Legittima difesa e ipocrisia politica

È notte fondina (F.C. su Facebook)

Il dibattito sulla legittima difesa è ridicolo e il testo approvato alla Camera fa ridere i polli. Onestamente spero che si impantani al Senato, che venga cambiato e debba ritornare indietro nel solito balletto fino a termine legislatura, quando tutto finirà in cavalleria. E auspico, sia chiaro, un vero dibattito serio, argomentato, intelligente, coerente, rispondente alle necessità del Paese, eccetera eccetera. E non mi è neppure venuto da ridere scrivendolo. È così stupido quello che sta avvenendo che, al di là dell’oggetto (il diritto o meno di difendersi, e come), direi che assistiamo all’archetipo dell’incapacità politica di decidere, del bizantinismo ipocrita che affligge da secoli l’Italia ma, soprattutto, alla cronica incapacità della sinistra di uscire dai cliché.

4_infografica-legittima-difesa-misure (1)Uno di questi cliché riguarda da sempre il tema della sicurezza. La sinistra è sempre stata in affanno su questo per ragioni che affondano le radici in un sociologismo piuttosto povero concettualmente, che accumuna poveri, sfruttati, disadattati e anche furfanti sotto l’egida del “sistema” corrotto, borghese, capitalista e via discorrendo. Questa analisi ha in realtà radici corrette; è abbastanza logico pensare che le classi sociali più deprivate (e quindi oggetto di ingiustizie sociali che tendono a escludere) stentino a garantire ai propri figli istruzione, lavoro dignitoso e occasioni di ascesa sociale, tanto che in certi casi particolari taluni si trovino costretti ad arrangiarsi, a vivere ai margini della legge o a fare il passo oltre quei margini e delinquere. E su questo ci sono innumerevoli studi sociologici. L’immagine del povero che ruba una mela e finisce in carcere ha innumerevoli declinazioni nell’immaginario collettivo, è denso di verità anche drammatiche e ne leggiamo a volte nei giornali. Quel povero finito in galera per avere rubato una simbolica mela poteva avere un destino diverso se la società fosse stata più comprensiva, la scuola più democratica, il padrone delle ferriere meno spietato. È questa società sbagliata, arida, affarista ad avere ridotto il poveretto a rubare anche se in fondo al cuore sarebbe un brav’uomo. Questa visione ottocentesca delle classi proletarie così ben dipinte da Zola, così diffuse nell’Italia del primo Novecento, così drammaticamente raccontate dal neorealismo, perfino cantate dal Bob Dylan italiano, Fabrizio De Andrè

Ci hanno insegnato la meraviglia / verso la gente che ruba il pane / ora sappiamo che è un delitto / il non rubare quando si ha fame (Nella mia ora d’aria),

ecco: questo quadro, che pure ha un fondamento in parte corretto, stereotipizza una parte di verità, la congela, la rende ideologica e non consente di fare alcun passo avanti. Il garantismo sempre e comunque, l’incapacità di avere una visione sociologica più ampia, la necessità di leggere le diversità palesi fra il povero che ruba la famosa mela e la gang strafatta di eroina che massacra una coppia di anziani in villa, per cercare un tesoro inesistente (è successo a duecento metri da casa mia), l’idea che una risposta repressiva sia sempre e comunque di destra (come scrive crudamente Saviano) è esattamente ciò che serve per lasciare alla destra una prateria elettorale priva di concorrenza.

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Lasciato il tema – da sempre – alla destra, ne consegue che il tema sia diventato intrinsecamente di destra, e non articolabile dalla sinistra. È un loop psichedelico. E guardate che sui programmi della sinistra (su quel po’ di vaghi programmi che è possibile trovare sforzandosi) o non trovate nulla (sul sito del PD e suoi programmi non una riga) oppure trovate bla bla nannimorettistici come quello del vecchio programma 2013 di Bersani. Poiché per ragioni antropologiche – come visto – la sinistra aborre la repressione, allora si parla genericamente di rafforzamento della sicurezza, di organici, di organizzazione della polizia e via discorrendo, discorsi e proposte che scivolano come acqua sulle spalle dei cittadini sempre più impauriti.

Partiamo dai dati, visto che tutto il resto riguarda solo opinioni. E anche perché la maggior parte di queste opinioni sono fondate sul nulla assoluto. La tabella qui sotto è un’estrapolazione dei più recenti dati Istat relativi agli ultimi 10 anni. Leggiamola assieme.

istat34cvbn678(Fonte: Istat)

La prima riga mostra che il totale dei reati in Italia è sostanzialmente stabile, oscillando fra i 2.600.000 e i 2.900.000 (si tratta di delitti denunciati, non di delitti effettivamente constatati). Quello che deve colpire è la composizione interna di questo imponente numero che, invece, è variato moltissimo. Gli omicidi, inclusi quelli di mafia e i tentati omicidi, sono calati, ma gli omicidi a scopo di rapina (peraltro poco numerosi) sono più o meno stabili. I furti sono assolutamente stabili ma i furti in abitazione sono enormemente aumentati. Le rapine sono molto diminuite, ma la componente dei furti in abitazione è molto aumentata. Insomma la verità è che la delinquenza si evolve ma i delitti efferati come gli omicidi calano. Di poco ma calano e, comunque, non aumentano, non c’è alcuna emergenza. Quelle che aumentano sono delle componenti interne allarmanti come i furti e le rapine in casa, che solo raramente evolvono in forma tragica. Stabili i furti in esercizi commerciali, in drastico calo le rapine ai medesimi (l’immaginario di tabaccai perseguitati da ladri assassini è quindi errato), ridotte a un quarto quelle in banca, molto ridotti i furti d’auto eccetera. La tabella potete osservarla da soli. Abbiamo anche aggiunto i reati sessuali, non attinenti al tema di questo post, perché è interessante vedere che sono in leggero calo, come già avevamo dichiarato, dopo attenta analisi di dati diversi.

ISchermata 2017-05-05 alle 08.59.39nsomma: non c’è nessun pericolo incombente per le famiglie italiane; l’Italia è uno dei paesi più tranquilli e sicuri al mondo, in un continente complessivamente sicuro (QUI i dati se non ci credete); si ammazza, si ruba, si stupra, si spara molto ma molto meno della maggioranza degli altri Paesi del mondo, malgrado mafia, camorra e ‘ndrangheta. E malgrado ciò che pensa la gente.

Tutto ciò premesso non significa affatto che non ci sia un problema da risolvere. Che furti e rapine in casa siano aumentati è vero; come è vero che sono diventati più efferati a causa anche (anche) di criminalità straniera con una diversa intenzionalità e con una cultura più ruvida, primitiva e brutale. Non siamo ancora sul piano delle opinioni ma dei dati di fatto se per esempio da un’area cattolico-progressista come il Gruppo Abele sono arrivati moniti precisi, basati sui dati, sulla criminalità romena; e se il Ministero dell’Interno ebbe a dichiarare che “La malavita rumena si sta consolidando in modo sempre più preoccupante” (per dati e per le dichiarazioni complete leggete QUI). L’etichetta sociologica “allarme sociale” non significa affatto che si tratti di una leggenda metropolitana, o paturnie di vecchie zitelle. Il territorio è percorso da pochi ladri efferati, da non pochi tossici e da una miriade di ladri che entrano nella case e rubano. Nella mia zona nessuna casa è stata risparmiata e anche io sono stato oggetto di furti notturni dentro casa. Il problema c’è. Il problema è sentito. Il problema è cavalcato da una destra pistolettara nel silenzio imbarazzante della sinistra che fa lo struzzo.

5-maggio-2017-1-675x619La questione, per concludere, si pone in questi termini: c’è una politica della sicurezza della sinistra? No. Cosa fa quindi la sinistra, il centro sinistra, il centro alleato alla sinistra? Una schifezza oggetto di scherno e ridicolo che fa perdere voti a sinistra (vedi dichiarazione sopra, di un Saviano incomprensibile) e a destra (dove si vuole sparare, non avere vaghe possibilità notturne soggette poi a giudizio del magistrato). Più stupidi di così si muore, e scusate il doppio senso involontario. Manca una visione politica. C’è paura di dichiarare una visione politica chiara di sinistra, magari alternativa alle pistolettate di destra. E quale potrebbe essere tale politica? A me pare abbastanza evidente che esiste un problema a monte (la prevenzione della criminalità) e a valle (la repressione e la pena). È qui che occorre una politica, perché il furto in casa e la pistolettata è semplicemente l’episodio intermedio, quello che fa clamore e paura, che non esisterebbe con adeguata prevenzione e farebbe meno paura con un’adeguata repressione. Chiarisco:

A monte:

  • certamente mezzi, uomini, strumenti tecnologici e via discorrendo; in una parola: investimenti. Che in Italia non si fanno malgrado il bla bla già menzionato della sinistra; da noi si disinveste in sicurezza relegandoci, una volta di più, in coda alla classifica europea (fonte);
  • controlli sul territorio; per controllare il territorio servono uomini, che in realtà non ci mancano, anzi: abbiamo una tale proliferazione di corpi e divise da avere un organico complessivo fra i più grandi in Europa; ma il 60% resta negli uffici, e i rimanenti non sono coordinati (fonte);
  • lunnamedeggi chiare sugli immigrati e i senza fissa dimora; non per punirli, non per reprimerli ma, mannaggia! abbiamo una quantità esorbitante di stranieri entrati illegalmente che vivono di prostituzione e droga. Sono perfettamente conosciuti dalla polizia, si sa dove dormono, dove vivono e dove spacciano o si prostituiscono, e ogni tanto si fa una finta retata per gettare fumo negli occhi ai cittadini. La legge che abbiamo sugli immigrati è ancora la deprecabilissima e fallimentare Bossi-Fini corretta dal decreto Minniti-Orlando; ancora una volta: manca una visione, manca una politica, si tappano buchi e si lasciano migliaia di richiedenti asilo e migranti in lager immondi che dovrebbero farci solo vergognare. Li vogliamo o no questi migranti? Si ha il coraggio di dire “No” (e realizzare vere politiche di contrasto) oppure “Sì” (e realizzare vere politiche di accoglienza)?

A valle:

  • con i mezzi di cui sopra, e una politica seria, si tolgono dai bivacchi cittadini gli spacciatori, la prostituzione schiavista e si reprime la delinquenza; che brutta parola “repressione”, ma è esattamente quello che gran parte dei cittadini vuole fare con i delinquenti;
  • soprattutto: certezza della pena. Gli stalker a piede libero che finiscono per ammazzare la fidanzata, gli ubriachi recidivi nell’ammazzare gente con la macchina, gli spacciatori a piede libero dopo due giorni, i grandi criminali che si scopre che escono per buona condotta e immediatamente delinquono… anche se tutto è regolare e nel rispetto delle leggi, è decisamente difficile per i cittadini, spesso perseguitati da giudici a dir poco confusi, capire come ciò sia possibile. La mancanza di questa certezza è una delle grandi molle per invocare la giustizia fai-da-te.

Ecco quindi, per concludere: una visione di sinistra (ma che noia queste etichette!) deve dire chiaramente se vuole le pistole oppure no. Le vuole? Allora lo dica, lo spieghi, se ne assuma le responsabilità. Non le vuole? Ma allora cosa propone? Quale diavolo di politica sulla sicurezza propone, oltre a un patetico e insopportabile rumore di fondo?

Poi, certo, per portare a fondo un insieme di politiche quali quelle tratteggiate sopra serve un’intera legislatura, un governo forte e stabile, una leadership credibile. Ma questa è un’altra storia, purtroppo.

6 commenti

  • Pingback: LEGITTIMA DIFESA E IPOCRISIA POLITICA – Onda Lucana

  • Maurizio Sulig

    Ottimo.

  • Condivido in gran parte….solo nn capisco perchè attaccare Saviano, accusandolo di essere “incomprensibile” sulla questione: mi pare abbia detto in modo piuttosto chiaro che non serve ed è anzi pericoloso armare le persone. Non certo che non ci sia bisogno di politiche alternative che incidano efficacemente in materia di sicurezza.

    • Saviano è incomprensibile. Ha scritto infatti “in modo piuttosto chiaro” che non serve ed è anzi pericoloso armare le persone, senza però fornire una sola spiegazione.
      – Perché non serve? É forse in grado di valutare gli effetti di un’azione politica, ad oggi, solo proposta? Se servirà o meno saranno le statistiche a dimostrarlo. Non di certo previsioni prive di fondamento che, per quanto autorevoli, possono anche fallire.
      Ben vengano “le politiche sociali e l’aumento dei controlli”, quest’ ultime soluzioni però, non sono affatto in contrasto con un diritto, ancora da disciplinare, a difendersi.
      – Pericoloso armare le persone??? Le persone hanno già la possibilità di armarsi. Da tempo ci si arma liberamente (avendone i requisiti) per sport, per cacciare e per difesa personale. Non c’è alcuna novità in tal senso.
      Non si discute quindi se armare o meno le persone, si discute su come disciplinare la legittima difesa. É diverso.

      Ordunque, confrontando altre sì gli argomenti di Saviano con la tabella istat del post, a me sembra che la “percezione indotta”, più che dai media, sia da attribuire ai suoi interventi.

  • Cavolo mi é scappato il commento… Volevo dire sì, tutto condivisibile ma io avverto un problema di fondo cui non trovo facile risposta. C’é una parte di italiani, se non maggioritaria certo tale per rumoreggiare, che vuole il diritto di difesa sempre e comunque della propria abitazione senza successiva indagine se ci scappa il morto. É la posizione che cavalca Salvini con la solita faccia che testimonia la sua feroce sicumera. Ora facessimo anche tutto quello che tu dici qualche caso ci sarebbe comunque e gli scontenti ci sarebbero comunque, perché quelli vogliono una legge texana: “se entri nella mia proprietà io posso spararti”. M ricorda un po’ il tema immigrati (che nella testa delle persone é collegato) e hai ragione, sappiamo dove sono i clandestini ma spesso (legge del Berlusca, anche per motivi logistici) gli diamo solo un foglio di via e non possiamo forzosamente caricarli sui charter se non ci sono accordi di estradizione coi paesi di provenienza e se non abbiamo certezze sull’identità (e mica possiamo accompagnarli in Francia o Svizzera, o rimetterli su un barcone per il viaggio di rientro in Libia). Inoltre mettiamo che uno, in attesa di status di rifugiato, trova nel frattempo un lavoro e si integra; se poi non viene considerato tale deve lasciare il paese in un cortocircuito legislativo senza senso.
    Mi sembra tutto molto difficile e immagino che, ad altri, tutto appaia invece molto semplice…

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