Comunisti

A Roma Elisabetta Canitano, leader della lista Potere Al Popolo! (col punto esclamativo incorporato), ha raccolto 6.562 voti, pari al lo 0,60%. Subito sopra a Paolo Berdini, candidato sindaco di una coalizione che includeva anche Rifondazione, che ha preso 4.677 voti, pari allo 0,42%. Battute quindi alla grande Micaela Quintavalle, Partito Comunista, che di voti ne ha presi soli 3.753 (0,34%) e Cristina Cirillo, Partito Comunista Italiano, 3.231 (0,29%). Naturalmente questo è niente di fronte alla delusione di Francesco Grisolia, Partito Comunista dei Lavoratori, che di voti ne ha raccattati 508, pari allo 0,05% del cucuzzaro, che si salva dall’onta dell’ultima piazza grazie al Partito delle buone maniere (0,03%) e dei Bambini del mondo (0,02%). Avrei voluto raccontarvi chi sono questi comunisti, ma l’intreccio di fusioni e scissioni a un certo punto mi ha confuso, non capendo più chi era il partito madre, chi si era scisso da chi, riaggregato, fuso in nuovo soggetto che poi ha generato una nuova scissione e, insomma, ho rinunciato. Perdonatemi.

Fatto sta che tutti assieme questi comunisti prendono l’1,70% dei voti, al netto delle disquisizioni se presentandosi tutti assieme avrebbero preso di più o di meno. È evidente che questi micro-partiti si presentano alle competizioni elettorali per darsi visibilità, per regolare i rapporti di forza nella loro area, per contarsi. Ebbene, si sono contati. Tutti assieme valgono l’1,70%, e divisi valgono al massimo lo 0,60% di Potere al popolo!. A me sorgono spontanee due domande, tutte retoricissime, quindi non darò alcuna risposta:

  • ma davvero non ci sono più i comunisti? Ma davvero davvero? Eppure io mi ricordo la folla, la massa, l’enorme popolo comunista con le bandiere rosse che riempiva Piazza San Giovanni, e tutti che cantavano Avanti popolo, che Bella Ciao gli faceva un baffo… E non sono Matusalemme, non parlo di secoli fa ma solo di alcune decine di anni or sono. (Promemoria: questo riguarda i mutamenti culturali, o semplicemente una deriva identitaria, per la quale caduti certi vincoli alé! liberi tutti?);
  • ma davvero ci sono ancora dei comunisti? Ma davvero davvero? Ma costoro hanno studiato un po’ di Storia? Un pizzico di sociologia politica, che so? di economia di base? Non ho la voglia e il tempo per andare a cercare le loro dichiarazioni politiche, i loro programmi, per compararli con i principali capitoli della teoria marxista leninista ai quali dicono di ispirarsi, ma sul serio posso e devo pensare che sono rimasti a quei principi, non storicizzati (come ha insegnato a fare Marx), non confrontati con la realtà (come ha insegnato a fare Lenin)? Boh… (Promemoria: qui c’è il bisogno identitario estremo, quello settario: pochi, ma con una fortissima verità contro tutto il mondo; o è l’ultima estrema forma di resistenza contro un mondo omologato, che trova nel comunismo una luogo dove abitare ma senza l’urgenza di “essere comunisti”?).

Io conosco il grande spessore della teoria marxista, e riconosco il valore, il senso, perfino la necessità di quella che chiamerei la grande epopea del comunismo, dalla rivoluzione d’ottobre alla resistenza al nazi-fascismo. E qui non sto parlando dei tragici errori dello stalinismo, dell’invasione dell’Ungheria e dei milioni di morti causati dai regimi comunisti perché, non appaia paradossale, anche quegli orrori sono componenti del fascino obliquo del comunismo, il camminare in una zona d’ombra, la fatica di coniugare l’ideale con la prassi, la ricerca esasperata del giusto e del vero che ha perduto decine di grandi uomini lungo tutta la storia dell’umanità, partiti da grandi idee e finiti come torturatori, sterminatori e stupratori di popoli. Io conosco abbastanza bene tutto questo ma, con una visione delle cose ancorata al presente, ne riconosco la finitezza. Quel periodo è finito; quelle teorie sono desuete; la Storia che dobbiamo costruire è un’altra, e se c’è un insegnamento che Marx ci ha lasciato è proprio in quel materialismo storico che pretende di interpretare il presente alla luce dei fatti, e non in base a idee cristallizzate del passato, larve di verità, ideologie buone per un perverso Risiko fra chi sia veramente più comunista dell’altro.

Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dall’ideologia…