Liberi e uguali… Ma perché?

In questo dossier preparatorio delle elezioni ci siamo impegnati a guardare un po’ in giro, e dopo La mossa del Cavallo di Ingroia e Chiesa non possiamo non spendere qualche parola su Forti e pasciuti, la nuova lista di sinistra. Tanto per capire chi sono vale benissimo l’incipit di Francesca Fornario sul Fatto Quotidiano, che dovrebbe essere un giornale amico:

Ho seguito l’assemblea fondativa di quella che i giornali hanno definito per mesi la “lista unitaria”, anche se non sarà l’unica. Se non siete fan dei King Crimson faticherete a ricordare l’attuale formazione, poiché nei mesi sono stati sostituti diversi componenti: restano Sinistra italiana e Possibile, escono Rifondazione e i civici del Brancaccio riuniti da Tomaso Montanari e Anna Falcone, entrano Movimento democratico e progressista e Piero Grasso, resta in bilico Giuliano Pisapia, impegnato in un progetto solista, che sembrerebbe orientato a decidere con chi schierarsi dopo le elezioni, dato che prima non si sa chi vince. In platea c’erano 1500 delegati dai territori a votare le proposte dell’assemblea ma non c’era niente da votare: né un programma – se ne parlerà a gennaio – né un nome, né un leader. Non c’erano mozioni, non ci saranno primarie. Roberto Speranza di Mdp, Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, Giuseppe Civati di Possibile hanno dato per scontato che il capo politico del “quarto polo alternativo al Pd” sarà Piero Grasso, che fino a ieri era nel Pd. Grasso, intervenuto in quanto capo politico a chiusura dell’assemblea, ha a sua volta dato per scontato e che il nome della lista sarà “Liberi e Uguali”, declinato al maschile, per una lista di quattro maschi.

Sì, fa ridere. A sinistra del PD anziché una moderna forza socialdemocratica (il PD è chiaramente ormai una specie di partito liberalsocialista, almeno vagamente) che sarebbe utile e avrebbe spazio e un ruolo, c’è un pulviscolo di comunisti, o ex comunisti, che cercano forzosamente di stare insieme, alcuni almeno, con papocchi come questo.

Perché un papocchio? A mio avviso per questi comprensibili motivi:

  1. sì, più il PD renziano si sposta verso il centro e più resta uno spazio a sinistra; ed è giusto e sacrosanto occupare quello spazio con una proposta politica; ma qualunque sia quella proposta non può essere fondata sulle logiche, gli strumenti interpretativi e le tattiche della sinistra del ‘900; insomma: costoro, nel Duemila, vanno a occupare una spazio del ‘Novecento… La pletora di gruppuscoli tutti veri e duri e puri è una pletora proprio perché fondata sull’ideologia che, come abbiamo più volte spiegato qui su HR, è una forma di “verità”, pretesa e asserita, basata su degli a priori; ma la verità unica conduce presto all’eresia, a esegesi incompatibili con la purezza altrui, e nella gara a chi è più puro e vero comunista ci si divide. Tutti invocando l’unità, ovvio, senza mai conseguirla per colpa degli altri. Le ideologie sono il triste retaggio del secolo breve e sono incompatibili col nuovo millennio (non le idee, non i valori, non le passioni, ma le ideologie); i Belli e buoni sono un tentativo elettorale, strumentale, di unità a sinistra (unità molto parziale, visti quanti son rimasti fuori) e dureranno, se stringeranno i denti, fino alle elezioni o poco più;
  2. sì, è vero, ci sono anche post comunisti che hanno dato prova di avere superato gli steccato ideologici, anche considerando che sostanzialmente tutti i leader di Ricchi e famosi sono stati nel PD e hanno votato tutto ciò che era votabile e che ora – da sinistra – dovrebbero dire di aborrire (ma all’assemblea fondativa si sono guardati bene…); che ci fanno allora in questa formazione? Il sospetto che vogliano semplicemente rompere le scatole a Renzi, farlo fallire, mandarlo a casa, cospargerlo di pece e farlo rotolare nelle piume, c’è;
  3. il fatto stesso di non avere un programma (per ora) la dice lunga: ci si raggruppa in partiti per fare una determinata cosa; per esprimere determinati valori. Nei begli anni della Prima mai troppo rimpianta Repubblica c’era il Partito Comunista che voleva fare i soviet, molto semplice; e la Democrazia Cristiana che voleva essere un baluardo contro i soviet (questo esprime il nome ‘Democrazia Cristiana’); e i liberali che avevano una visione liberale e il Movimento Sociale che era esplicitamente erede del fascismo. Adesso abbiamo Furbi e veloci che si coagula in partito per… per… Il fatto è che non è necessario esplicitarlo; sono quelli “di sinistra” e “contro Renzi”, e tutto il resto son chiacchiere;
  4. c’è poi l’indigeribile presidenza Grasso, che ha aspettato praticamente la fine del mandato per manifestare sentimenti di disagio verso il partito che l’ha portato alla seconda carica dello Stato e che, se mi permettete, non sa nulla di politica. Allora: diciamo che Grasso è persona intelligente, per bene, seria, appassionata, esattamente come i tanti magistrati che da Di Pietro in poi si son dati alla macchia: penso a Ingroia, De Magistris, Emiliano… Tutti ex magistrati dal nobile spirito e dalle ottime intenzioni che ammorbano la scena politica italiana con un populismo disarmante. Perché fare politica non è buttare il cuore oltre l’ostacolo con qualche slogan, ma è un mestiere, un mestiere serio che richiede una preparazione specifica, preparazione che include anche un minimo di fedeltà al partito che ti ha sostenuto.

113238610-f2ef8408-fd60-4c94-87e4-755deffb494dInsomma, in attesa di sapere cosa faranno le altre venti-venticinque formazioni di sinistra e in attesa, specialmente, di capire in quale dimensione spazio-temporale intenda attraccare Pisapia, i Santi e Navigatori si sono motivati e andranno all’attacco. Non è chiaro se si presenteranno alle elezioni col ridicolo nome attualmente circolante, Liberi e uguali… Spero per loro di no perché quel nome ha diverse interpretazioni piuttosto opinabili. E comunque – D’Alema docet – non sarà una lista per l’unità del centrosinistra (almeno lo dicono adesso, e lo dice D’Alema… abbiamo il tempo di vedere se sarà vero). Ah, dimenticavo: Speranza ha tenuto a precisare che “Noi siamo quelli della difesa della Costituzione”. Anche loro. Un bel motivo per non votarli, a mio avviso.

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