Le corna in amore sono sopravvalutate

Prima parte: etnografia dell’amore

Documenti strabilianti recuperati dopo anni di intense ricerche:

Poi, qualche anno fa, arriva quello che capisco essere ciò che ho sempre desiderato: un uomo speciale, sensibile, unico, anche lui sposato, con cui è Amore. Lui è l’anima gemella, è il rapporto che sento essere davvero vicino al mio modo di essere. Un rapporto soprattutto fatto di intense e lunghissime mail, in cui ci raccontiamo le nostre vite nei particolari, con pochissimi ma magici e romanticissimi momenti insieme. Tra un discorso e un altro prendiamo atto dell’infelicita nei nostri rispettivi matrimoni (anche lui è sposato con un bimbo piccolo). E, soprattutto su sue iniziative, ci facciamo timide promesse per il futuro, sempre cercando soluzioni per far soffrire il meno possibile i nostri coniugi e portare il minor scompiglio possibile nelle vite dei nostri figli. (La posta del cuore di “Io Donna – Corriere della Sera”, 12 Febbraio 2018).

[…]. Lui dice che ha problemi sul lavoro che io non capisco, che è stressato e stanco e non la dovrei prendere sul personale. Dice che mi ama ogni giorno di più e che sono la donna più bella del mondo. Ma io non accetto niente del genere, specie dopo solo un anno dal matrimonio. Ora io sono in crisi. Sento di amarlo ancora, di non riuscire a staccarmi da lui, ma non sono felice, per niente. Da 2 settimane è entrato nella mia vita un ragazzo più giovane di me di 4 anni, che ti devo dire? Mi fa sentire viva. Non è successo ancora niente, solo qualche scambio di messaggi. (La posta del cuore di “Io Donna – Corriere della Sera”, 15 Novembre 2017).

[…]. Ma, alla fine, che cos’è questo benedetto grande amore? Avevo una bella storia che durava da sette anni, quando un giorno salgo su una nave e resto folgorata da un cameriere, extracomunitario e di 10 anni più giovane di me. Colpo di fulmine. Reciproco. Ci sposiamo dopo pochi mesi. E dopo 8 anni lui se ne va con un’altra (molto più giovane di me). Poi mi rifidanzo pensando di aver trovato il sogno, e poi di nuovo finisce, e a 40 anni mi vedo single e ancora a confidare nell’uomo che non c’è. E allora non sarà mica un abbaglio, questo grande amore, che preclude storie più concrete? (La posta del cuore di “MarieClaire”, 24 Marzo 2018)

Ebbene sì, anche questa mattina mi ritrovo a fissare il telefono in attesa di un messaggio da lui. Lui che è affascinante ma sposato (e forse per questo ai miei occhi affascinante), lui che con classe e ironia è riuscito a trascinarmi in un vortice di passione e felicità, ma che ancora non chiama. Sono una quarantenne bella e disinibita ma sempre sola. Scappano tutti, sposati e no. Anche se come te confido nel grande amore… Uffa, sempre da sola non ce la faccio più. (La posta del cuore di “MarieClaire”, 29 Dicembre 2017).

Cara Dottoressa, vorrei un parere circa la mia esperienza con un narciso distruttivo. Nello specifico ho sempre ottenuto che lui tornasse da me lasciando che mi lasciasse senza cercarlo, lasciandolo libero di andare. Finora ha funzionato (dieci mesi di frequentazione con interruzioni di durata max 1/3 giorni) ed è tornato puntualmente da me. Ma l’ultima volta dopo 5 giorni non ho resistito e l’ho chiamato. Risultato: dopo soli 3 giorni di riavvicinamento mi ha di nuovo mollato con le solite motivazioni circa la sua incapacità di stare in maniera positiva dentro una relazione. Ora non so cosa aspettarmi. So che non andrò da nessuna parte con questa persona perché è totalmente instabile ma non sono pronta a rinunciare definitivamente a lui. Secondo lei che devo aspettarmi? (Posta del cuore “Vita di Donna”, 12 Settembre 2013).

Seconda parte (questa è molto triste, e quindi la farò breve): chimica dell’amore 

Poi scopri che, in realtà, è tutta una questione di chimica (in breve QUI; in maniera più erudita e lunga QUI). Ci innamoriamo, ci sconvolgiamo, facciamo cose sconsiderate di cui ci pentiremo tutta la vita per molecole di dopamina e altre droghe legali che impazzano nel nostro corpo. Poi, come dopo una sniffata di coca, badabam! Tutto finito, e l’amore passionale non c’è più… Ma tutte le sue conseguenze (figli, mutui, divorzi, scenate patetiche, gente che ti guarda strana…) sì.

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Terza parte: sociologia dell’amore

Andrò subito al cuore del problema (spero abbiate apprezzato il doppio senso); se è una questione di chimica, e anzi: tanto più se lo fosse, non si comprende bene l’enfasi sulla monogamia e la fedeltà. E’ la dopamina, bellezza, mica colpa mia! E comunque, chimica o non chimica, la fornicazione è il passatempo più amato da sempre (altro doppio senso). Attenzione, che adesso divento serio nella più classica tradizione hicrhodusiana: ci sono altissimi tassi di fornicazione extraconiugale nel mondo, e – pare – specialmente in Italia. Ora: capite bene che qualunque sondaggio in merito non può che essere garibaldino… Immaginate di ricevere una telefonata in cui un tale, a nome di un [NonHoCapitoIlNome] Istituto di ricerca, vi chiede se e quanto “avete tradito”; capite bene che mica tanti sono così farfalloni e spensierati da snocciolare le avventure galanti all’insaputa del/della partner. Quindi i dati che seguono hanno una bassa attendibilità, non sono comparabili fra loro e servono solo come indizi, a mio personale giudizio assai più bassi della realtà ma questa è solo un’ipotesi.

Sopravvivere-allinfedeltà-IM1-www.psicologo-a-torino.it_Quindi: il 45% degli italiani (percentuale più alta d’Europa) ha tradito il/la partner almeno una volta secondo la francese IFOP che, in un focus sul nostro Paese curato da Ipsos, rivela che per il 63% degli italiani è possibile amare due persone contemporaneamente (altri dati QUI). Secondo Gleeden.com, noto sito specifico per incontri extraconiugali, già al primo anno di matrimonio il tasso d’infedeltà è del 27% degli uomini e del 21% delle donne; questi valori crescono rapidamente e

Tra il 3° e il 9° anno di matrimonio il tasso di infedeltà cresce esponenzialmente e non si registrano più grandi differenze tra uomini e donne. Il 58% degli intervistati uomini ha confessato uno o più tradimenti, per le donne invece la percentuale è del 46% (fonte).

Il tradimento è sia maschile che femminile (evidentemente) e i tassi inferiori di donne che dichiarano di tradire potrebbe essere almeno in parte determinato da una ritrosia culturale che sta velocemente scomparendo:

In un recente studio i ricercatori dell’Indiana University hanno scoperto che il 19 percento delle donne ha ammesso di aver tradito il proprio partner: un dato leggermente inferiore a quello degli uomini (il 23 percento dei maschi ha ammesso di essere stato infedele). Dagli anni ’90 a oggi si è compiuto un grande salto: allora appena il 10 percento delle signore ammetteva di essere stata infedele. Uno studio del 2011 condotto dall’American General Social Survey e sponsorizzato dalla National Science Foundation ha scoperto che le donne che prendono le distanze dalla monogamia sono aumentate dall’11 per cento del 1991 all’attuale 14 percento (fonte).

tradimento-400x300Ora, i nostri riferimenti non sono stati forse molto rigorosi, come fonte, e quindi facciamo uno sforzo finale cercando fra i dati di esperti matrimonialisti, che ci possono rammentare le principali cause di divorzio. Già nel 2013 (dati un po’ vecchi, ma questo è ciò che passa il convento) il 60% dei divorzi era imputabile alle infedeltà (anche questo dato, per molti ovvi motivi, potrebbe assai sottodimensionato – fonte; purtroppo la stessa associazione non ha dati più aggiornati).

In questo vecchio articolo molti dati sull’infedeltà in altri paesi e su fenomeni paralleli come lo scambismo mentre in questo i dati impressionanti sulla prostituzione, che comunque – qualora riguardi persone sposate – è indubbiamente una forma di tradimento.

Poi dovremmo discutere sui “triangoli”, coppie aperte, comuni (quelle che sopravvivono); quantunque consenzienti, questi rapporti promiscui non sono, a modo loro, forme di infedeltà, ancorché consensuali?

Conclusioni

Ora: guai a me fare l’elogio dell’infedeltà ma, come direbbe un sociologo, qualunque sia la causa del fenomeno (chimica, del liberismo, le scie chimiche…) è del tutto evidente che non si tratta di una disgrazia privata, una cosa sporadica che fa scandalo e di cui si parlerà per anni in paese; proprio no. La sessualità o, se proprio preferite, l’affettività oppure, ancora più vago: la ricerca della felicità, dilaga per il mondo e porta uomini e donne a cercare altri partner, provare nuove emozioni, ricreare lo stordimento dell’innamoramento e della passione. E questa cosa non è “moderna” ma – seguendo la letteratura sin da Omero – c’è sempre stata e, per piacere, riguarda uomini e donne all’incirca allo stesso modo, perché (fra eterosessuali) per ogni uomo che tradisce ci deve pur essere una donna che si fa complice di quel tradimento, e viceversa.

tradimenti-e-infedelta-le-scappatelle-fanno-b-L-KjbdAdLe mie vere conclusioni sono quindi queste: sono disponibile a criticare, anche aspramente, chi tradisce, per il fatto che non si sa assumere delle responsabilità, in primis quella che l’ha impegnat* verso il partner in un patto (di qualunque genere) di solidarietà, comunione e sostegno. Ha pochissima solidarietà da parte mia l’uomo di mezza età che abbandona moglie e figli perché una giovane ragazza gli fa falsamente rivivere una rinnovata ebrezza giovanile; pochissima comprensione anche per la ragazza, sia chiaro. Nessuna solidarietà a chi – abbandonando il/la coniuge o compagn* – lo/la lascia in condizioni di indigenza o gli nega la vicinanza dei figli, o si vendica di presunti torti in forme a volte poco caritatevoli. Insomma: quando l’ipocrisia dell’infedeltà si spezza e si rivela il tradimento, spesso le conseguenze sono tragiche per almeno uno dei coniugi. Questo provoca dolori, conseguenze per i figli… Ma per il resto si tratta, sempre e solamente, di responsabilità individuali, di maturazioni personali, di obiettivi, valori e orizzonti differenti di cui ciascun adulto deve, sempre, assumersi l’onere delle conseguenze. Non è mai il tradire, il problema; ma la paura, la menzogna, l’ipocrisia, la falsità che circonda l’unione di partner nella società borghese; la paura per la propria immagine sociale, la compromissione di relazioni, l’incapacità di gestire i figli, le ripercussioni sull’autostima… E’ questo che, realmente, rende sovente la vita di coppia ambigua, e il tradimento un’opzione reale. Questa ideologia di buone maniere, di buongiorno signora come sta suo marito? di perbenismo formale, sovrastrutturale, omologato.

La fedeltà, in realtà, è una scelta quotidiana. I due partner ogni giorno scelgono di riconfermarsi oppure no. Quando la passione dell’innamoramento lascia spazio infedeltà-separazioneall’amore coniugale, a quello verso i figli, e poi a un amore maturo e infine senile, dove la passione può essere dimenticata a favore di sentimenti di partecipazione reciproca, complicità, affetto nella condivisione di una memoria. Una scelta quotidiana della quale ci si assume la responsabilità, e che può cessare, anche all’improvviso, in qualunque momento. Perché la chimica ci sovrasta. O perché una persona ci scardina la vita e non sappiamo rinunciarvi.

2 commenti

  • Alla fine, come diceva Finardi, “l’amore non è nel cuore, ma é riconoscersi dall’odore”. Il che è perfetto per descrivere quell’innamoramento dominato dagli ormoni che fa lasciare l’affetto e memoria coniugale per cercare passioni e palpitazioni. E sempre così sarà.

  • Bella riflessione che condivido. A mio avviso il titolo è un pò fuorviante. Sembra che Le corna siano sopravvalutate come dato statistico e non del punto di vista del valore come poi spiegato nell’articolo.

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