
  5. la riforma è stata voluta da un esecutivo arrogante e dal suo vero capo, il Presidente della repubblica [Napolitano] con forzature, trasformismi, voti di fiducia e mala politica;
  6. solo i golpisti sudamericani cambiano la Costituzione […];
  7. l’attuale riforma non può paragonarsi a quella del 1962 di De Gaulle in Francia;
  8. il referendum confermativo si trasformerà in plebiscito sull’operato del governo, che utilizzerà la sua posizione oggettivamente di potere e una stampa allineata;
  9. la riforma è essenzialmente incostituzionale e di segno oligarchico;
  10. la critica al bicameralismo realizzata in questo modo non è patrimonio della sinistra;
  11. la riforma va in direzione del consolidamento di gruppi di potere coagulato negli organi esecutivi;
  12. il problema riguarda le persone: la migliore Costituzione funzionerà malissimo in mano a politici indegni e corrotti;
  13. abolizione del Cnel e riduzione del numero di parlamentari sono specchietti per le allodole sull’onda di presunti risparmi economici (perseguibili in altri migliori modi) atti a confondere il quesito referendario;
  14. ci sono pasticci nelle attribuzioni delle funzioni al Senato che creeranno conflitti e depongo a sfavore della capacità tecnica con la quale si è realizzata la riforma nel suo complesso. In tale confusione si cela il maggior potere dello Stato sulle Regioni e, nello Stato, a favore dell’esecutivo a danno dei cittadini;
  15. infine è sciocco indicare la convergenza di opinioni, su questo tema, fra Brunetta e Zagrebelsky.

Anche qui vi raccomando di leggere il testo originale assai più argomentato (e polemico).

I punti del Comitato per il No sono una semplificazione – un po’ più neutrale nel linguaggio – di quanto visto sopra: riforma illegittima che squilibra i poteri costituzionali e che con l’Italicum “espropria la sovranità popolare” senza ridurre costi e senza semplificare. Al momento quindi il fronte del No è variegato e distinguibile in almeno due fronti: uno aggressivo (Zagrebelsky e numerosi altri del Comitato, di Libertà e Giustizia, etc.) e uno moderato (i 50, anche se alcuni firmatari sono presenti in entrambi i fronti). Per i primi la battaglia riguarda una questione grave e sostanziale così riducibile: la riforma è illegittima e incostituzionale, provoca danni e sbilanciamenti a favore dell’esecutivo, trasforma il nostro ordinamento in un’oligarchia espropriando Parlamento e popolo della possibilità di partecipare democraticamente. L’altro fronte potremmo chiamarlo “moderato”, non fa alcuna questione di costituzionalità, di legittimità e di sbilanciamento dei poteri, né di minacce golpiste-oligarchiche, concede anzi qualcosa, come merito, ai riformatori, e denuncia i meccanismi della riforma in quanto non ben congegnati, frutto di compromessi politici discutibili, diretto verso un referendum equivoco.

Zagrebelsky e Rodotà

Zagrebelsky e Rodotà

Questa disamina non ci aiuta a fare un solo passo avanti. Se siete contro Renzi e come logica (per voi) conseguenza contro la riforma costituzionale, le dichiarazioni dei 50 e maggiormente quelle di Zagrebelsky sono giuste frecce al vostro arco; ma vi prego di chiedervi: frecce di che natura? Gli argomenti sono generici (nei 50) e veramente molto vaghi e ideologici in Zagrebelsky. Ma attenzione! Se siete a favore di Renzi e come logica (per voi) conseguenza a favore della riforma, quegli argomenti sono da rigettare in toto come ingiusti e di parte senza soffermarsi a considerarli nel merito. Insomma: Zagrebelsky e gli altri (specie i più radicali) non hanno fatto un buon servizio alla causa che intendono servire. Sono semplicemente diventati parte del problema, quello della personalizzazione, dell’ideologizzazione, dell’afflato umorale e malpancista che radicalizza lo scontro e non dissipa – anzi alimenta – le nebbie. Io (animo semplice, per carità, quindi scusate l’ingenuità) avrei voluto costituzionalisti capaci di spiegarmi tecnicamente (e semmai in termini accessibili) se e come determinati punti della riforma siano eventualmente incostituzionali; come e perché, e semmai con esempi chiarificatori, si darà uno squilibrio di poteri e in che forma si manifesteranno le conseguenze negative per il Paese e per i suoi cittadini; cose così. Poi mi sarebbe piaciuto che economisti facessero quattro conti reali, basati su dati certi, su quanto si risparmierà (oppure no); e che esperti di politiche comunitarie illustrassero gli eventuali benefici a livello europeo; e che esperti di politiche e amministrazione locale spiegassero i benefici (o danni) dell’abolizione delle Province e del trasferimento delle loro competenze ad altri enti; e che esperti di politiche industriali discutessero dei riflessi della riforma (se ce ne saranno) e della semplificazione amministrativa sullo sviluppo; devo continuare? Invece non è così e non lo sarà. I politici (Renzi in testa, come detto) hanno ideologizzato lo scontro, e i “costituzionalisti” (la parte di loro che ha firmato gli appelli) si sono accodati allo scontro. A questo punto chiunque interverrà sarà etichettato come “renziano” o “anti-renziano” a seconda di ciò che dirà, e ciò che dirà non sarà letto nel merito ma solo come conferma delle proprie pregresse credenze (ideologiche) ovvero rigettato come menzogna della parte avversa.

Se dovessi intervenire punto per punto sulle gravi affermazioni di Zagrebelsky questo articolo si dilungherebbe per molte pagine. I punti sollevati dal giurista sono tali e tanti che non avete scampo: o li accettate così come sono, o li rigettate, oppure dovete prendere le ferie e studiare molto. Naturalmente sono in conclusione e sarò invece brevissimo:

  • alcune preoccupazioni dei 50 sono assolutamente condividibili (e quindi altrettanto per quanto riprese da Zagrebelsky, toni a parte);
  • molte cose si potevano fare meglio, o diversamente, ma le politiche le fanno le persone, limitate ed erranti (nel suo duplice significato, meraviglioso nella sua polisemia), nei tempi e nei contesti dati (che non sono stati particolarmente semplici grazie alla non vittoria di altri leader…);
  • molto si potrà rimediare (non poco) in sede di attuazione; coi regolamenti parlamentari, per esempio, e con leggi specifiche. E anche con eventuali ulteriori leggi costituzionali una volta verificata la bontà e i limiti di questa, anche perché occorre non trascurare il valore simbolico della presente riforma, che suona più o meno così: sì, possiamo fare delle riforme;
  • il referendum non si può onestamente fare diversamente; in quante diverse schede dovremmo dividere il quesito referendario? E quanta confusione genererebbe, anziché ridurla, una soluzione così fantasiosa? E come comportarsi nel caso di pezzi di riforma approvati e altri rigettati nel referendum?

Comunque Hic Rhodus tornerà certamente sul tema entrando anche nel merito tecnico dei punti principali.

Risorse:

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...