Le fallacie logiche costituiscono il 90% del nostro pensiero

Sulla bacheca di un amico è comparsa questa foto: 

Schermata 2018-06-11 alle 14.38.07

Premesse fondamentali di contesto: questo amico Facebook è persona di ampia cultura e meriti intellettuali; sia per la professione esercitata sia per la rete di relazioni che certamente condivide è da considerare tutt’altro che sempliciotto, dotato di ogni strumento teorico e pratico per la comprensione della realtà che lo circonda. Ed è cattolico, come molti miei amici. Non ne dico di più perché non serve, non è di lui – che stimo – che voglio parlare, ma dovevo farvi ben capire che sto discutendo su un livello molto alto di persona, non sugli amici del bar di Dibba. La foto è condivisa dalla bacheca di un insegnante (anche qui, inutile dire il nome, non è mia intenzione additare singole persone) già candidato per il Popolo della Famiglia, il partitino ultracattolico integralista di Adinolfi. Nelle informazioni della sua bacheca Facebook c’è scritto che lavora nientemeno  che per il “Regno di Dio”, e i suoi stati sono tutto un delirio omofobo e clericale. Fatti suoi.

A corredo della strana foto questo suo commento:

Qualcuno (ad esempio il Governatore della Toscana, Enrico Rossi, del PD) dice che bisogna portare i bambini al Gay Pride. Questa è la foto di un bambino durante un Gay Pride. Il bambino, comunque, è l’unico che ha capito tutto: il Gay Pride è ripugnante. È urgente salvare l’infanzia!!!

I commenti degli amici del Tizio sono tutti all’insegna dello scandalo con profluvio di citazioni bibliche, come quella simpatica di legarsi una pietra da macina al collo e via a seguire.

Perché il tutto è una scemenza colossale? Provo a spiegarvelo:

  1. La foto è molto vecchia (io l’ho trovata datata 2010…); questo particolare è poco significativo, lo so, se non nel senso che ciclicamente vecchie foto, vecchi cartelli, così come vecchi fake, girano e ritornano per far sembrare attuale (e quindi  minaccioso ora, proprio ADESSO che leggete), fatti che sono già passati ripetutamente nel laminatoio della cronaca e dei social (fate una ricerca per immagini e troverete questa in decine e decine di siti di tutto il mondo; quindi: NON è il Gay Pride 2016 a Roma come qualche spacciatore di fake ha scritto); 
  2. cosa vediamo esattamente nella foto? Un bambino piangente (o schifato? o che fa le boccacce?) che sembra guardare i genitali dell’uomo nudo. Scrivo ‘sembra’ perché a me onestamente pare che guardi oltre, con una linea visiva che sfiora l’uomo ma lo supera. Io non posso dirlo con certezza, ma nessuno può dire il contrario perché – come noiosamente sempre in questi casi – la foto è fuori contesto;
  3. Schermata 2018-06-11 alle 15.09.07ma supponiamo che guardi l’uomo; noi lo vediamo nudo di spalle, ma non sappiamo se davanti a sé è più o meno coperto. Nella stessa bacheca del candidato adinolfiano troviamo per esempio questa ulteriore foto (fra altre – questo è un dettaglio della foto); come  vedete l’uomo nudo con le corna ha i genitali racchiusi in una protezione che – posso ipotizzare – lo lascia nudo dietro. Dell’uomo della foto incriminata manca qualunque inquadratura davanti, e quindi non possiamo sapere se è nudo col gingillo al vento o, molto più probabilmente, semi-nudo col gingillo al riparo, come si nota guardando decine e decine di foto di gay pride: uomini (e donne) sguaiati, provocatori, anche di cattivo gusto, se volete, a volte seminudi ma coi genitali coperti;
  4. goodfellas-jock-yellow-500x500vorrei far notare che di costumi maschili di pessimo gusto che lasciano pochissimo alla fantasia se ne vendono molti e si trovano nelle spiagge dove razzolano famigliole timorate di dio.
  5. E veniamo al povero bambino; che forse guarda da un’altra parte; che forse piange perché voleva un gelato e suo padre gli ha dato una sberla; che forse guarda un idiota con il pene racchiuso da una conchiglia… Supponiamo che il povero bambino stia guardando il pene di un uomo. Essendo – il bimbo – un maschietto, conosce il pene e grosso modo lo usa più volte al dì. Per quale cacchio di motivo dovrebbe piangere nel vederne uno? Guardate che è un bel mistero… Se si tratta di un bambino molto timido e represso, proveniente da una famiglia sessuofoba e con una madre che le ha sempre mostrato disgusto per la sgrullatina finale, beh, sì, forse il bimbo potrebbe mostrare vergogna di fronte all’esibizione; imbarazzo; stupore; ma perché diavolo dovrebbe mettersi a piangere? E poi: se viene da una famiglia puritana, perché diavolo gironzola per il gay pride?
  6. e se invece viene da una famiglia diciamo “normale” (in senso statistico) a quell’età ci sono 80 probabilità su 100 che abbia visto genitori o fratelli nudi, nonché tette e culi di decine e decine di star e testimonial in TV. Perché diavolo – una volta ancora – dovrebbe piangere? E poi: che diavolo di padre lo trascina a strattoni nel gay pride, costringendolo a uno spettacolo di perversione, lasciandolo stremato e pieni di dubbi sulla propria identità sessuale? (l’omosessualità, si sa, è contagiosa; si prende coi vaccini e frequentando gay pride).

Attenzione alle conclusioni che sono importanti. Anche se in teoria possibile, non ho nessuna voglia di fare un’articolata ricerca in Internet per ricostruire la storia di questa foto e di quel bambino. Immagino che si possa fare, io non sono in grado ma non è questo il punto. Il punto è che oggi, su una qualunque bacheca Facebook, una foto così viene giudicata non per quello che mostra, ma per quello che si fa credere mostri, e tutti (‘tutti’ un cavolo: alcuni) dietro come pecore a maledire biblicamente, invocare reati inesistenti e sciogliersi in lacrime per il povero pargolo. Ma (MA…) noi non sappiamo nulla del povero pargolo, cosa stesse guardando e, specialmente, perché piangesse. Io scommetterei un euro che piangeva per un capriccio e ha preso una sberla; o era caldo e si era stufato di camminare; o gli scappava la pipì… Chi può dirlo? Guardava davvero il pene esposto di un uomo e la visione gli ha scatenato un pianto irrefrenabile segnandolo per tutta la sua vita? Ma davvero davvero?

Ora: miai cari amici. Più o meno il 50% delle foto che appaiono su Facebook sono possibili oggetti di manipolazioni, interpretazioni di parte, veri e propri falsi. FALSI, a sostegno di una tesi. Perché mentire sapendo di farlo per una causa giusta (e quale causa può essere più giusta di un povero bambino traumatizzato da un branco di pervertiti?) non è reato, non è peccato, no, è fare del bene. Se il motivo è fare del bene, chi se ne importa di un fake; tutto sommato, anche se non fosse vero, è quanto meno possibile, ipoteticamente plausibile. E tanto basta.

Ecco perché hanno vinto Di Maio e Salvini.