La guida definitiva al voto del 4 marzo

Se siete fra coloro che prima di votare si interrogano, vogliono capire un po’ di più, cercano di andare oltre la massa di bla bla bla detta dai partiti, ecco: se siete fra costoro vi diamo una mano con una guida volutamente ipersintetica e non priva di nostre preferenze (che dichiareremo, così vi metteremo in guardia). La sintesi è necessaria per non scrivere un post enormemente lungo e noioso, ma chi vuole approfondire troverà in fondo tutti i link utili. Dichiariamo subito in che modo e in che senso questo post non è “obiettivo”, “oggettivo” e altre sciocchezze del genere: innanzitutto perché qualunque sintesi, riassunto, definizione incorpora le scelte di chi le fa. Si può riassumere guardando più certi aspetti e ignorandone altri… ovvio. Poi perché il nostro blog, pur mai schierato, ha una posizione abbastanza chiara fra chi ci legge abitualmente: noi siamo riformisti (che di per sé dice poco), contro i massimalismi di qualunque tipo, aborriamo i pensieri precotti e ideologici, siamo laici ed europeisti. Ce n’è abbastanza per farvi storcere il naso? Allora la nostra sintesi non vi sarà utile. Più o meno può andarvi bene? Allora continuate nella lettura.

Abbiamo definito dei temi fondamentali di ogni programma politico, temi dibattuti (quale più e quale meno) durante la campagna elettorale e di capitale importanza in questi mesi e anni:

  • Rapporti con l’Europa [E];
  • Immigrazione [I];
  • Debito pubblico [D];
  • Welfare e Sanità [W];
  • Politiche del lavoro [L];
  • Ambiente [A];
  • Innovazione tecnologica [T]
  • Diritti civili [C].

Sì, mancano la giustizia, gli esteri, l’agricoltura, scuola e ricerca e moltissimi altri temi meritevoli ma abbiamo dovuto semplificare; abbiamo scelto quindi i temi “caldi” del dibattito attuale più alcuni che secondo noi sono fondamentali. Occorre anche tener presente che ci siamo basati sul programma ufficiale (quando lo abbiamo trovato) che a volte è dissimile da dichiarazioni estemporanee che appaiono sui giornali o in TV; per fare un solo esempio: il PD (vedrete più avanti) ha un punteggio basso sul tema immigrazione perché sul programma ufficiale c’è una sola riga generica, al di là delle dichiarazioni dei leader.

A ciascun programma abbiamo dato un punteggio da -2 a + 2 per ciascun tema:

  • – 2: il tema non è trattato nel programma, oppure: il tema è trattato in maniera assolutamente irrealistica e demagogica;
  • – 1: il tema è trattato con approssimazione e lacune gravi;
  • 0 (zero): il tema è trattato superficialmente; non ci sono errori gravi ma neppure slanci innovativi; oppure: qualche chiacchiera senza indicazioni chiare;
  • + 1: il tema è trattato adeguatamente e realisticamente, sia pure senza particolari slanci; anche: proposte onerose di cui non si chiariscono le coperture
  • + 2: il tema è trattato ampiamente, con proposte specifiche e di valore.

A questo punto non è stato difficile compilare (con tutti gli errori possibili e involontari dei quali ci scusiamo in anticipo) la seguente tabella (le sigle E, I, D… rinviano all’elenco dei temi):

Schermata 2018-02-13 alle 17.53.48

* Il “programma comune del centrodestra” è estremamente sintetico e basato su slogan. E’ difficile trovare programmi specifici di Forza Italia mentre se ne trovano di altri partiti della coalizione. Ciò penalizza l’analisi del partito di Berlusconi il cui programma è schiacciato su posizioni gradite a Salvini e Meloni quando poi, le dichiarazioni, segnalano una posizione politica differente. Nella mappa più avanti è segnata – in trasparenza – la collocazione originaria probabile di Forza Italia.

** Il Partito Comunista (Rizzo) non riporta alcun programma specifico; le posizioni sono dedotte dal “Documento congressuale 2017”.

*** Casa Pound non ha un programma; le posizioni sono dedotte dai comunicati sul loro sito.

Il totale aritmetico per riga lo trovate nell’ultima colonna di destra; se volete mettere i partiti in ordine di punteggio, eccovi serviti:

Schermata 2018-02-13 alle 17.54.45

Ora: ribadendo che, sì, se avessimo messo criteri diversi la classifica potrebbe essere differente, credo utile sottolineare alcune evidenze:

  • I partiti con programmi molto o abbastanza credibili sono i primi sei, vale a dire tutti quelli del centrosinistra più Liberi e uguali e 10 volte meglio;
  • in fondo alla lista i partitini comunisti e fascisti, Adinolfi (Partito della Famiglia) incluso;
  • il M5S si colloca a metà, con un programma (dichiarato) fuffoso e sgangherato ma non indecente come tanti che seguono;
  • Forza Italia è penalizzata in questa classifica per ragioni già dette: pubblicizza solo il “programma comune del centrodestra” schiacciato su posizioni in molti casi non storicamente proprie; per questo, nella mappa che segue, abbiamo incluso un “alias” meno estremista, che è poi quello che si sforza di far transitare Berlusconi in questo periodo elettorale.

Una mappa per arrivare sicuri all’approdo del 4 Marzo. Fin qui la coerenza e il realismo dei Programmi. Adesso ne vediamo alcuni valori caratterizzanti, non sotto le etichette di “destra” e “sinistra” ma lungo dei criteri sui quali osservare i programmi dichiarati (che non sono necessariamente attendibili…). E’ anche qui che ovviamente si giocano le nostre scelte di valore; abbiamo fissato due dimensioni:

  1. populismo statalismo e demagogia finanziaria (lato sinistro della mappa che vedete sotto) contro merito, valutazione e rigore finanziario (lato destro);
  2. inclusione, che si traduce fra l’altro in europeismo e disponibilità verso i diritti civili (lato alto della mappa) contro esclusione (sovranismo, omofobia, antieuropeismo) in basso.

Piccola nota metodologica: sappiamo da noi di avere messo gruppi di concetti differenti su ciascuno dei quattro lati; d’altronde è difficile sintetizzare pluralità di concetti in una sola mappa. Diciamo che alcune preferenze sono generalmente accumunate da profili valoriali e politici simili; spesso chi è omofobo è anche razzista e sovranista, spesso chi è europeista è per il rigore finanziario, spesso chi è libertario non ha forti valori religiosi. Quando ciò non accade (per esempio con partiti di sinistra, antieuropeisti ma semmai aperti ai diritti civili) abbiamo privilegiato il primo aspetto, che influenza grandemente i macrosistemi.

Partiti alle elezioni.001.jpeg

L’affollamento nel quadrante populista, sovranista, statalista ed esclusivo è impressionante quasi quanto la rarefazione nel lato europeista, meritocratico, inclusivo.

Il governo che ci attende, per come stanno viaggiando ora i partiti, dovrebbe quindi essere:

Partiti alle elezioni.002

  • 5 Stelle, oppure
  • Centrodestra con eventuali apporti, oppure
  • Centrosinistra con eventuali apporti (il più importante potrebbe essere Liberi e Uguali).

Ma tutto quello che si sta in realtà preparando dietro le quinte è più probabilmente una di queste due soluzioni, specie nel caso (altamente probabile) di uno stallo nella governabilità:

Considerazioni conclusive: Berlusconi ha buone probabilità di entrare nel governo, sia se vinca (alla grande) la coalizione con Salvini sia in caso di Grosse Koalition dove sarebbe addirittura acclamato come salvatore della Patria; Grasso, Bersani e D’Alema hanno comunque perso; contribuiranno – come espressamente dichiarano di volere – alla sconfitta del PD, salvo rientrare dalla finestra di un governo di centro-sinistra per impedire quello delle destre, che non mi sembra il massimo della soddisfazione. Anche Salvini non è messo male, avendo come Berlusconi due possibili scelte e, da quel che si capisce, più agevoli di quelle dell’ex Cavaliere.

Partiti alle elezioni.003Per chi votare quindi? Arrivati a questo punto lo avete capito da soli. Quali valori ispirano il vostro orizzonte politico: l’Europa o l’anti Europa? I diritti civili o l’attenzione anti-gender? Lo Stato che garantisce tutti o il merito a costo di sacrifici? Questa è ovviamente una prima chiara indicazione, quella di votare secondo convinzioni politiche, economiche, sociali. Ma poi vale la pena anche dare un’occhiata alle possibili alleanze producibili con l’infame Rosatellum. Niente richiami al voto utile, per carità, ma la posta in gioco è alta; voi, con chi assolutamente escludereste di allearvi e con chi, turandovi il naso, accettereste una compartecipazione governativa per evitare il peggio?

Buon 4 Marzo.

Programmi:

Altre liste:

Ultimi sondaggi prima del “silenzio elettorale”:

Schermata 2018-02-17 alle 11.07.21

13 commenti

  • Complimenti Claudio e grazie per l’accurato studio. L’ho trovato molto utile per avere una visione d’insieme sui principali protagonisti. Per nessuno di loro nutro un’ amore viscerale, e la mia convinzione vacilla su tutti i fronti : è la prima volta in vita mia che lo scetticismo elettorale mi assale!! Il pragmatismo, però, dovrebbe prevalere sulle scelte irrazionali dettate dalle simpatie, altrimenti questa volta ci giochiamo davvero il futuro del Paese, e spero che in tanti procedano in questo senso. Come sempre, oltre che bravo, sei anche simpatico : ho apprezzato molto l’ indicazione “Paga Pantalone” , dice molte cose e mi ha strappato la prima risatina del giorno 🤣 🤣

    Buona settimana e buon voto a chi legge!!
    Ross

  • Eccellente analisi, grazie Bezzicante! Spero che gli italiani dimostrino intelligenza e coscienza civica, ma la vedo dura (le mie previsioni sono nefaste, spero almeno questa volta di sbagliarmi).

  • Piero Indrizzi

    Forse sono diventato un vecchio misantropo ma non è che non mi piace nessuno: mi fanno proprio vomitare sotto tutti i rapporti!!!!

  • La sintesi è di fatto molto schierata; ottima cosa fornire un rapido e comodo accesso ai programmi dei singoli partiti; mancano, ma capisco che sarebbe stato praticamente impossibile fornirli, gli strumenti culturali e le necessarie informazioni per leggere i programmi; ad esempio: tema dei trattati economici internazionali (es. TTIP): +Europa li caldeggia, M5S li contrasta, ma nessuno dei due partiti fornisce particolari ed approfonditi elementi a supporto; e l’elettore medio a chi dovrebbe dare ragione?…io credo che se una persona vuole dare un voto consapevole al momento delle elezioni, deve dedicare una gran quantità di tempo ogni giorno allo studio e all’approfondimento di tutti i tempi di politica interna ed estera, e non è detto che ciò basti, perchè lo dovrebbe fare con strumenti culturali che mancano spesso nel cittadino medio.

  • L’articolo è ottimo, come sempre. Esorto chiunque abbia un po’ di tempo a leggersi attentamente i programmi degli schieramenti che hanno totalizzato un punteggio negativo nell’analisi di bezzicante: in alcuni casi passiamo dalla campagna elettorale al cabaret in un batter d’occhi.

  • Bezzicante, il link di Civica Popolare è lo stesso di Insieme.
    ps Bell’articolo.

  • Gli assi del piano cartesiano non sono definiti in modo serio. “Sovranista/antieuropeista”, per esempio, non si oppone necessariamente a “inclusivo”, se con questo si intendono i diritti civili e sociali. Un chiaro esempio sono i vari partitini di sinistra radicale, antieuropeisti (ovvero anti-euro e anti-EU per ragioni ideologiche), ma molto inclusivi per quel che riguarda il modello sociale (egalitario, antirazzista, antisessista, etc.). Metterli nello stesso quadrante di Lega e FdI, poco sopra CasaPound, mi sembra assurdo.

    Idem per “Paga Pantalone” vs. “Merito e sacrifici necessari”, che tradisce la posizione dell’autore. Più corretto sarebbe nominare il primo asse “Aumento del debito pubblico” e il secondo “Controllo della spesa e disciplina di mercato” o, se disciplina dovesse suonare fazioso a sua volta, “Meccanismi di mercato”. Sorge altrimenti il dubbio che venga usato un metodo pseudo-quantitativo (il piano cartesiano, i punteggi da -2 a +2) per mascherarne uno qualitativo, senza dichiararlo.

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