Darwin assediato dai creazionisti

[I dati qui presentati sono stati aggiornati con un post del 21 Marzo 2018]

Ho visto ieri sera un vecchio film del ’60 di Stanley Kramer che in italiano si chiama … e l’uomo creò Satana (titolo orribile, anche se in effetti è una citazione dal film) mentre l’originale inglese è Inherit the Wind (citazione biblica: Proverbi, 11:29: He that troubleth his own house shall inherit the wind:/ and the fool shall be servant to the wise of heart); con uno Spencer Tracy in forma nel ruolo dell’avvocato liberale e uno spettacoloso Gene Kelly nel ruolo del giornalista che gioca a fare il cinico. Il film riprende un’opera teatrale di qualche anno prima, che si rifaceva a sua volta a un caso giudiziario reale avvenuto nel 1925 in Tennessee dove un professore, John T. Scopes, venne accusato di avere insegnato ai suoi scolari l’evoluzionismo darwiniano, contrariamente alle leggi dello Stato che imponevano le tesi creazioniste. “Imponevano”, capito?

Avevo già visto il film e lo ricordavo meglio, onestamente, ma se vi capita guardatelo, vale la pena: anche se i caratteristi creazionisti (il pubblico ministero sopra tutti) appaiono eccessivamente macchiettistici, l’idea che si tratti di una storia vera, non poi così lontana negli anni, dovrebbe incuriosirvi.

John T. Scopes

La vicinanza ai giorni nostri è assai più reale di quanto crediate: non si tratta solo dei novant’anni che ci separano dal processo dello Stato del Tennessee contro Scopes, ma dell’attualità del fatto che il creazionismo è ancora di grande attualità e, di converso, l’evoluzionismo è tuttora rigettato (e combattuto) non già presso i Talebani ma nella colta, civilizzata, moderna Europa, per non parlare dei progressisti, ipermoderni Stati Uniti d’America.

Anche se i dati di questo genere sono sempre abbastanza problematici e basati ovviamente su sondaggi, il non più recentissimo Gallup (Giugno 2012) rivela che il 46% degli americani crede nel creazionismo duro:

Forty-six percent of Americans believe in the creationist view that God created humans in their present form at one time within the last 10,000 years. The prevalence of this creationist view of the origin of humans is essentially unchanged from 30 years ago, when Gallup first asked the question. About a third of Americans believe that humans evolved, but with God’s guidance; 15% say humans evolved, but that God had no part in the process.

Poiché mi pare sconcertante vorrei ribadire: una delle tre risposte possibili era:

Human beings haved developed over millions of years from less advanced forms of life, but God guided this process.

Questa risposta metterebbe d’accordo prove scientifiche considerate fra le più “certe” nel campo scientifico con la fede religiosa. La datazione inoppugnabile di reperti fossili vecchi di milioni di anni con la parola della Bibbia, con la ragionevole interpretazione della Genesi come allegoria (come, peraltro, vengono interpretate ora come allegoria ora come mero esempio e ora come errore “tecnico” insignificante rispetto al magistero più alto molte parti del libro sacro). Questa opzione di risposta ha raccolto quasi un terzo di risposte lasciando a un altro 46% la posizione intransigente (= 8.000 anni fa Dio ha creato l’uomo così com’è ora) e al residuo 15% (QUINDICIPERCENTO!!) l’idea evolutiva darwiniana senza intromissioni divine.

Guardando il grafico Gallup – che esegue questo sondaggio ogni due anni – non si notano curve particolarmente significative nel tempo.

Gallup

Non è finita.

Lo stesso sondaggio rivela che due terzi degli americani vorrebbero che il creazionismo fosse insegnato nelle scuole assieme all’evoluzionismo, ma il 37% vorrebbe fosse insegnato invece dell’evoluzionismo. Nella Bible belt (sud-est degli Stati Uniti) in alcuni College e Università si insegna solo il creazionismo.

Dati abbastanza diversi da parte del Pew Research Centre che ha pubblicato il mese scorso dati secondo i quali il 33% crede che Dio abbia creato l’uomo così com’è e il 24% che Dio ha guidato il processo evolutivo (anche Pew sostiene la stabilità dei suoi dati, rilevati dal 2009).

I dati di Pew sono interessanti perché incrociati con le appartenenze religiose e politiche sulle quali non mi intrattengo qui.

Non è qui il luogo per parlare di affidabilità dei sondaggi, ma che sia il 46% di Gallup o il 33% di Pew mi pare un’enormità nella ipertecnologica, superinformata, cosmica, multiculturale, siliconvalleyata, hollywoodiana e non so cos’altro America del XXI Secolo.

E nel resto del mondo? Un articolo del 2005 su Science ci aiuta: peggio degli Stati Uniti solo la Turchia, e meglio tutti gli altri Paesi oggetto dell’indagine, come vedete nella figura (attenzione: qui la domanda era differente rispetto a quella delle indagini americane viste sopra e chiedeva semplicemente di dichiarare vera o falsa l’affermazione: “Human beings, as we know them, developed from earlier species of animals”).

 publicAcceptanceEvolution

È difficile reperire dati organici su questo argomento e quindi evito di riportare informazioni frammentarie su inquietanti attacchi all’evoluzionismo da parte di governi, istituzioni, centri culturali in Paesi dove operazioni di censura anti-scientifica possono essere facilmente approvati e, nei nostri giornali, scompaiono in trafiletti di pagine interne.

Il dogmatismo della fede – come in questo caso – è una delle quattro forme di formazione di una credenza che descrive Charles Peirce (il fondatore della semiotica), che in un articoletto del 1870 (Il fissarsi della credenza) così riepiloga:

  1. la tenacia, un abito mentale che ci fa aggrappare a una certezza combattendo contro ogni dubbio che ci metterebbe in ansia e in crisi;
  2. l’autorità che impone un modo di pensare creando col tempo un costume mentale nei cittadini ad essa soggetti;
  3. l’a priori, che assomiglia a una falsa liberalità e flessibilità facente appello comunque a una ragione ultima indiscutibile;
  4. il metodo scientifico, che ovviamente Peirce ritiene l’unico valido.

Sul dogmatismo di cui al secondo punto Peirce ha parole quasi profetiche, se pensiamo agli orrori della prima metà del secolo successivo:

Questo metodo [dell’autorità], fin dai tempi antichi, è stato uno dei mezzi principali per sostenere dottrine teologiche e politiche corrette e per preservare il loro carattere universale e cattolico […]. Dovunque vi era un’aristocrazia o una corporazione o qualsiasi associazione di una classe di uomini i cui interessi dipendono o si suppone che dipendano da certe proposizioni, si troverà inevitabilmente traccia di questo prodotto naturale del sentimento sociale.

Potreste ritenere che l’essere il punto culminante dell’evoluzione di un’ameba in scimmia, oppure l’ispirato soffio vitale di un dio benevolo, non ha nulla a che fare con lo spread, il governo Renzi, gli OGM o il prossimo sbarco su Marte, ma non è così. La “credenza” assoluta, disposta a ignorare prove scientifiche ed evidenze empiriche, ha a che fare con un’idea di verità assoluta e trascendente, di cui abbiamo già parlato in questo blog, che tracima dalla fede religiosa alla vita civile. In nome di questi tipi di credenze si educano in un determinato modo i bambini; si indirizza la scienza e la tecnologia; si promulgano leggi, impongono costumi e puniscono devianti; si fanno guerre; si uccidono persone, menti, idee. Il dogmatismo ottuso, assoluto, cieco, va combattuto in qualunque forma e in qualunque caso: che sia gridato da un prete, da uno scienziato, da un filosofo o da un politico.

Viva tutti i John Scopes della Terra!

Altre risorse: