10 Volte Meglio… sarà meglio?

Mentre nei partiti più noti si consumano le ultime ore di lotte interne per un posto in lista, per un collegio “buono”, per piazzare i fedelissimi e spiazzare gli scettici, i “piccoli e nuovi” sono impegnati in una corsa all’ultima firma che, quando leggerete questo post, sarà già terminata in un senso o nell’altro. Se +Europa di Emma Bonino è riuscito a evitare questo obbligo “apparentandosi” con Bruno Tabacci, c’è chi non ha ovviamente a disposizione soluzioni come questa e deve guadagnarsi la possibilità di presentare le liste elettorali raccogliendo firme in tutta Italia.

Tra questi, c’è un “soggetto” che ha attirato la mia attenzione, dato che come sapete in questo periodo Hic Rhodus ha aperto un “dossier” sulle prossime elezioni e osserva con interesse non scevro da un generale pessimismo le varie anime dell’offerta politica italiana. Questo soggetto è 10 Volte Meglio, una formazione nuovissima, costituita da startupper e innovatori, che a prima vista ha piuttosto l’aria di un think tank che di un partito.
Se leggiamo il manifesto e il programma (questi sì, sono termini politici 1.0) pubblicati sul loro sito web www.diecivoltemeglio.com, possiamo capire la focalizzazione molto precisa che hanno scelto. Non sorprendentemente, nel programma ci sono dieci punti prioritari, che sono un interessante mix di cose prevedibili e qualche sorpresa, a partire dal primo dei punti, che è una scelta di campo inequivocabile:

  1. Ricerca della felicità
  2. Creazione di posti di lavoro
  3. Tecnologie emergenti
  4. Imprese
  5. Educazione e cultura
  6. Merito
  7. Turismo
  8. Ambiente, energia e trasporti
  9. Il Piano del Sud
  10. Digitalizzazione

Nettamente in secondo piano, o assenti del tutto, molti dei temi che costituiscono il 90% del dibattito politico mainstream in questo periodo: niente titoli su immigrati, pensioni, Euro; qualcosa su Europa e sanità, prevalentemente indiretto il discorso sul debito pubblico. Il tema delle tasse, invece, attraversa diversi dei capitoli del programma, ad esempio sotto forma di agevolazioni per le nuove imprese e per specifiche aree del paese. Un elemento che però emerge chiaramente è che questo non è un programma per vecchi.

E infatti il target di 10 Volte Meglio è dichiaratamente quel mondo dai confini indefiniti che alcuni chiamano dei Millennials, ma che già parecchio tempo fa anche qui abbiamo visto essere costituito in realtà ormai da diverse generazioni, dai neo-diciottenni che s’affacciano al diritto di voto certo poco sensibili ai bonus renziani, fino ai trentacinquenni, che diciott’anni li avevano appunto al volgere del millennio, e che sono considerati ancora “giovani” forse per scarsità di occasioni. Avendo assistito a uno degli incontri pubblici di 10VM, ho potuto ascoltare direttamente da uno dei fondatori che la loro è un’iniziativa “strategica”, con obiettivi a 10 anni, contando sul fatto che in questo lasso di tempo le nuove generazioni di cui parlavo, accomunate dall’interesse per cambiare radicalmente il paese in senso digitale, tecnologico, culturale, possano riuscire anche grazie a 10VM a liberarsi dalle pastoie della politica attuale, che parla e pensa ai vecchi. Per questo certi temi, apparentemente importanti qui e ora, sono poco interessanti per 10VM: perché pensano che a lungo termine saranno meno decisivi, ad esempio, dell’educazione o dell’impulso alla vocazione turistica dell’Italia e del Meridione.

Naturalmente, avere delle idee innovative non significa essere capaci di realizzarle. Da questo punto di vista, un elemento decisivo ovviamente è chi siano le persone che guidano 10VM; i fondatori (l’elenco è qui) sono soprattutto giovani imprenditori, creatori di startup, eccetera, piuttosto conosciuti nel loro settore. Gente giovane, sicuramente capace e in linea con l’impostazione di 10VM; gente, anche, sicuramente un po’ lontana dalla politica, e chissà se questo possa essere un bene o un male (la politica, in sé, è una cosa seria e difficile). Certo però che quando, come ha appena fatto Bezzicante su queste pagine, osservo che Beppe Grillo si propone come guru della modernità perché favoleggia di tecnologie come la Blockchain, con narrazioni alla Marco Polo su come siano usate in terre esotiche come l’Estonia o la Mongolia, mi ribello violentemente, perché queste tecnologie non sono un vago futuro ma la realtà, e non chissà dove, ma qui in Italia, dove persone come quelle che propone 10VM non solo le conoscono, ma le usano, ci hanno costruito imprese, progettano di cambiarci la vita, il tutto nella totale incomprensione della politica mainstream.

In conclusione: non so, mentre scrivo, se lo sforzo di 10 Volte Meglio per raccogliere firme sufficienti a presentarsi avrà successo, né so se la loro idea di puntare a un Ministero per l’Innovazione nella prossima legislatura sia realistica. Se, da un lato, si tratta di un’iniziativa con un forse troppo forte sapore imprenditoriale, dall’altro è difficile non augurarsi che qualcuno davvero riesca a ritagliare uno spazio nella nostra politica per una visione strategica, orientata ai giovani e non ai pensionati e pensionandi, guidata dalle opportunità della contemporaneità e non nostalgica degli anni Settanta. Lo abbiamo scritto qui tante volte, che sarebbe incoerente non guardare almeno con interesse a questo tentativo.

2 commenti

  • Ho dato un’occhiata al programma e, sinceramente, lo trovo alquanto leggerino, e mancante di voci assolutamente imprescindibili come la politica estera e la lotta all’evasione…in generale troverei molto utile che ogni partito fornisse un programma che fosse strutturato per obiettivi e per voci: obiettivi macro, singoli traguardi intermedi, azioni da intraprendere, COSTI e COPERTURE, OSTACOLI ED OPPOSIZIONI, parametri di valutazione…

  • Siete sicuri che debbano raccogliere le firme? Perché a me risulta che in base alla legge elettorale quest’obbligo valga solo per chi non ha avuto nessun rapporto con le forze politiche in Parlamento della legislatura uscente, e 10voltemeglio si è appena alleata con Alternativa Libera (ex grillini) [fonte: http://www.alternativalibera.org/artini-10-volte-meglio/ ].
    Quanto ai contenuti: BAH. Condivido il commento di Giovanni, qui sopra, e aggiungo che la sensazione è di trovarsi di fronte all’ennesimo gruppo di individui convinti che l’imprenditore sia un mestiere in fin dei conti molto simile (se non uguale) al politico (“dirigo un’azienda/ho fondato una startup, ergo sarei anche un buon politico).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...