L’insidia del Web e gli strumenti per combattere il falso 2.0

true-or-false-805x539

La grande disponibilità di contenuti forniti dagli utenti dei social network facilita l’aggregazione degli stessi utenti intorno a comuni interessi, visioni, narrative, pregiudizi e filosofie di vita. In questo modo si sta formando un ecosistema digitale in cui iniziano ad emergere tendenze pericolose per le nostre società. Una così forte clusterizzazione degli utenti è, infatti, facilmente sfruttabile per diffondere teorie cospirative, rumori di fondo non verificati e notizie false che spesso diventano virali.

Il tema ha assunto un grande rilievo nelle ultime elezioni USA, dove Facebook e Twitter sono stati addirittura accusati di aver contribuito all’elezione di Trump a causa della viralità di bufale che danneggiavano Hillary Clinton. Si è addirittura parlato di post-verità, una definizione per me non convincente. Infatti, la manipolazione della verità c’è sempre stata, soprattutto in relazione ai giochi di potere e alla battaglia politica, senza parlare di situazioni di guerra.

Il punto è che è ormai dimostrato scientificamente che il web 2.0 è un luogo ideale per la diffusione di notizie false e teorie complottistiche. In un recente studio pubblicato su PNAS (bollettino dell’Accademia delle Scienze USA, una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo) il gruppo di ricerca del Prof. Walter Quattrociocchi ha analizzato le determinanti della diffusione della disinformazione online attraverso una sofisticata analisi quantitativa con particolare riferimento al caso Facebook. L’esperimento ha analizzato la modalità di consumo dell’informazione scientifica e delle teorie della cospirazione. I ricercatori hanno dimostrato che la cascata dell’informazione non riesce a diffondersi tra gruppi di utenti ma tende a rimanere omogenea all’interno di cluster ben omogenei e separati. Coloro che si informano attraverso pagine o gruppi complottisti costituiscono una camera isolata rispetto al resto dell’informazione.

Per questo motivo è assai difficile combattere dall’alto la disinformazione online. È infatti sovraumano contrastare milioni di utenti che agiscono in tempo reale tramite pochi debunkers che comunicano attraverso blog indipendenti o media mainstream. All’interno dei social media coloro che entrano in una cascata di informazione collegata alle pagine Facebook di un certo tipo (o account Twitter) semplicemente non hanno più accesso al resto dell’informazione.

Alle stesse conclusioni arrivano gli studi del gruppo di ricerca del Prof Filippo Menczer (Università di Indiana), il quale attraverso tecniche di machine learning propone anche dei primi passi per tecnologie automatizzate di fact-checking (la piattaforma Hoaxy). Uno dei suoi progetti di ricerca, Truthy, ha avuto dei risultati che hanno attirato le ire dei conservatori USA, che hanno criticato apertamente i risultati dello studio come un tentativo dell’amministrazione Obama di censurare la libertà di opinione sui social network.

Insomma, la materia è incandescente ma è oramai ampiamente dimostrato che il web 2.0 è fantastico, io ne faccio un uso smodato, ma è anche foriero di rischi enormi per il sistema dell’informazione. Per questo abbiamo creato Polygree, progetto di uno spin off dell’Università di Perugia, che vuole contribuire a migliorare l’ecosistema digitale dell’informazione attraverso la collaborazione di semplici utenti ed esperti di settore, con l’obiettivo di produrre dal basso informazione di qualità. Crediamo che in futuro questa possa esser una strada insieme ad altre, come i blog indipendenti (MedBunker/Bufale Un Tanto Al Chilo), le rubriche ad hoc delle testate giornalistiche (Wired Bufale) o le tecniche computazionali che stanno muovendo i primi passi.

 

One comment

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...