La mossa del gambero

A tre mesi e poco più dalle elezioni politiche, e malgrado la mancanza d’acqua, crescono come funghi i partitini e le nuove offerte politiche: di sinistra-che-più-a-sinistra-non-si-può, ovviamente, perché una lunga tradizione di purezza ideologica si sta risvegliando, come sempre in epoca elettorale. Ma non solo. Pronosticando che ci divertiremo (sono sarcastico) nei prossimi mesi, vi documento qui l’ultimo nato. Di sinistra-sinistra? Noo… Di destra bella tosta e fascista? Macché! Un altro fritto misto centrista? Neppure. Un nuovo partito populista e sovranista, non di destra e non di sinistra, perché ci mancava, non l’avevamo prima e adesso siam contenti (continuo a essere sarcastico). Si chiama La mossa del cavallo e in realtà non è un partito e non è un movimento; nessuno ha capito cosa sia ma si presenterà alle elezioni (raccolta di firme permettendo), ma con un altro nome: Lista del popolo che, diciamolo, è un nome moolto originale. Questo non partito (avrà un non statuto? Così, per sapere…) si è presentato pochi giorni fa una conferenza alla Camera dei Deputati che il vostro Bezzicante ha sentita tutta per intera, mentre i miei famigliari, preoccupatissimi, mi facevano aria col ventaglio e i bagnoli freddi sulla fronte. La conferenza la trovate QUI: ma se non avete cuore robusto ecco una trascrizione abbastanza fedele dalle parole dei promotori: Giulietto Chiesa, Antonio Ingroia e altri protagonisti minori (per poco, qualche passaggio nei talk show li farà abbondantemente conoscere):

(Ingroia) Non siamo un partito e non saremo mai un partito, neppure un movimento. Anzi, noi facciamo un appello al popolo per un’alleanza contro i partiti, principali responsabili del disastro italiano. Non siamo certamente un partito di sinistra, siamo alternativi a loro, noi siamo trasversali; oggi la parola sinistra non significa più nulla, non guardiamo a chi si identifica a sinistra ma a quel 60% di elettori che hanno deciso di non andare a votare. Ciascuno di noi lo fa con la propria storia: Vauro, Riondino, D’Emilia, Giannuli (5 stelle)…

Bisogna ribellarsi a un sistema ignobile che distrugge la Costituzione, abbiamo vinto il referendum ma è stato solo un passaggio, occorre un’offensiva costituzionale contro i politici mestieranti che hanno determinato la fine della nostra democrazia costituzionale. Pretendiamo l’attuazione totale della costituzione, e per ciò siamo rivoluzionari: per esempio i trattati europei sono in incompatibili con la nostra Costituzione e l’Italia deve ridiscuterli o ritirarli costi quel che costi. I politici italiani sono traditori che ci hanno venduto alle lobby europee. Sovranità del popolo. Azzerare l’Europa per ricostruirla su basi diverse.

(Chiesa): Siamo in pieno colpo di stato, fatto senza carri armati ma portando il paese a una elezione illegale, con una legge incostituzionale; i cittadini sono portati con l’inganno a eleggere un parlamento illegale, al servizio delle grandi lobby finanziarie. E nessuno si muove per impedirlo? C’è una crisi epocale di lavoro e sviluppo e le statistiche che ci danno in merito sono false.

Noi non vogliamo dividere, non siamo noi ad avere diviso il paese. Il paese non è rappresentato democraticamente, loro non sono la democrazia, questo modo di governare è anticostituzionale. Noi siamo per l’attuazione della Costituzione, che non è “di sinistra” ma è sintesi di tutte le componenti culturali del Paese. Bisogna tornare a quel messaggio unitario che è la Costituzione.

Noi vogliamo aiutare metà paese disgustato dalla politica a tornare alla politica. Noi abbiamo raccolto molti uomini e donne illustri, che hanno capito e si riconoscono nel nostro disegno, e avremo una lista di uomini e donne illustri, onesti, competenti e coraggiosi. Abbiamo deciso di chiamarla “Lista del popolo”, perché la canea di critiche al populismo è un trucco. Il populismo è una rivolta del popolo contro la politica che li ha espropriati. Stiamo con chi è “sotto” e ci impegnano a combattete chi è “sopra”.

Non vogliamo essere colonia degli USA e ci battiamo per un’Italia neutrale senza guerra. Per esempio non imporremo sanzioni, staremo alle regole della Nazioni Unite e vogliamo un paese sovrano anche su questo profilo.

Noi non siamo anti europeisti, siamo per un’Europa forte e protagonista ma vogliamo un’altra Europa. Abbiamo delegato la nostra sovranità a istituzioni che non sono democratiche. Per avere una nuova Europa ci vuole una nuova costituzione europea. Dobbiamo rinegoziare la nostra partecipazione europea imponendo referendum popolari nei diversi paesi.

I media sono al servizio del potere e ovviamente, visto che noi ci mettiamo contro il potere, non ci tratteranno con gentilezza.

Hanno poi parlato Sandro Diotallevi per il mondo cattolico, Carlotta Balzani che vuole una sanità universalistica per i cittadini e il generale Nicolò Gebbia che vuole sostanzialmente i massoni fuori dall’esercito e dalle cariche pubbliche.

In conclusione Ingroia, nel ribadire che Noi – ovviamente NdB – siamo del tutto differenti ha detto:

Faremo assemblea per definire il programma entro la nostra cornice programmatica generale. Faremo un Comitato di Liberazione Nazionale per liberarci dal berlusconismo di questo ventennio (con responsabilità della sinistra anche radicale).

Chiesa ha poi precisato: Non siamo andati con altri perché gli altri non hanno un programma, noi sì. Le questioni di fondi non si discutono: pese sovrano, messa in discussione dei trattati europei… non sono da modificare.

Quindi: le linee programmatiche sono immodificabili, mentre gli ampliamenti e piccole modifiche marginali saranno discusse col Popolo.

Vi risparmio altre piccole piacevolezze.

Partiamo proprio da loro, Ingroia e Chiesa. Il primo ha un lungo passato da magistrato con procedimenti importanti, anche se non sempre privi di polemiche (una per tutte: il caso Contrada), e il secondo una lunga e prestigiosa carriera, anche se ultimamente Giulietto Chiesa sembra più interessato alle scie chimiche che alla cremlinologia. Gli altri nominati durante la conferenza sono abbastanza noti e, a sentire loro – saranno tutti nomi prestigiosi, illustri, competenti. Bene. A parte l’accento sulla competenza, tutto il resto ricopia abbastanza fedelmente i proclami originari di Beppe Grillo: populismo, sovranismo, Europa solo a certe condizioni, no a destra e no a sinistra, viva il popolo che decide. Una fotocopia pentastellata con, di diverso, la (pretesa e auspicata) competenza dei partecipanti alla lista, con conseguente sottolineatura riguardo agli “illustri”.

Come per i pentastellati c’è l’esasperato appello al popolo sovrano, che scriverà il programma assieme a loro (ma solo i dettagli) per la difesa della Costituzione. Ecco, in un certo senso il marketing populista del duo Ingroia-Chiesa ha inventato l’esasperazione della difesa della Costituzione (se ascoltate le dichiarazioni originali la parola ‘Costituzione’ è pronunciata più spesso di ‘popolo’ e di ‘illustri’ messe assieme) che viene declinata con esempi – a parer mio – anche piuttosto ingenui.

Tutto ciò premesso, una domanda mi sorge spontanea, anzi due. Prima domanda: chi dovrebbe votarli? Loro si rivolgono esplicitamente a quel 60% che non va a votare e – coincidenza dei numeri – a quello che ha votato “No” al bieco tentativo di uccidere la Costituzione il 4 Dicembre scorso. Come platea è amplissima, quasi come il 40% su cui conta Renzi, per intenderci. Ma – chiedo – perché un italiano populista e sovranista, che già si trova a suo completo agio con gli incompetenti 5 Stelle, dovrebbe essere felice di abbandonare la piccola nicchia ecologica che già occupa a favore del già perdente Ingroia e altri sconosciuti (Chiesa, il complottista, è certamente più nelle loro corde)? Seconda domanda: ma a Ingroia e agli altri, chi glie la fa fare? Domanda ingenua, vero? Chiesa, vabbè, ha un percorso che può anche giustificare questa scelta strampalata. Generali in pensione e personaggi secondari avranno i 15 minuti di Wharol. Vauro è un disegnatore satirico ed è da tempo che la politica vede comici protagonisti… Ma Ingroia? Dopo la tranvata di Rivoluzione Civile del 2013 – che comunque un’identità l’aveva – ha deciso di riprovarci con un’armata Brancaleone che intende occupare lo stesso spazio politico di Grillo?

Mi aspetto molte pagine di curiose stupidità nelle prossime settimane. D’altra parte siamo il paese che ha eletto Cicciolina, che ha subito un ventennio di Bunga Bunga, le “picconate” di un Presidente fiero di avere partecipato alla Gladio, di mucche in corridoio e giaguari da smacchiare… potremo certamente assistere anche ai difensori (loro, solo loro) della Costituzione, che strizzano l’occhio agli antivax che son pure “popolo” e che hanno diritto a costruire una Italia nuova.

Nuova? Nell’inconsapevolezza storica e nell’ignoranza categoriale che hanno politici e pseudo-intellettuali nostrani, manca completamente l’idea che il populismo (concetto di cui esibiscono la fierezza) sia prodromico del fascismo; che “né destra né sinistra” sia qualunquismo becero, anche se tali concetti devono certamente essere resi attuali; che non esiste alcuna possibilità di accogliere tutto e tutti, indignati, no vax, sdegnati dai massoni e cattolici senza casa, difensori di qualunque diritto purchessia e sinistrorsi illuminati sulla strada di quella nuova Damasco che è la credulità popolare.

Articoli precedenti del Dossier Politiche 2018:

2 commenti

  • Caro Claudio, inutile dire che condivido e sottoscrivo ogni tua parola, ma voglio che tu lo sappia, e quindi lo scrivo lo stesso. Oggi mi ero alzata con il tono dell’ umore e metà strada, e ti ringrazio per avermi fatto fare delle sane risate, facendomi subito passare dal lato della giornata all’ insegna dell’ allegria. Come ho appena scritto nel mio “tweet”, piangere davanti a certi panorami è inutile e dannoso per la propria autostima. Non so quante e quali fesserie dovremo ancora vedere e sentire, mi sa che abbiamo raggiunto il limite !! Felice settimana, Ross

  • Lelio Giaccone

    Per qualche giorno non ho frequentato queste pagine e non avevo letto questo articolo che condivido parola per parola. Le sane risate che mi ha fatto fare la mettono al riparo da una querela per plagio…: rivendico il copyright sul gambero, che è la prima cosa che ho detto quando ho visto la conferenza degli ineffabili Ingroia e Chiesa.
    Comunque ad onor del vero avevo pensato pure al cordaio, anche lui cammina all’indietro.

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