Sessismo. Le donne come corpo e la difficile parità di genere del linguaggio

bocca2-1170x744

Il sessismo dilaga, e non solo in Italia. Ma, più onestamente: il sessismo è sempre stato un tratto culturale maschilista che si è presentato in forme diverse nel corso della storia. Non c’è forse epoca in cui l’asimmetrica relazione uomo/donna non abbia provocato riflessi molto specifici nel costume, nelle regole sociali e, soprattutto, nel linguaggio. Anche il paternalismo borghese dell’Ottocento e primi Novecento è una forma di sessismo; la donna angelicata medioevale, la donna nell’epoca classica… a leggere consapevolmente le testimonianze, anche letterarie, non si può non notare questo. E il linguaggio è il potente strumento, forse il più potente, col quale il maschilismo si manifesta: per insultare, per condannare, definire, limitare, opprimere, etichettare. Dalle barzellette “da caserma” agli epiteti che reciprocamente maschi e femmine si scambiano (a totale svantaggio delle seconde) ma anche nel linguaggio “normale” – da strada, non erudito, da urban dictionary per intenderci – senza apparenti finalità diminutive e sessiste. Prendete alcune tipiche parole e frasi del conversare:

  • la donna piacente è “una bella figa”; l’uomo bello – ma solo in anni recenti – è “un figo”; la donna identificata – ma solo se bella – con l’organo genitale, quindi trasformata in mero oggetto sessuale;
  • le cose belle sono “figate”;
  • gli sfortunati, nerd e perdenti sono “sfigati” (s-figati, ovvero senza donna; cosa di peggio, per un maschio, del non avere una donna?).

Da queste parole apparentemente innocenti si passa poi a commenti giornalistici, sulle arciere di Rio “cicciottelle”, su stampa-italiano-olimpiadi-sessismo-cicciottelle-razzismo-body-image-1470914219Rossella Fiamingo, schermitrice argento a Rio col “lato B da urlo” (ovviamente su Libero) e comunque sempre interessanti per il corpo, per il sedere, per il seno, perché sexy o perché non abbastanza sexy.

E infine la politica, sentina della cultura nazional-popolare italiana. Dalla Merkel “culona inchiavabile” per Berlusconi, a Rosy Bindi “impresentabile sotto tutti i punti di vista” per De Luca (ma Berlusconi aveva detto di peggio), gli epiteti volgarmente sessisti vanno aumentando con una apparente liceità che ha dello sbalorditivo. Premesso che tutte le forze politiche hanno espresso – tramite loro rappresentanti – insulti sessisti alle avversarie, va segnalato che i campioni assoluti, vincitori indiscussi della coppa sessista, sono i 5 Stelle dai quali traiamo questo breve e assai incompleto florilegio:

  • Laura Boldrini = Da “cosa le fareste se fosse con voi in macchina?” a “tranquilla, se anche fossimo stupratori tu non correresti nessun rischio”; poi: Gli immigrati mettitili nel letto, troia; Ti devono linciare, puttana; Ti ammanetto, ti chiudo in una stanza buia e ti uso come orinatoio, morirai affogata…
  • Maria Elena Boschi = Preoccupati della cellulite e della prova costume; Bottana; Era meglio se facevi la pornostar; Dove sei? Con Picierno in tangenziale;
  • Rosy Bindi = Mancu li cani! Non ha problemi di convivenza col vero amore [nel senso: è sola, non ha amori perché nessuno la vuole];
  • deputate PD della Commissione Giustizia = Brave a fare pompini;
  • Barbara Lezzi (senatrice PD) = È qui [in Senato] per favori sessuali;
  • Luciana Litizzetto = Racchia malefica;
  • Myrta Merlino = Meretrice dell’etere;
  • Rita Levi Montalcini = Vecchia puttana;
  • Pina Picierno = [vedi Boschi].

paginaliberoCiò detto scandalizza solo in parte che un giornale pornografico come Libero, assai recidivo in questo, abbia proposto un titolo sbarazzino su Virginia Raggi. Male, molto molto male. Come molto molto male fanno i grillini che si offendono quando loro esponenti sono oggetto della stessa volgarità che spargono a loro volta con generosità.

Ebbene, anche se il sessismo maschilista – come scritto in introduzione – è un tratto culturale che attraversa i secoli, diversissime sono le sue espressioni; l’amor cortese può anche essere stato sottilmente maschilista, e la “cavalleria” verso le signore un patetico paternalismo sorpassato, ma dare della puttana alla terza carica dello Stato (oltre che a un premio Nobel) mi pare qualcosa di più, di peggio, di oltre. La questione da sottolineare è la violenza linguistica. Il linguaggio violento crea etichette: tu psiconano, tu rigor montis, tu ebetino (per restare nei creativi epiteti di Grillo), e quindi tu puttana, pompinara e via a seguire, perché il meccanismo è identico. Le etichette si appiccicano addosso alle vittime attivando dei meccanismi psicologici per i quali, tramite queste, si accede a piccole costellazioni semantiche negative che adombrano ogni eventuale altra connotazione. Se Renzi è un ebetino, è quindi uno sciocco sprovveduto, baciapile, inaffidabile, politicamente risibile, buono solo per i gonzi. Tutto il resto (che abbia dei meriti, che sia stato il primo ministro e rappresentasse l’Italia, che avesse un programma, buono o cattivo…) passa in seconda linea. Che Boschi sia una puttana la qualifica innanzitutto come donna (e quindi poco affidabile in un mondo politico dominato dagli uomini), poi come donna facile (e quindi derisibile, di nessun valore) e infine come corpo (semmai con un bel culo, oggetto di desiderio erotico, non già di dialettica politica). Le donne sono in politica perché si sono concesse sessualmente, fanno pompini, sono amanti di questo o di quello. Agli uomini il privilegio di esserci per scelta, per nobiltà d’animo, per slancio civico (salvo inchiodarli alla maledizione della kasta se sono avversari).

il-tempoSu Hic Rhodus abbiamo trattato numerose volte questo tema. Se desiderate approfondire vi rimando a Pornografia della parola e nuovo fascismo dove spiego sommariamente i meccanismi del linguaggio offensivo rinviando anche a testi più specifici. Qui sintetizzo il mio pensiero sottolineando, con tutto il vigore possibile, che quest’uso volgare del linguaggio, diminutivo degli avversari (in questo caso avversarie) è essenzialmente un tratto fascista. Chi mi legge sa bene che non uso il concetto come generico epiteto, tanto per dire “autoritario”, o “cattivo”, o “violento”; dico fascista per intendere la logica, i valori, gli orientamenti, la prassi (e naturalmente il linguaggio) che sono stati del partito fascista di Mussolini. De Luca – almeno in queste sue espressioni – si comporta da fascista; Libero è un quotidiano fascista. Beppe Grillo e i suoi seguaci sono dei fascisti, come numerose volte abbiamo spiegato sul nostro blog.

Il maschilismo sessista è un tratto fascista, tanto più quanto più raggiunge queste vette di volgarità. Combattere questo linguaggio aiuta a combattere questo pensiero, e quindi limitare la prassi (fascista) conseguente. La parità di genere consiste certamente anche in madia_marianna_chi_gelato_555uguali opportunità lavorative e nel decidere se sia meglio “ministro” o “ministra”, ma occorre capire che non ci sarà alcuna parità di genere se non formale e di facciata senza una cultura di genere egualitaria, e quindi senza un linguaggio che tratti le donne solo come corpo, come vagina, come uso sessuale maschile di quel corpo.

2 commenti

  • Nell’era dei social media sarà dura. Perché l’epiteto sessista c’è sempre stato nei luoghi di comune ritrovo e le piazze virtuali non fanno che “continuare la tradizione”. Con l’aggravante che troverai sempre, nella moltitudine on line, qualcuno che ti offre i propri like, gonfiando l’ego di chi offende. E i rimproveri eventuali perdono forza visto che non sono a voce e guardandosi negli occhi. La cosa che trovo veramente deprimente é che testate giornalistiche ammicchino, per evidente tentativo di captatio benevolentiae, ai toni da bar
    Saluti

  • però distinguiamo: chiamare figate le cose belle e cazzate le cose brutte non è sessismo, dire che figo e che figa è lecito e può far piacere se chi lo dice è una persona con cui siamo in stretta intimità non certo uno sconosciuto.
    Gli insulti beceri e sessisti alle donne politiche sono inaccettabili

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...