Tutte le colpe della Grecia (dalle quali l’Italia deve cercare di imparare qualcosa finché è in tempo)

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Lo Stato greco è l’unica mafia al mondo che sia riuscita a fare bancarotta (Petros Markaris).

Il tira e molla di Tsipras e Varoufakis (al momento in cui scrivo siamo in fase “tira”) avviene in un momento drammatico in cui l’enorme debito pubblico greco, in combinato disposto con altri fattori (perdurante crisi, debolezza economica strutturale, enorme evasione fiscale) lascia i nostri vicini a ballare sull’orlo di un precipizio che, qualora cadessero, avrebbe reazioni a catena non indifferenti. Che il governo Tsipras cerchi di massimizzare i benefici per il suo popolo prima di cedere alle richieste di Bruxelles è comprensibile e che abbia il desiderio e la convenienza a restare in Europa già l’abbiamo scritto precedentemente, ma ogni giorno che passa la situazione si deteriora un po’ di più e la soluzione si allontana di qualche passo; difficile calcolare freddamente il momento in cui le parti in gioco dovranno rapidamente cedere e accordarsi (che poi si tratterebbe di accordi temporanei e parziali per dare tempo di concordare nuovi accordi…).

possiede-debito-greciaNon so voi, ma io tifo per una soluzione accettabile da tutti, che eviti l’uscita traumatica della Grecia dall’Euro, sia perché i greci mi sono simpatici sia perché gli abbiamo prestato 40 miliardi di Euro e desidero, come italiano, che ci tornino indietro (diamine, 670 di quegli Euro sono miei!). Ciò detto, e considerando che senza ombra di dubbio la Troika (ora Brussels Group) ha avute responsabilità pesanti e notevole cecità strategica, bisognerà pur dire che le colpe della Grecia sono state molte, rilevanti e continue (e stanno continuando col governo Tsipras); colpe che sono fondamentalmente basate su una finanza discutibile e sul continuo aumento del debito pubblico; se in anni passati questa colpa poteva essere poco comprensibile al popolo greco (nel senso che traeva benefici da questa spesa incontrollata ma ancora nessuno aveva chiesto di pagare il conto), oggi che la questione è esplosa così drammaticamente viene da chiedersi come sia possibile che si continui su questa strada.

Vi fornisco alcuni esempi di sprechi e incapacità che hanno portato la Grecia all’attuale situazione (alcuni di questi sono state superati di recente):

  • trucchi ripetuti nei conti pubblici e conseguenti false dichiarazioni del governo greco all’Europa (fonte; un’interpretazione diversa che rifiuta l’ipotesi di un falso la trovate QUI ma la sostanza cambia poco);
  • evasione fiscale e falsi catastali come prassi; economia sommersa dilagante; spese insostenibili per le Olimpiadi del 2004; salari e pensioni del settore pubblico pari all’80% della spesa; stipendi pubblici in costante crescita; pensionamenti a 50 anni per professioni usuranti (fra le quali cuochi, annunciatori radiofonici, estetisti) (fonte);
  • privilegi inaccettabili e stravaganti: i preti ortodossi pagati dallo Stato (fonte); le figlie nubili dei dipendenti pubblici avevano uno stipendio dal governo; i barbieri potevano andare in pensione a 50 anni in quanto maneggiavano “sostanze pericolose” (fonte); gli armatori non pagano tasse su profitti all’estero, e questo è addirittura scritto in Costituzione! (fonte);
  • spese incomprensibili come i 770.000 Euro per la rimozione dei graffiti ad Atene (fonte) o l’ammodernamento di aeroporti inefficaci (e qui c’è anche l’Italia; fonte);
  • spese militari insostenibili (Grecia 18^ nel ranking mondiale col 3,6% del PIL – media europea 2,0%; fonte).

pil-debito-greciaInsomma, il problema è il solito: si spende troppo (per accontentare il popolo) e si riscuotono malamente poche tasse senza perseguire realmente la grande evasione (per non scontentare il popolo); morale: debito che cresce. Come sottolineano molti commentatori economici la Grecia (ma vale anche per l’Italia…) ha avuta una straordinaria occasione di risanamento dovuta all’ingresso nell’Euro (riduzione importante del tasso di interesse sul debito, riduzione dell’inflazione…) ma non l’ha saputa cogliere; “non l’ha saputa cogliere” significa una generazione politica colpevole che ha preferito continuare la politica populista dei benefici indiscriminati aumentando il deficit fin quando, con la crisi economica, i nodi non sono venuti rapidamente e ineluttabilmente al pettine:

Unfortunately, the Greek governments of the period 2001-2009 did not take advantage of the low inflation environment and they ran fiscal deficits of 6 per cent of GDP on the average while they also increased the share of the government spending in the economy. Thus, when the negative effects of the 2007-2009 financial turmoil reached the eurozone and worries over the fiscal problems of Greece and other European countries started to emerged then it was made clear that two hidden problems of the Greek economy remained unaddressed were brought to the surface emphatically once again. The tranquil years of 2001-2009 have led the markets to ignore these two fundamental problems of the Greek economy (Georgios P. Kouretas, The Greek Debt Crisis: Origins and Implications; un documento interessante e completo che vi invito a leggere per intero).

Greek-BureaucratsTutto questo articolato marchingegno di sprechi e privilegi sta continuando con Tsipras. Per esempio il capitolo della previdenza è in Grecia insostenibile, con deroghe e “finestre” che consentono ai greci di andare mediamente in pensione a 62 anni, con un impegno del 16% del PIL (media UE 11-12%), una spesa sociale del 24% del PIL, il dilagare di pensioni false e Syriza che vuole reintrodurre la 13^ (fonte). Le assunzioni nel già affollato settore pubblico stanno continuando (fonte). Il fatto è che i greci – come tutti gli altri europei che stanno impartendo loro lezioni – vorrebbero mangiare a pranzo e a cena, e che i privilegi si mescolano ai diritti in maniera inestricabile. Per esempio fra le assunzioni nel comparto pubblico ci sono 4.000 dipendenti licenziati sulla scia delle imposizioni della Troika; quei 4.000 devono pur mangiare, assieme alle loro famiglie, anche se le loro precedenti assunzioni sono probabilmente frutto dell’insana dilatazione del comparto per ragioni di clientela. Bel dilemma: se sei assunto per fare poco e male e come forma di controllo populista della pace sociale (come si è fatto per decenni in Italia con centinaia di migliaia di persone assunte alle Poste, in ferrovia, nelle Regioni, nelle forestali…) e poi qualcuno dice “Basta!” e ti licenziano, sei un costo passivo eliminato o un problema sociale acquisito?

La morale è complessa da fare. I greci sono davvero in ginocchio e il mio punto di vista è che i benefici fruiti abnormemente nei decenni passati siano colpa della loro classe dirigente. Ciò vale per i greci, per gli spagnoli, per molti altri Paesi dell’Europa, in primis l’Italia. Noi siamo stati maestri della spesa parassitaria e inutile, favorita da tutti i governi e col caloroso appoggio sindacale. Il fatto che non si sia saputo approfittare dell’Euro (in Italia come in Grecia) facendo ancor più vita al di sopra delle possibilità e a un certo punto qualcuno abbia chiesto il conto è sempre colpa dello scarsissimo spessore di chi ha governato, che ha tirato a campare accontentando tutti anziché approfittarne per correre ai ripari, con una certa impopolarità, ovvio, ma non tanto quanto quella che si deve scontare ora. Per il momento l’Italia se l’è cavata con lo scotto del Governo Monti e con dei fondamentali (avanzo primario, solidità del sistema industriale, export etc.) che la Grecia non ha. Ma non possiamo illuderci. Se i cittadini non chiedono a gran voce lotta allo spreco e alla corruzione, tagli intelligenti agli sprechi pubblici, seria riforma dell’architettura amministrativa dallo Stato ai Comuni, valutazione del merito e via via, quando balleremo noi sul precipizio potremo anche urlare contro la Merkel, ma servirà davvero a poco.