Viva i nostri, abbasso i loro!

Questo post è un esercizio di fantasia. Dovrete immedesimarvi in una storia immaginaria, va bene? Se siete privi di qualunque briciolo di creatività e di capacità di astrazione farete fatica, ma suppongo che in quel caso non sareste neppure lettori di HR.

Cominciamo.

Immagino che una buona parte di lettori sia di sinistra, di centro-sinistra, moderati e giù di lì. A meno che non siate capitati su HR per caso, sicuramente non siete di destra. Questo è importante perché l’esercizio fantastico che vi propongo parte dall’idea che siate di quest’area culturale e politica che va, diciamo, da Calenda a Fratoianni (che già è diversissima, lo so, adesso non importa).

Contesto immaginario: ci sono le elezioni politiche. Non queste, delle altre di fantasia. E per la prima volta in decenni sentite, capite, sapete che è la volta buona, che daremo cappotto agli avversari e faremo una grande vittoria, trascinati da una pasionaria di sinistra, una donna che si è distinta da numerosi anni per la coerenza del suo messaggio autenticamente democratico, egualitarista ma anche concreto, moderato. Una donna dall’aspetto autorevole, una donna con trascorsi politici a tutto tondo che dà garanzie di sapere cosa dice ora e cosa farà domani, una volta a Palazzo Chigi. La prima donna premier italiana!, una bandiera, una svolta, un simbolo capace di attrarre grandemente masse di elettori, che assieme infrangeranno – ed era ora! – un mito maschilista e allo stesso tempo porteranno al Governo una persona realmente capace.

E non è finita, nossignori! Altri due grandi leader hanno deciso di sostenere la Nostra nella sua corsa verso un’Italia migliore: il primo si distingue per un eccezionale attivismo, per un’innata simpatia e una straordinaria carica comunicativa, poco incline a rispettare stanche e usurate convenzioni borghesi; lui dice pane al pane, quando parla di tasse, di immigrati, di sicurezza… sa arrivare dritto al cuore degli italiani facendoli sentire compresi, capiti, amati. Il secondo Dioscuro è un anziano signore, grande imprenditore e persona di acclarato successo, che malgrado l’ età che avanza si è reso generosamente disponibile per promuovere un‘Italia migliore, democratica, pluralista ed inclusiva. 

Questo formidabile trio accoglie simpatie in settori industriali e culturali, nelle città e nelle periferie da sempre dimenticate da “quegli altri”, cattura i giovani senza futuro, gli operai preoccuparti, le famiglie che non arrivano a fine mese. Gli avversari della destra, ormai schiacciati nelle loro responsabilità, cercano di diffondere bugie e falsità per screditare la coalizione vincente, ma il popolo sa. Il popolo riconosce i suoi veri difensori e sa difendere i propri reali interessi. 

Potete a questo punto capire la gioia del successo elettorale. Anni di duro lavoro e sacrifici, passati a spiegare agli italiani perché gli avversari fossero falsi, incapaci, truffaldini. Difficile far passare messaggi nuovi, visto che la maggior parte dei mass media è schierata con loro, ma è stato sufficiente credere che il popolo non fosse bue, che gli elettori avessero una capacità di lettura e decisione, una sensibilità al vero. E quindi, al dunque, si è vinto!


Va bene, usciamo dalla metafora: scommetto che non avevate capito che i tre leader tratteggiati qui sono Meloni, Salvini e Berlusconi. Ci siete cascati!

Il punto è il seguente: voi cari lettori di HR (la maggioranza dei fedeli lettori, moderati o di sinistra) siete sostenitori dei vostri amati leader esattamente come lo sono i vostri avversari. Voi pensate che Meloni Presidente del Consiglio dei ministri sia una tragedia ma, dovete assolutamente capire, loro pensano che la sinistra sia una disgrazia e che Letta sia un disastro. Lo so bene che voi avete dati, numeri e aneddoti per argomentare come la destra sia la peggiore disgrazia che possa capitare all’Italia, ma loro hanno sacco di dati e aneddoti per argomentare come la sinistra abbia condotto l’Italia al disastro.

In conclusione voglio dire due cose molto semplici:

  • un po’ di sano relativismo fa bene; la sinistra non possiede la verità per qualche ragione sovra-storica, immanente, semmai divina; se non capiamo questo, continuiamo con il fardello del bagaglio ideologico, fideistico, prepolitico col quale abbiamo ragionato negli ultimi 30 anni (di più, forse?);
  • se non mettete da parte le appartenenze, le passioni, le credenze, le identità, le idee precotte, le ideologie, il nonno partigiano, la fede cattolica, il Partito (con la “P” maiuscola) etc., non guarderete mai ciò che va guardato: i programmi, i problemi, le soluzioni concrete, i costi e benefici di qualunque azione politica, la verità (per quanto possibile) dietro e oltre gli slogan.

Ed è esattamente così che la destra vincerà le elezioni del 25 settembre.

La soluzione? A me pare piuttosto evidente. Comunque sia non si trova nella vostra fede, nella vostra credenza, nella vostra appartenenza ma solo, eventualmente, nella vostra ragione. Il razionalismo (ovvero l’impegno alla riflessione logica, scevra da ideologismo) è l’unica guida all’agire politico, e l’unico metodo per argomentare o contro argomentare agli avversari. Il resto, tutto il resto, vale zero.

(P.S. Fra pochissimi giorni parleremo di razionalismo in modo chiaro…)