Successo politico e carisma del leader. Il caso di Salvini

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Le pagine dei giornali sono ormai quotidianamente occupate dalle contestazioni che Salvini riceve nei suoi improbabili tour fuori dai confini nazionali padani o nelle province remote e poco controllate della Padania (scusate, le Marche sono ancora Padania? Boh…). Anche un bambino capisce che la rissa è esattamente ciò che Salvini vuole, specie se provocata da negri, comunisti, zingaracci e terroni. Perché fare comizi e dichiarazioni quando tutto il lavoro propagandistico glie lo fanno gli altri? Evidentemente questa strategia comunicativa – perché di questo solo si tratta – è discretamente efficace visti i sondaggi che vi riepilogo (al netto di tutte le cautele che occorre avere sui sondaggi, certo) pescando dal database www.sondaggipoliticoelettorali.it e limitandomi agli ultimi nove mesi:

sondaggi

Al netto di ogni altra considerazione la Lega Nord ha semplicemente raddoppiato i voti, dal 7% di Agosto 2014 al quasi 14% attuale. Mettiamoci quindi l’anima in pace: la Lega Nord di Salvini, dopo gli scandali e i litigi interni che parevano avere dato il colpo di grazia ai leghisti, non solo è ben viva ma cresce, e cresce, e mangia elettorato berlusconiano (meno da altri partiti), recupera indecisi, attira nella sua orbita lepenista partiti minori come Fratelli d’Italia. Vogliamo capire il perché? Avranno un programma politico vincente, ovvio!

Il faccione sorridente di Matteo Salvini vi saluta dal sito della Lega (www.leganord.org). Cercare una cosa che si chiami “programma” non è possibile, non c’è; ma non mi stupisce perché un programma organizzato e strutturato, scritto in maniera semplice e diffuso sui media è operazione pre-elettorale; ma mentre altri partiti propongono, sui loro siti, materiali e proposte semmai in forma disorganica, nel sito della Lega – oltre a notizie flash – è possibile consultare solo le proposte di legge. Me le faccio bastare e do un’occhiata limitandomi (per non soffocare in dozzine di proposte molto di nicchia) a quelle relative a lavoro, scuola e immigrati (e temi correlati), che mi paiono tre temi caldi:

salvini_videoAlla Camera ho trovato una proposta sul lavoro (sulla flessibilità oraria), tre sulla scuola (formazione degli insegnanti all’emergenza sanitaria; finanziamento scuola non statale e uso di Internet) e infine queste tre in qualche modo collegabili agli stranieri:

  • proposta per il divieto dell’uso di indumenti o altri oggetti che impediscano l’identificazione nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, nonché introduzione degli articoli 612-ter del codice penale e 24-bis della legge 5 febbraio 1992, n. 91, concernenti il delitto di costrizione all’occultamento del volto;
  • disposizioni concernenti la realizzazione di nuovi edifici destinati all’esercizio dei culti ammessi;
  • istituzione delle classi per l’inserimento scolastico destinate all’alfabetizzazione nella lingua italiana e all’integrazione sociale degli studenti stranieri che non conoscono la lingua italiana.

OY3CQHXD-1751-kj6D-U1040259011672srD-640x320@LaStampa.itAl Senato cinque proposte di legge sul lavoro (agevolazione imprenditoria giovanile e femminile, agevolazioni alla maternità e norme relative ai contratti atipici), quattro sulla scuola (sport nelle scuole, Internet, vigilanza all’uscita da scuola e finanziamento alle scuole non statali) e infine due riconducibili agli stranieri:

  • modifiche all’articolo 12 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina;
  • istituzione delle classi-ponte per l’alfabetizzazione nella lingua italiana e l’integrazione sociale degli studenti stranieri che non conoscono la lingua italiana.

310x0_1399806845087_medium_140511_125240_bast110514pol_0014Orbene, mi permetto di dire, niente che scaldi i cuori. In mezzo a un mare di proposte di legge variegate (sull’agricoltura, le pensioni, le autonomie locali, il gioco d’azzardo, il codice della strada eccetera) ci sono proposte di nicchia su scuola e lavoro (nulla di paragonabile a una legge-quadro, per capirci) e qualche proposta – che ci potevamo aspettare – per regolamentare in senso restrittivo alcune manifestazioni esteriori dell’immigrazione (la proibizione del velo, il limite al culto…). Anche qui nessuna proposta clamorosa come il linguaggio di Salvini lascia immaginare; nessuna legge che vada a restringere ulteriormente l’attuale Bossi-Fini, nessuna proposta di cordone impenetrabile ai barconi, nessuna deportazione degli zingari. Anche se un’analisi attenta delle proposte di legge mostrano un volto di destra, autonomista, nordico, antistatalista, non mi pare di leggere quello slancio eversivo e lepenista che Salvini sbandiera ogni giorno.

Perché la differenza, nella Lega, la fa proprio Salvini e il suo linguaggio aggressivo. Non è questa la sede per un’erudita analisi semantica, e non credo neppure necessario proporre un florilegio delle dichiarazioni più estreme, così sollecitamente riprese dalla stampa e televisione; ad ogni buon conto una raccolta seria con finalità di analisi politiche su OpenPolis e una più generica (ma poco aggiornata) su WikiQuote. salvini-620x372Adesso dovremmo chiederci: quando Salvini dice di “Radere al suolo tutti i campi Rom”, oppure “Occuperemo gli alberghi destinati ai profughi”, “Al Sud nessun partigiano, non avevano palle per combattere”, “Milioni di musulmani pronti a sgozzare in nome dell’Islam” e altre fesserie, crede a quello che dice? È convinto? A mio parere in parte sì, naturalmente, come credono a queste cose milioni di italiani ignoranti, disinformati, superficiali. In parte però ha capito che dare voce alla pancia, dare fiato alla grettezza inespressa in tante persone è una strategia vincente. Come si direbbe a Roma, un po’ c’è, ma un bel po’ ci fa. È un’illusione irreale quella del popolo ordinato, generoso, costruttore di democrazia e capace di decisioni meditate (questo chiude col populismo pentastellato, come più volte scritto su HR); il popolo è variegato, diversamente (e a volte per niente) informato, con profili etici assai diversi, e il mondo è complesso e pieno di insidie. Salvini sta dando una rappresentanza agli egoismi protezionistici, alla grettezza familistica, alla paura del diverso, all’ostilità verso gli intellettuali e ai sofismi complicati e noiosi della politica. Queste mentalità ristrette ci sono sempre state, sia chiaro, ma semplicemente paurose di emergere, consapevoli di apparire (chissà perché, si chiedevano) poco accettabili; fintamente tolleranti in società ma l’è mej un fiöl leadar che busö; silenti verso uno Stato che si lascia invadere dai negri ma aiutiamoli a casa loro; pronti ai sacramenti cristiani ma bisognerebbe ammazzare tutti ‘sti rumeni.

salvini_nordEcco, questo pensiero semplificato, basato su pochi schemi stereotipati e prodromici al comportamento violento è sempre esistito; Salvini ha semplicemente il merito – diciamo così – di averlo reso politico, avergli data la legittimità dell’orizzonte del suo movimento, di averlo portato a Strasburgo dove ha trovato buona compagnia, perché il problema non è solo italiano. Salvini è ignorante, come già documentato a suo tempo, ma furbo. Nella politica 2.0 i programmi contano poco perché non li legge nessuno e anche i fatti contano poco (malgrado quanto si proclami) perché vengono tritati, consumati e dimenticati in poche ore. Quello che conta è l’emotività, la pancia, la paura. Ecco perché non vale neppure la pena costruire grandi proposte riformiste, fossero anche alternative a quelle mainstream, fossero pure di destra, fossero perfino eversive. Le riforme costano fatica, battaglie parlamentari, dibattiti in provincia, confronti nel merito in televisione. Molto, molto meglio pochi e chiari slogan, evocativi e terrificanti (la politica della paura è un strategia vincente, sempre!): i musulmani sono cattivi e ci voglio sgozzare; l’Europa è cattiva e ci vuole affamare; i rumeni sono cattivi e ci vengono a derubare; i negri portano l’Ebola. Basta e avanza.

salvini_triton_maglia_renzi_a_casa12_1Quando si fermerà la scalata di Salvini? Abbastanza presto. Quando avrà raccolto la base elettorale di adeguata incultura (che è ampia, certo, ma non poi amplissima) si fermerà. Certo avrà un buon bottino, potrà fare il gradasso dentro la Lega ma sarà destinato a una consistenza politica limitata; lui sta costruendo il ghetto dove raccoglie il suo popolo leghista che probabilmente continuerà ad avere successo al Nord Italia (e questo è un guaio sufficiente) ma senza alcuna possibilità di governare nel breve e medio periodo. Il suo successo sarà compensato dal crollo del berlusconismo e in conclusione farà solo il gioco di Renzi. Ma al di là dei destini di Salvini e della Lega quello che voglio sottolineare è lo straordinario cambiamento della politica: dai programmi agli slogan; dal partito diffuso a un nuovo centralismo; dalla democrazia associativa al leaderismo; dalla ragione e la proposta all’umore e la paura. Questo mutamento non è solo di Salvini. È analogo in Grillo (che raccoglie l’ampio gruppo degli indignati pigri) e per certi tratti (non tutti) in Renzi che trova consenso in un gruppo ancora differente (quello dei riformatori ad ogni costo). E sarà con questi tre leader che la politica italiana si confronterà per lungo tempo, perché hanno lasciato davvero poco spazio agli altri.

One comment

  • Marco Cardillo

    Bell’articolo, complimenti.
    In riferimento all’ultimo paragrafo, oltre ad auspicare che effettivamente la scalata di Salvini si arresti presto, mi chiedo se la fase di cambiamento della politica non sia in realtà iniziata con il berlusconismo…

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