Ecco le più importanti scoperte scientifiche del 2017… e del 2018!

Anche quest’anno, girando la boa di San Silvestro, è difficile evitare la tentazione di stilare bilanci, personali e allargati, o di tentare di riassumere “in pillole” l’anno appena trascorso, forse per esorcizzarne l’affondare nell’oblio del tempo trascorso; ed è certo molto umano volere che del tempo passato ci resti qualcosa, possibilmente il meglio.

Quindi, come l’anno scorso e i precedenti, vogliamo proporre una nostra selezione delle scoperte scientifiche dell’anno appena chiuso, naturalmente non ignorando i siti e le pubblicazioni che hanno già compilato classifiche di questo genere. Anzi, inizierei come al solito indicando alcune fonti che si trovano in Rete e che vi invito a visitare, a partire da www.futurism.com che offre riepiloghi settimanali delle novità scientifiche, fino a un elenco limitato a dieci notizie, quello della famosa rivista divulgativa Scientific American; non dimentichiamo poi l’eccellente classifica di un’altra nota rivista del settore, ossia Science. Ci sono molte altre fonti, a partire dal dettagliatissimo elenco offerto da Wikipedia, ma ora basta con i link, e veniamo alla mia classifica, che come l’anno scorso include la conferma di una delle mie previsioni di dodici mesi fa. Anzi, si tratta proprio di quella che ho scelto per il primo posto della classifica:

1) L’ingegneria genetica diventa una terapia approvata contro il cancro, e non solo.

Tutti noi, ovviamente, guardiamo alla ricerca medica con occhi diversi rispetto alle altre scienze. Se le scoperte della Fisica ci ispirano, i passi avanti della Medicina rappresentano una promessa immediata di miglioramento della vita di ciascuno di noi. In questo caso, però, il passo avanti è costituito, appunto, da una novità eccezionale, ossia la prima terapia basata sulla mutazione genetica di cellule umane (in particolare linfociti T) certificata dalla FCC statunitense come efficace contro alcune forme di leucemia e di linfoma. Con tutta probabilità è solo l’inizio, visto che sempre nel 2017 per la prima volta l’ingegneria genetica a scopo terapeutico è stata applicata all’interno del corpo (e non a cellule prelevate e reiniettate come i linfociti) di un paziente colpito da una rara malattia genetica, e sempre nell’anno appena concluso negli USA è stato modificato il DNA di embrioni umani. L’ingegneria genetica è ormai una realtà che si aggiunge alle altre opzioni terapeutiche che ci offre la medicina.

2) L’Homo Sapiens esiste da molto più tempo di quanto si pensasse.

homosapiens

Fonte: Gizmodo (www.gizmodo.com)

Fino al 2016, si pensava che l’Homo Sapiens fosse comparso intorno a 200.000 anni fa, il periodo a cui risalivano i più antichi resti trovati in Africa orientale. Nel 2017, invece, si è potuto stabilire che alcune ossa, incluse parti di crani, trovati in un sito in Marocco poco lontano dalla costa atlantica risalgono a circa 315.000 anni fa, e sono attribuibili a esemplari di Homo Sapiens.

Da questo, gli scienziati hanno concluso non solo che, ovviamente, già in quell’epoca esistevano nostri progenitori, ma anche che l’Homo Sapiens era anticamente diffuso in un’area molto più vasta di quanto si credesse. Insomma, questa scoperta ci fa in buona misura riscrivere la nostra preistoria.

3) Una spettacolare collisione tra stelle di neutroni osservata con le onde gravitazionali.

ligo

Fonte: Physical Review Letters

Se l’anno scorso era stato facile assegnare alla scoperta delle onde gravitazionali il primo posto della nostra classifica, nel 2017 le onde gravitazionali restano sul podio grazie a un evento cosmico straordinario che è stato possibile osservare grazie agli strumenti di LIGO e Virgo, i due grandi apparati sperimentali collocati in USA e in Italia che permettono di rilevare quelle onde su scala planetaria.

Si è trattato di una collisione tra due stelle di neutroni (residui di stelle giunte alla fine della loro “vita”, relativamente piccole ma estremamente dense), annunciata dapprima da un segnale di onde gravitazionali, poi da più “convenzionali” onde elettromagnetiche. In pratica, è stato in questa occasione possibile, per la prima volta, utilizzare le onde gravitazionali insieme ad altri “canali” di rilevazione per studiare un fenomeno cosmico sotto diversi aspetti, ricavandone informazioni preziose; questo ci conferma che una nuova epoca dell’osservazione cosmologica è appena agli albori.

4) I progressi dell’Intelligenza Artificiale.

Se l’evento più “mediatico” del 2017 nel campo dell’Intelligenza Artificiale era stato la vittoria di un programma specializzato contro il campione mondiale di Go, molta meno attenzione ha ricevuto nel 2017 la comparsa di AlphaZero, un nuovo “supercampione artificiale”, un programma in grado di battere in diversi giochi (tra cui scacchi e appunto Go) i migliori programmi specializzati. AlphaZero, a cui abbiamo da poco dedicato un post, usa le tecniche dette di machine learning per imparare le migliori strategie da usare in un gioco, senza richiedere che tali strategie siano codificate nel programma stesso.

La creazione di una artificial general intelligence sembra quindi avvicinarsi, man mano che i software “intelligenti” usano tecniche meno strettamente vincolate allo specifico problema da affrontare, e che le loro scelte evolvono nel tempo in base alla conoscenza che essi stessi accumulano. Aspettiamoci che questi progressi abbiano ricadute su molti aspetti della nostra vita, e anche sulla ricerca scientifica stessa.

5) La non-scoperta di nuovi fenomeni fisici al CERN. 

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Fonte: CERN 

Per  il secondo anno consecutivo, ho voluto includere tra le principali scoperte scientifiche anche una non-scoperta, quella di nuovi fenomeni fisici ricercati al Large Hadron Collider del CERN. Per quanto ci siano state numerose interessanti osservazioni, tutte finora si sono collocate all’interno del cosiddetto Modello Standard della Fisica, quello che ha trovato in un certo senso il suo completamento con le scoperte del bosone di Higgs e delle onde gravitazionali. Eppure la comunità dei fisici è convinta che il Modello Standard non sia completo, e che prima o poi incontreremo una “nuova Fisica” con nuovi fenomeni e nuove particelle o altre, più esotiche, entità fondamentali. Per le ragioni si può consultare ad esempio questo articolo di Wikipedia.

Il fatto che di tutto questo finora non si sia vista traccia sfida, più che una o l’altra delle teorie candidate a descrivere questa “nuova Fisica”, un’aspettativa molto diffusa tra gli scienziati, ossia l’idea che la Natura “debba” in fondo rispettare certe regole. Ne abbiamo parlato anche noi in un post che non a caso nel titolo “accusa” la Natura di non essere …naturale.

Sarebbe impossibile citare tutte le principali scoperte del 2017, dai molti pianeti scoperti fuori dal Sistema Solare forse in grado di ospitare qualche forma di vita, al “grembo materno artificiale” sperimentato per la gestazione di agnelli; per questo ed altro vi rinvio ad esempio alle fonti citate all’inizio. Non voglio però sottrarmi al consueto gioco “divinatorio”, e vi preannuncio che tra un anno ci troveremo forse a commentare un passo avanti decisivo per i computer quantistici, una scoperta fondamentale in cosmologia per comprendere l’esistenza (o la non esistenza) della cosiddetta materia oscura, o un’applicazione concreta delle nanotecnologie alla medicina. E, naturalmente, un altro anno, forse decisivo, di “non scoperte” al CERN. Scommetto che alla fine del 2018 troveremo che la scienza ci avrà regalato scoperte importanti in qualcuno di questi campi e in altri ai quali non avremmo pensato.

Buon 2018 a tutti, e buon lavoro ai ricercatori ai quali siamo più debitori di quanto di solito pensiamo.

One comment

  • Articolo molto interessante: mi é piaciuto molto. E’ ben scritto, ben documentato e con ottimi riferimenti! Grazie per averlo scritto

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