Vocabolario di una sconfitta: 2 – Restiamo umani? Speriamo di no!

La prima parte di questo ragionamento la trovate qui: Vocabolario di una sconfitta: 1 - Uguaglianza e le sorelle diventate di destra.

I vocabolari si riempiono inevitabilmente di scorciatoie logiche, bypass inferenziali, economie stereotipate. Per capirci al volo: “Buon giorna signora, come sta?” non significa affatto “Signora, sono profondamente interessato alle sue condizioni sociali, economiche e di salute, si metta comoda e mi racconti nei dettagli la sua vita” ma, più semplicemente, “Ehi tu, ti confermo un riconoscimento sociale pacifico o quanto meno neutro”. Il linguaggio politico è pieno di queste scorciatoie perché nel terzo millennio l’argomentazione è morta e sepolta e bisogna arrivare ai cittadini con frasi semplici o addirittura semplificazioni distorte della realtà ma di chiaro impatto emotivo e semplicità lessicale: “Prima gli italiani” non vuole dire quasi nulla, se lo analizzate bene, ma alla scarsità di significato si contrappone una bella capacità di costruire senso, data l’emotività implicita; “Aiutiamoli a casa loro” fa ridere nell’inconsistenza programmatica, ma indica chiaramente una scelta di campo; “Meno tasse per tutti”, ancorché ridicolo, idem; di slogan inutili, retorici, privi di significato, ne stanno circolando moltissimi in questo periodo in cui la politica aggressiva di Salvini fa salire il sangue alla testa di molti. Ma come i lettori che ci seguono sanno, il sangue alla testa a me lo fa salire lo sciocchezzaio nostro, della nostra parte, qualunque sia questa parte, così incerta e fragile, che oggi si riconosce semplicemente per essere contro il fascismo governativo (ne ho scritto da poco, chi vuole legga QUI). 

Ma fra tutti gli slogan scioccamente retorici e quindi inutili e quindi controproducenti che mi fanno arrabbiare, ce n’è uno che mi fa prudere immediatamente le mani:

Restiamo umani.

Io leggo “restiamo umani” e penso immediatamente (in senso proprio: senza mediazione alcuna) a Hitler, Goering, Himmler, le decine di responsabili della politica nazista, le centinaia di responsabili dei campi di concentramento, le migliaia di ufficiali Gestapo ed SS, le centinaia di migliaia di spie, collusi, affini e ai milioni che si girarono dall’altra parte; a Mussolini eccetera (seguaci, complici, popolazione acclamante); a Stalin eccetera (seguaci, complici e popolazione acclamante); a Mao eccetera (seguaci, complici e popolazione acclamante con l’aggiunta ovviamente di Chiang Kai-shek eccetera); a Hirohito e ai suoi sanguinari militari che hanno devastato Corea e Cina, oltre a essere responsabili della guerra del Pacifico… Penso ai criminali di guerra dell’ex Jugoslavia, a quelli di entrambe le parti che hanno combattuto in Vietnam, alle stragi in Africa (compiute anche da italiani), in Sudamerica…

Penso agli schiavi. Allo schiavismo arrivato sostanzialmente ai giorni nostri con una fortissima ambiguità dalla Chiesa e l’approvazione dei musulmani, ai bambini-lavoratori, alle bambine costrette ad essere stuprate da turisti del sesso (altra forte presenza italiana), ai bambini addestrati per combattere e uccidere o usati come scudi umani in Siria, alle donne mutilate e infibulate; alle donne lapidate perché ritenute infedeli…

Penso alla diffusione degli abusi sui minori, ai preti pedofili, al partito dei pedofili olandese (non più attivo), ai padri-padrone che picchiano la moglie e stuprano le figlie, ai maschi che uccidono le donne…

Penso alla mafia, alla camorra, alla ‘ndrangheta e ai morti, ai feriti, agli umiliati da loro in oltre un secolo di “onorata” attività…

Penso alla disumanità del terrorismo, nero e rosso…

Penso a tutto questo ed altro ancora, arrivando mio malgrado ai comportamenti di violenza quotidiana, contro gli omosessuali, i disabili, i deboli in generale inclusi i migranti e mi dico: questa è l’umanità. Questo significa essere umani. Questa è la nostra pasta.

E mi dico anche. “No. Assolutamente non restiamo umani. Cerchiamo di uscire da questa ‘umanità’ priva di scrupoli, di pietà, di comprensione e cerchiamo una qualche trasumanità che ci porti altrove, lontano da questo essere umano mostruoso”.

Una delle ragioni della sconfitta della sinistra, dei democratici e riformisti, è non avere capito questa menzogna retorica della nostra pretesa ‘umanità’, intesa come buona. L’umanità è cattiva. Ciò che viene etichettato come buonismo è la retorica assolutamente falsa di una sinistra buona (emigrati venite, rom siete bravi, donne #metoo…) e di una destra cattiva (emigrati state a casa vostra, rom ladri, donne… lasciamo perdere). Questa destra oggi al governo rappresenta la liberazione delle peggiori pulsioni dell’italica “umanità”, della loro legittimazione dopo anni, decenni di sopravvivenza sottotraccia. Quello che con una bruttissima parola si definisce lo “sdoganamento” del peggio di noi, un ‘peggio’ che costituisce la nostra normalissima umanità. Siamo sempre stati intolleranti e razzisti, vili ma presuntuosi, maschilisti e profittatori, populisti e narcisi, menefreghisti ed egoisti. Solo che ci vergognavamo di mostrarlo e, da omologati quali siamo, andavamo dietro agli slogan e alle bandiere del momento. Finquando il populismo ignorante pentastellato non ha tirato fuori l’egualitarismo becero che ci rende uguali (e legittimati nella nostra ipocrita ignoranza, e nell’opinionismo accattone, e nell’insulto annichilente) e il fascismo leghista non ha dato prospettiva alle possibili azioni conseguenti (revanscismo, sovranismo, celodurismo). Loro hanno vinto perché hanno legittimato la sostanza del nostro essere popolo: un popolo sostanzialmente sempre populista, sempre di destra, sempre egoista e vigliacchetto, sempre arrogante.

Oggi si utilizza un concetto infido: “buonismo”. Per chi è di destra sono buonisti i piagnoni pro-immigrati, quelli di sinistra senza palle che difendono i rom, le donnicciole col cuore di pasta frolla contro le armi… Io vorrei avanzare una critica da sinistra (so che il termine ‘sinistra’ è ormai anch’esso ambiguo e sgradito, si veda la nota iniziale al precedente post): è “buonista” – in senso chiaramente deteriore – chi affida a un pietismo astratto e formale, sostanzialmente prepolitico, la critica all’agire sociale e politico del governo e, segnatamente, della destra. È buonismo in un modo, con una prassi e con conseguenze politiche nefaste (tant’è che abbiamo perso) l’affidare quella che dovrebbe essere una critica politica a uno slogan, pulsante, vitale, emotivo ma assolutamente privo di retroterra culturale, sociale, economico e, in una parola, privo di spessore politico. Come la posizione sui migranti che non può essere, non ha mai potuto essere, mai potrà essere “Accogliamoli tutti”; che non può essere, non ha mai potuto essere neppure “rimandiamoli a casa loro”, ovviamente, ma mentre la destra vive di slogan retorici, e prospera tramite essi, non può fare lo stesso l’opposizione. Noi che siamo contro Salvini e Di Maio dobbiamo opporre argomenti, sfidare questo fascismo sulle cose, sulle pratiche, sulle azioni, che non riguardano il gesto simbolico di una nave respinta, né di dieci navi, ma di una politica dei respingimenti che sarà impossibile. Di una politica di cittadinanza che sarà impossibile (nelle forme promesse). Di una politica sociale che sarà impossibile. La risposta da dare deve essere una risposta politica. Chi risponde con la demagogia alla demagogia contribuirà al perdurare del governo e alla crescita dei suoi sostenitori.

Prima testimonianza scritta dal nostro lettore Robo:

Cena con medici. Specialisti e medici di base. Amici di vecchia data ma compagnia eterogenea tra supercattolici, tendenti anarchici fuori tempo massimo, allupati cronici etc. Ma sugli islamici immigrati (che non sono la maggioranza degli stranieri in Italia ma questo é il sentiment) tutti d’accordo. Perché vedono come un eccesso di spesa la protezione sanitaria dei rifugiati riconosciuti tali (anche e spt i supercattolici), non capiscono come famiglie con un solo lavoratore possano mantenere i ricongiunti familiari (non conoscono la legge ma ne vedono gli usi furbeschi), espandono gli eventi sgradevoli legati a alcune persone come paradigmatici di una situazione generale. Tutti laureati.

Un ottimo medico di F., persona con cultura enciclopedica, musicista, aggiustatore di strumenti elettronici datati, amante di Nietzche, dice che vede troppe faccine di Moretti in giro. Per carità brave persone, dice, ma troppe…

In palestra un anziano ma prestante astante si inalbera sui telefonini dei migranti dicendo che non sono i più poveri (ha ragione, i più poveri non riescono neppure a partire o passano da un paese africano ad un’altro) ma si dimentica che rischiano la vita in mare e le botte nei campi libici (e se donne non diciamo cosa perché so che si raggiungono livelli indegni dell’umanità). 

Ogni azione legata a un singolo stato é perdente, é un gioco loose-loose. Sui migranti l’Europa senza accorgersene ha fatto il gioco dei nazionalisti. Inutile dire che le lodevoli iniziative di Minniti hanno anche consegnato vite umane nelle mani di aguzzini terribili ma senza l’Europa Una poco di più si poteva fare. Su questa cosa o si cementerà l’Europa o temo si romperà.

Seconda testimonianza di un’amica (dal profilo Facebook):

Come una lama sottile mi pugnalano alle spalle le parole “Ah ma adesso che c’è Salvini vedre’ che cambia musica!”; “Eh sie, speramo che la fa’ na bella ripulita”; “Tutti qui da noi arrivano a rubacce ‘gni cosa”.

E’ una tranquilla mattina di lunedi’ all’ Inps, la solita bolgia di gente in attesa, donnine che si sventolano con gli opuscoli del supermercato, anziani che fissano il tabellone, giovanotti con le orecchie fracassate di rap, ogni tanto qualche pianto di bimbo. 

Spero per un attimo di non aver sentito bene, ma le voci , femminili, che hanno affondato la lama con le loro parole ora si lanciano in una scarica di pallottole: “Ce rubano il lavoro”, “E poi ce costano 25 euro ‘l giorno capito?”, “Ah noe! E poi se lamentano che non gne danno la carne …la carne capito? Voglion pure la carne!”

Mi giro, voglio guardare in faccia chi sta dicendo tutto questo. Una signora anziana coi capelli grigi, una donna di mezza età coi capelli rossi e una ragazza bionda, avrà avuto 25 anni. 25, appunto.

Tre generazioni di donne. L’ odio, il razzismo, la vacuità hanno attecchito in tre anime coprendo piu’di un secolo. Mi metto a parlare con loro. Ci provo a dire che le cose non stanno così, che le persone che arrivano, o meglio, arrivavano stremate qui, lo hanno fatto perché proprio non potevano fare altro. Che non vengono affatto trattate coi guanti di velluto. Che è gente disperata, che lotta per salvarsi la vita e basta! E mentre dico questo mi sento combattere contro i mulini a vento… le mie frasi sembrano banali, ma sono veri macigni che diventano polvere davanti all’indifferenza e alla cecità. La chiusura della mente. La miopia del cuore. 

Le tre donne mi rispondono piene di livore: “E’ colpa di quelli come te!”, “Questi ci invadono il paese!”, “Sono tutti delinquenti, hai visto come ci hanno ridotto la città?”.

Inutile dire che vivono in uno stato di guerra, da cui non possono non scappare. La signora anziana controbatte: “Quando i nostri padri erano in guerra sono rimasti qui, allora anche loro rimanessero a casa loro!”

E la giovane, non alza mai lo sguardo dal cellulare, ma dice arrabbiastissima “E allora io che devo sta qui all’Inps? Non trovo il lavoro per colpa loro eh!”

La signora mezzana si alza e se ne va continuando a urlare che è colpa mia che e di quelli come me che votano sinistra. Me la figuro, invisibile dentro l’urna che mi spia oltre la spalla per vedere cosa voterò .

La ragazza alza il muro del cellulare per non guardarmi neanche, io che don chisciottescamente mi trovo a dire cose tipo “Non c’entra niente la politica, qui si parla di umanità !!!”

Allora la signora dai capelli grigi ha un’ illuminazione: “Guarda che io faccio la carità. Una volta ho regalato dei mobili”.

Smetto di parlare. E’ inutile. Mi rigiro. Mi tremano le mani dalla rabbia, non riesco ancora adesso a descrivere lo sconforto, la sensazione di impotenza che ho addosso. Provo a scriverne qui, ma escono solo frasi banali. Banali come i concetti che vengono inculcati nelle nostre teste, tutto vago, tutto in generale. E questo senso di piattume mentale, questa ignoranza spaventosa, questo rancore è stato seminato ed ha trovato terra fertile in tre generazioni di donne, di uomini.

E la prossima generazione? Crescerà con questi dettami?

Sono sicura che qualcuno, leggendo questo lunghissimo mio sfogo, nell segreto del suo pensiero darà ragione all’una e all’ altra signora. Mi resta solo una parola ed è Desolazione.

2 commenti

  • In tutto questo, anch’io ci vedo uno dei mattoncini che possono formare o disfare l’europa. Per la situazione italiana, sono sempre più convinto che dal “basso” sia impossibile portare un cambiamento del modo di pensare, a meno che non inizino ad occuparsene in massa musicisti e artisti (come hanno fatto i Pearl Jam proprio ieri). Dall’ “alto” non verrà perché la nostra politica ha sempre giocato all’ignoranza e manipolabilità del suo elettorato, quindi per me questo cambiamento, questa educazione non può che venire da “fuori”, in una maggiore collaborazione tra gli stati membri che ci tolga le scuse dietro cui nasconderci. Tuttavia la situazione al momento in UE è delicata e noi stiamo facendo del nostro meglio per peggiorarla, non so davvero cosa aspettarmi

  • Mi ricordo una canzone di Daniele Silvestri il cui ritornello diceva che “lo slogan é fascista di natura🎶”

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