Le mappe di Hic Rhodus: 02 – dalla Crisi alle Riforme

Hic Rhodus si occupa molto di economia e politica. In questi mesi potete rintracciare un percorso che a partire dall’analisi della Situazione economica (incluso il dibattito su Euro sì, Euro no) arriva ad analizzare alcune proposte di Riforma, in particolare intestate al nuovo Governo Renzi, e alla sistemazione dei Conti pubblici. Su questo percorso, sovrastante minacciosamente il dibattito in corso, la crescita del Populismo e l’omologazione politica che, secondo noi, impedisce il confronto efficace, razionale, costruttivo a beneficio del Paese.

Questa la mappa dei nostri post su questi argomenti (clic per ingrandire):

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Vi forniamo qui di seguito i link dei testi richiamati nella mappa (ma col motore di ricerca o semplicemente sfogliando Hic Rhodus troverete altro ancora):

Situazione economica:

Euro sì, Euro no:

Conti pubblici:

Le riforme:

Populismo e omologazione:

E questo è il link alla Mappa 01, Dal Linguaggio alla Politica.

2 commenti

  • Complimenti per la qualità del sito e degli interventi.
    Vale la pena farci un salto per gli interessanti rimandi.
    L’analisi sulla querelle relativa alla moneta unica è abbastanza incomprensibile.
    La posizione pro-euro qui espressa si riduce a un solo argomento, per lo più sbagliato, il preteso “risparmio” dovuto alla riduzione degli spread.
    Confondere un trasferimento con un costo è già abbastanza un’aberrazione (mi riferisco agli interessi, che vengono percepiti dai detentori dei titoli a scapito di chi non li possiede), ma è il ragionamento del 3%-4% di vantaggio (chiamiamolo così) che non ha senso.
    Allora l’Italia aveva un’inflazione molto bassa (come in buona parte dei paesi Euro) più bassa di quella mondiale, quindi da dove viene quel 4% di interessi che avremmo risparmiato? Pura fantascienza.
    La realtà è che se vogliamo vedere i due lati del rapporto, al numeratore il debito si impenna quando, col divorzio Banca d’Italia/Tesoro lo Stato diventa un collocatore di obbligazioni qualsiasi e deve rivolgersi al mercato come un qualunque altro soggetto, mentre al denominatore la crescita economica viene fermata dall’entrata nello Sme prima e nello Sme credibile poi.
    E non apriamo neanche il discorso su cosa è servita la bonanza dei tassi di interesse ideata da Greenspan, se non a comprare delle case con la rata del muto al costo di un affitto, con il piccolo dettaglio che in pochi anni sono raddoppiate…

  • Rispondo qui, anche se il commento in realtà è relativo al post https://ilsaltodirodi.com/2014/05/09/uscire-dalleuro-un-lancio-senza-paracadute/ .

    Quel post, come il titolo in effetti anticipa, non si occupa dei vantaggi comparati dell’Euro rispetto a una valuta nazionale (una “NeoLira” o un “Fiorino”), quindi non dovrebbe stupire il lettore il fatto che non si proponga un panorama organico di argomenti a favore dell’Euro, limitandosi a osservare che l’Euro presenta svantaggi (di cui si cita la rigidità rispetto agli shock e alle divergenze regionali) e vantaggi (tra cui la possibilità di finanziarsi a bassi tassi di interesse, che è stata e in questo periodo è tuttora reale). Si tratta di esempi fatti quasi incidentalmente per dire che non è scontato che l’una o l’altra opzione sia necessariamente preferibile, e che se male usati anche i benefici che ciascuna può offrire possono essere vanificati, come è in effetti accaduto.

    L’argomento (meritorio o meno) del post è piuttosto l’invito a evitare di sottovalutare la complessità dell’ipotetica uscita dall’Euro, che implicherebbe l’elaborazione e l’esecuzione di un programma articolato, rischioso e molto impegnativo, di cui si traccia qualche passaggio indicandone anche qualche “effetto collaterale”. In questo senso, trovavo e trovo fuorviante e pericoloso discutere se “sia meglio” l’Euro o la NeoLira come se bastasse girare un interruttore per passare dall’uno all’altra.

    Se poi il tema fossero gli errori di politica economica che l’Italia o il resto del mondo hanno storicamente compiuto, il discorso sarebbe tutt’altro e le opinioni in merito legittimamente diversificate, ma è un discorso che non ho neanche tentato di fare in quella sede.

    Grazie dell’attenzione e delle parole di apprezzamento.

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