Ecco le più importanti scoperte scientifiche del 2015… e del 2016!

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In coincidenza con la fine dell’anno, giornali e riviste sono pieni del “meglio del 2015”: sportivi, eventi, personaggi, persino catastrofi. Noi, come già alla fine del 2014, vogliamo dedicare la nostra attenzione alle scoperte scientifiche di quest’anno appena chiuso, segnalando quelle che per noi sono quelle più significative o importanti, anche attingendo alle analoghe classifiche già pubblicate su riviste e siti specializzati. Pronti?

Come dicevo, ci sono diversi elenchi del “meglio del 2015” che si trovano in Rete: una selezione di scoperte e ricerche è regolarmente pubblicata sul sito www.futurism.com; un altro elenco, limitato a una classica “top ten” di notizie scientifiche dell’anno, è quello della famosa rivista Scientific American; infine, c’è la classifica di un’altra nota rivista del settore, ossia Science. Lascio a voi scoprire altre fonti, o ricorrere al dettagliatissimo elenco offerto da Wikipedia, e passo invece alle mie scelte. Quest’anno, più che scoperte singole, vorrei segnalare tre aree di ricerca che nel 2015 hanno visto progressi di grande rilievo:

1) Ingegneria genetica:

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Il 2015 è stato un anno di successi per l’ingegneria genetica, a partire dalle sue applicazioni alla creazione di nuove specie di vegetali per l’agricoltura. In particolare, mentre il riscaldamento globale provoca gravi danni alla produzione agricola, i ricercatori sviluppano nuove tecniche genetiche per ridurre la quantità d’acqua di cui le piante hanno bisogno per crescere, o per renderle in grado di superare lunghi periodi di siccità. Un altro settore in cui l’ingegneria genetica è molto attiva è la “produzione” di specie animali destinate a combattere diverse forme di infestazioni; nel 2015, in particolare, si sono registrati importanti progressi nello sviluppo di zanzare geneticamente modificate per impedirne la proliferazione in zone affette dalla febbre Dengue, o per renderle incapaci di trasmettere la malaria. Un altro “successo”, per alcuni eticamente discutibile, è stato realizzato da scienziati cinesi che hanno modificato il DNA di embrioni umani, scelti tra quelli generati in provetta ma malformati e inadatti a essere reimpiantati. Tutto questo è stato reso possibile da nuove tecniche di manipolazione del DNA sviluppate negli ultimissimi anni, a partire dalla CRISPR (Clustered Regularly Interspaced Short palindromic Repeats), che rendono così “facile” effettuare interventi di ingegneria genetica da aver spinto grandi istituti di ricerca a concordare una sorta di codice etico per gli interventi di modifica genetica nell’uomo. Certamente, sia gli OGM per uso agricolo che l’ingegneria genetica applicata all’uomo continueranno a essere oggetto di controversie etiche e politiche; forse ne riparleremo anche qui.

2) Astronomia:


blue_skies_on_pluto-final-2Nel 2015, l’Astronomia ha vissuto un vero anno di grazia.
 Considerando i tempi lunghissimi che sono necessari per questo tipo di missioni, la quantità di nuove informazioni che in un solo anno si sono raccolte sul nostro Sistema Solare è sbalorditiva. Grazie al Mars Reconnaissance Orbiter è stato possibile appurare che con tutta probabilità c’è tutt’oggi acqua su Marte; ma la vera star (pun intended) di quest’anno è stato Plutone, che s’è preso una cospicua rivincita per essere stato degradato a “pianeta nano” ed è stato protagonista di numerose immagini mozzafiato scattate a distanza ravvicinata dalla sonda della NASA New Horizons. Sembra certo che anche su Plutone ci sia acqua congelata, e addirittura una sottilissima “atmosfera” a base di metano in grado di offrire spettacolari aloni azzurri al pianeta (l’immagine che accompagna questo paragrafo, diffusa dalla NASA, ne è un esempio).
Altre informazioni straordinarie continuano ad arrivare dalla missione Rosetta, la sonda che a fine 2014 è “atterrata” sulla cometa Churyumov–Gerasimenko, dal telescopio spaziale Keplero, che ha individuato numerosi nuovi esopianeti tra cui uno considerato una SuperTerra, ossia con parametri all’interno della fascia di teorica abitabilità, dalla sonda Dawn che ha avvicinato Cerere.

3) Stampa 3D di tessuti biologici e organi.

Ok, la stamdyson3_3417172bpa 3D è una tecnologia molto di moda, ma è un fatto che la sua applicazione in campo biomedico sembra produrre risultati finora irraggiungibili. In alcuni casi, si tratta di “semplici” protesi, ad esempio mani, che hanno la caratteristica di poter essere prodotte a costi molto bassi e con attrezzature relativamente poco sofisticate. Un buon esempio è la “mano” che vedete nell’immagine, un prototipo che, appunto grazie alla tecnica di stampa 3D, può ridurre il costo di un arto artificiale di almeno 30 volte, rendendolo accessibile praticamente a qualsiasi tasca (o a qualsiasi SSN…).
Applicazioni più avanzate della stampa 3D riguardano la produzione di tessuti e organi vivi, molto più difficili perché si tratta di tessuti contenenti cellule specializzate, tessuto connettivo, vasi sanguigni, ecc. Un esempio estremamente importante è offerto dal recente risultato di un laboratorio di ricerca cinese, dove con la tecnica di stampa 3D sono stati prodotti dei lobuli epatici, le unità elementari che costituiscono i lobi dei nostri fegati. Analoghe sperimentazioni sono in corso per moltissimi altri tessuti e organi, come reni, cuore, e così via.

Ovviamente non è tutto qui, e vi invito a stilare una vostra personale classifica anche attingendo alle fonti che ho citato. Per quanto riguarda il 2016, c’è molto da attendersi: dalle ricerche sulle onde gravitazionali (forse l’ultima previsione non ancora osservata della Relatività Generale di Einstein) [Nota: questo post è ovviamente anteriore all’annuncio della scoperta, che abbiamo commentato qui] a quelle che si svolgeranno al CERN con l’LHC in funzione alla massima energia, a nuove scoperte nei campi che abbiamo appena illustrato.

Quello che è certo è che anche alla fine del 2016 potremo stilare un elenco di scoperte che arricchiranno la conoscenza dell’umanità, grazie alla ricerca scientifica i cui benefici sono, nel complesso, molto superiori ai costi che sosteniamo per mantenerla. Come abbiamo osservato in un post dedicato alla nostra Fabiola Gianotti, il costo della partecipazione italiana all’LHC è molto modesto, rispetto ad altre spese a carico dei contribuenti. Il costo per un paese come purtroppo il nostro di essere marginale nella ricerca e soprattutto di essere scientificamente illetterato è invece incalcolabile, ma ne abbiamo quotidianamente esempi dolorosi sotto gli occhi.

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