Lo spread per dummy e Di Battista

Un politico di assoluto primo piano come Alessandro Di Battista dice che non bisogna guardare lo spread ma ascoltare la gente nei bar. Anzi, scrive testualmente “Pensate alla Patria, non allo spread”.

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Disgraziatamente non vado al bar e non frequento mercatini rionali, ché qui non ci sono, quindi certamente Dibba la sa più lunga di me. Ma come sanno invece i lettori di HR a noi non è che il parere del popolo dei bar, da dove a quanto pare vengono gli elettori 5 stelle, conti come competenza ed autorevolezza.

Mi accingo a spiegare perché se aumenta lo spread sarà un disastro. Come i nostri lettori sanno è un tema più per il collega Ottonieri, che di queste cose se ne intende parecchio, ma lui mi ha detto: “Scrivilo tu; se ce la fai tu che non ne capisci nulla lo potrà forse comprendere anche un grillino di media intelligenza”; (ha detto così, i leghisti non li ha nominati, probabilmente per loro non c’è più speranza…).

Ci provo:

  1. Lo spread è un indicatore; lui non è né buono né cattivo, registra semplicemente come va il differenziale fra i nostri interessi sul debito e quelli tedeschi. Perché proprio quelli tedeschi e non, per esempio, quelli albanesi, o spagnoli, o lettoni? A questa domanda mi rifiuto di rispondere, ma se l’avete appena fatta smettete pure di leggere, significa che proprio è impossibile spiegarvelo;
  2. più lo spead cresce, più crescono gli interessi sul nostro immenso debito pubblico; se  siete grillini o leghisti non sapete forse che abbiamo un debito pubblico colossale, il secondo del mondo per ampiezza, che cresce costantemente; quei simpaticoni dell’Istituto BruSchermata 2018-05-26 alle 18.07.36no Leoni hanno inventato un
    marchingegno che conta in tempo reale il nosttro debito che, al momento in cui scrivo, segna 2.325 miliardi di euro e rotti, ma se andate sulla loro pagina vedrete le cifre susseguirsi senza sosta, uno spettacolo ipnotico, a modo suo;
  3. la cosa funziona come col mutuo contratto con la vostra banca; se avete un mutuo a tasso variabile e il tasso cresce, cresce anche la rata che pagherete il mese prossimo, e questo è esattamente ciò che succede all’Italia che deve costantemente finanziare il debito emettendo nuovi titoli di Stato; al momento dell’emissione ci impegnamo a pagare – a chi ci compera codesti titoli – un interesse che varia in più o in meno a seconda di diverse variabili che lo spread semplicemente registra; più queste variabili sono negative (adesso ve le dico) e più i compratori del debito italiano chiedono maggiori garanzie sotto forma di maggiori interessi per la copertura del rischio. Chiaro? Stupidi italiani pieni di debiti! Volete che vi diamo soldi per pagare i vostri vizi, bene ecco i soldi, ma chiediamo un interesse del…
  4. i fattori negativi che influenzano i tassi di interesse, e vediamo riflessi nello spread, riguardano semplicemente la fiducia dei mercati, ovvero la fiducia dei compratori. Se volete fare affari comperando debiti pubblici di vari stati, comprereste debiti pubblici tedeschi o venezuelani? Americani o greci? Comperate debito pubblico tedesco se, sostanzialmente, non ci volete guadagnare nulla ma volete essere arci sicuri di non perdere nulla; comprerete quelli venezuelani se siete pazzi e siete disposti a correre il rischio di perdere tutto (e in effetti da mesi quel governo non paga i creditori). Insomma, è una banalissima legge di mercato; se agli speculatori i titoli italiani fanno abbastanza schifo e non si fidano da noi, o affoghiamo nel debito e dobbiamo rendere più allettante l’offerta promettento più soldi in cambio; in questo discorso della fiducia giocano poi un ruolo anche le famose agenzie di rating, come Standard & Poor’s o Moody’s, la quale ultima sta minacciando di declassarci dalle loro periodiche pagelle. Attualmente nella classifica (rating) di questi signori siamo due scalini sopra il livello “spazzatura” (fonte) e noi possiamo arrabbiarci quanto ci pare, sospettare manovre speculative e pregiudizi verso di noi, come credete, ma è del tutto evidente che queste pagelle sono ampiamente seguite da chi lavora in questo campo a livello internazionale;
  5. eb25ade4b9c29d39ec529c98276281b6ed è ora di parlare di quegli orridi speculatori, mostri della peggiore congiura pluto-giudo-tecno-sorosiana, che ci tengono per le palle col nostro debito (e con quello di chiunque altro); brutti manigoldi che chiamare strozzini sarebbe far torto agli strozzini. Adesso vi dico chiaramente chi sono, così Dibba potrà andare personalmente a casa loro e sputare in faccia a tutti quelli che incontrerà. Questi biechi figuri siamo noi. Sì, certo, anche molte banche, specie di quei mangiacrauti dei tedeschi, ma gli stranieri hanno solo il 31,3% del nostro debito, e sono costantemente in calo (fonte); una grande fetta del debito pubblico è tenuto da privati e aziende (tramite fondi di investimento o altro, forse anche voi avete sottoscritto qualcuno di questi, per la vostra pensione, per la laurea del nipote o altro) e infine, per la maggior parte, da banche italiane ma, in particolare, dalla Banca d’Italia che ha molto incrementato l’acquisto di titoli (fonte);
  6. e quindi, direte, ci siamo: in fondo lo sapevamo che tutto era colpa delle banche, giusto? E non ci siamo dimenticati che il governo Renzi le ha più volte salvate, quel nemico del popolo! E invece no, scusa Dibba ma questa è un’altra stupidaggine colossale. Per prima cosa le banche sono essenziali proprio per finanziare il debito, come abbiamo appena visto, e alcuni commentatori vedono con favore che anziché indebitarsi con speculatori internazionali ci si indebiti con istituti bancari domestici, cercando per questa via di “nazionalizzare il debito” (fonte). Dopodiché il sistema creditizio è fondamentale per lo sviluppo delle imprese, specie di quelli piccole e medie che costituiscono l’ossatura del sistema imprenditoriale italiano. Qui l’opinione pubblica è confusa da fatti di cronaca circoscritti e slogan populisti. Un sano sistema credizio è semplicemente fondamentale in una società capitalista come la nostra, e finché la rivoluzione proletaria non avrà cambiato questo stato di cose, le banche (oneste, coi conti in ordine, solvibilità eccetera) sono necessarie;
  7. in conclusione: il balletto di questi tre mesi fra Salvini e Di Maio, e la prospettiva di un governo che ha promesso ciò che ha promesso, ha dato un colpo feroce alla nostra traballante credibilità (ecco un fattore importante da aggiungere al punto 4); i mercati si sono allarmati, lo spread ha avuto un’impennata e stiamo già pagando, ora, senza ancor nulla avere fatto, svariati miliardi di Euro (i conti dipendono da vari fattori, potete leggere QUI); possiamo dire che se la corsa al rialzo salisse e si tornasse al drammatico 2012, l’aumento degli interessi si porterebbe via qualcosa come 30 miliardi di Euro (fonte), vale a dire quanto servirebbe a Di Maio per pagare il reddito di cittadinanza;
  8. la storia quindi è molto semplice: se non pagate il mutuo in banca, questa vi porta via la casa, quindi vi sentite il fiato sul collo e fate di tutto per pagare il debito. Il debito nazionale, essendo pubblico, non è di nessuno, e in pochi sembrano capire che dovere pagare più soldi di interessi per il debito significa dare meno servizi ai cittadini; non potere legiferare con indipendenza perché leggi onerose non ce le potremo permettere, e via discorrendo. Scuole. Lavoro. Sicurezza. Infrastrutture… Tutto costa. Ma bisogna avere i soldi.

Ammesso che anche Dibba abbia capito, qualcuno potrebbe chiedere quali siano le possibili soluzioni. Ce ne sono? La risposta positiva vi rinfrancherà. Certo, ci sono possibili soluzioni! Credo siano 3 e ve le elenco in ordine di possibilità che siano prese in considerazione dal nuovo governo; la prima, quindi, è probabilmente candidata a essere intrapresa, la seconda forse e la terza credo proprio di no: 

  1. iSchermata 2018-05-26 alle 19.09.12nfischiarsene, cosa credevate? E’ in assoluto la soluzione migliore, e che si fottano i tedeschi, notoriamente ottusi e storici nemici degli italiani, che cercano di discreditare il cambiamento in atto in Italia! Dai commenti sul profilo Feisbuk di Dibba sembra onestamente che andremo in questa direzione;
  2. andare il Europa col cappello in mano, come da decenni fanno tutti (nessuno escluso) i nostri politici; fare un po’ di ammuina, promettere (soprattutto promettere), piangere (uno dei detti più straordinari, chiagni e fotti!); gli europei disperati non crederanno una parola ma alla lunga, a furia di tira e molla acrobatici, quando saremo a un passo dal fallimento (default) si decideranno a mollare i schei, quei fessi;
  3. pagare il debito pubblico, cazzo!

Risorse:

One comment

  • Grazie della spiegazione, chiara come sempre. Provo ad aggiungere qualcosa di mio.
    Savona é il principale ma non l’unico interprete istituzionale/accademico del sentimento neo-anti-tedesco che parte della vulgata propugna, a proposito ne ha scritto Seminerio https://phastidio.net/2017/01/12/la-realta-un-noto-bias-filotedesco/
    Però si può dire che i tedeschi non si impegnino molto per disinnescare questo luogo comune: hanno un surplus sopra i limiti previsti dall’UE (ma a dir la verità lo sbilancio é quasi tutto extra-Europa); i loro giornali ci sfottono allegramente; pare che riescano a fare alcuni trucchi contabili sul debito legati alla loro struttura federale, ma se noi non ci riusciamo é perché siamo fessi non é colpa loro http://www.linkiesta.it/it/article/2014/07/08/i-cinque-trucchi-con-cui-la-germania-bara-sui-conti/22089/ (questo articolo potrebbe non essere più del tutto preciso).
    Indubbiamente l’Euro li ha favoriti più che a noi, ma per colpa della nostra incapacità.
    Aggiungi a questi aspetti le accuse che tracimano nel complottismo franco e che nutrono uno dei sentimenti più distruttivi, l’invidia.
    Sperem ben, ciao

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